Più libri Più liberi 2016

Come fai a raccontare uno dei giorni più belli del 2016 senza sentirti banale, o infantile? Io me lo sto chiedendo da venti giorni e ancora non ho una risposta, per cui ho deciso di parlarne, e vedere come viene, che tanto a seguire i programmi non sono mai stata brava e non inizierò oggi a esserlo.
img_20161209_161356Più libri Più liberi a Roma è una manifestazione importante dell’editoria indipendente che richiama editori da tutt’Italia per cinque giorni fieristici fitti di incontri, manifestazioni, dibattiti ed eventi e io sognavo da anni di esserci. Quest’anno non sarei dovuta esser lì, tra la tesi e i mille impegni non potevo proprio; poi però sono capitati la promozione di Italo a quindici euro, la richiesta del boss di riferirgli cosa succede da quelle parti e soprattutto la consapevolezza che i miei autori preferiti sarebbero stati presenti. Ho sommato tutto, e ho prenotato: il venerdì, per di più, si entra gratis se si è studenti universitari (anche il mercoledì: tenetelo a mente per il prossimo anno se volete farci un salto!). Sveglia alle cinque e mezzo, che ormai è l’abitudine, quattro volumi sottobraccio da far sketchare in fiera agli stand e un’emozione che, devo essere sincera, né al Salone né a Pisa avevo sentito. Forse sarà stata l’idea di vedere qualcuno che ammiro, forse sarà che con Roma avevo un conto aperto da anni e sentivo che doveva, doveva!, ripagarmi di quellaimg_20161209_161330 felicità che mi aveva tolto anni fa, ma fin da quando sono salita in treno ero adrenalinica e sorridente in modo imbarazzante e fastidioso. Sono arrivata in fiera (al Palazzo dei Congressi, all’EUR) venti minuti prima dell’apertura, per cui il tempo di fare il biglietto (ancora c’era pochissima fila, per fortuna) e mi sono appostata all’ingresso.
Entrare alle 10 spaccate, tra i primi, ha quel vago gusto di sogno. Ci sono postazioni ancora chiuse, addetti che tirano giù le tendine con cui hanno chiuso la sera prima gli stand, il profumo del caffè e soprattutto editori e scrittori con il fido zainetto sulle spalle e giornali o libri tra le braccia. Tipo che appena entrata ho beccato Toni Bruno e stavo per mettermi a squittire; e lì ho capito di dovermi dare una calmata! Ma comunque, è l’effetto della fiera, e la consapevolezza che ogni volta di più mi assale per urlarmi in faccia di essere nel posto giusto, solo dal lato sbagliato ancora. Non so spiegarlo, ma è pura magia e forse solo chi mi ha img_20161209_161454accompagnata saprebbe dire quale sia stata la mia espressione per l’intera giornata. Povero uomo davvero, il mio!
Ad ogni modo, la prima tappa obbligata, quasi di corsa pure, è stata lo stand della Bao. Alle 11 arrivava Zero – e non c’era tempo da perdere. Il risultato? Ero la terza, con un groppo in gola che non vi dico e le mani sudate che minacciavano di staccarsi o tremare da pazzi. Sonoimg_20161209_161337 imbarazzante, lo so. Be’, comunque, di quei momenti ricordo la gentilezza di Michele e la sua infinita pazienza, la voglia di fare due chiacchiere con chiunque anche se in un’atmosfera agitata e con una fila infinita ad attendere il proprio turno e la sua promessa. Sì, be’, se non trovo lavoro dopo la magistrale… i bagni della Bao potrebbero essere una soluzione con cui cominciare, in effetti!
Già che ero là, e visto che erano già arrivati Toni Bruno (Da quassù la Terra è bellissima) e l’accoppiata magica Radice e Turconi (Il porto proibito), pensate forse che non mi sia fatta sketchare i loro volumi? Ecco, infatti. Avevo già intravisto Simeone e Bevilacqua, ma la fame stava iniziando a farsi sentire per cui la tappa al bar al primo piano era obbligata. E lì, altra sorpresa: non solo il bar funziona img_20161209_161447velocemente e gli addetti sono efficientissimi, ma si mangia pure bene e il caffè è strabuono. Thumbs up!
Ma la cosa più sorprendente − non è vero, è una delle tante, ma è quella che nemmenoimg_20161209_161450 sapevo sarebbe successa − è stato l’arrivo di Pif. A sorpresa, anticipato di un giorno, al Caffè Letterario c’era l’incontro “Mafia a stelle e strisce: perché Cosa Nostra puntò tutto sugli americani”. Un’ora non bella e istruttiva, tanto di più. Ammiro da anni il lavoro di Pif, ho particolarmente amato La mafia uccide solo d’estate prima come film, e poi come serie-tv (tra l’altro, chi si aspettava che mamma Rai trasmettesse prodotti di questo tipo, d’alta fascia, in prima serata sul canale di punta con l’uso dei veri nomi di tutte le persone coinvolte? Se non l’avete vista, recuperate subito!) e vederlo img_20161209_161425finalmente dal vivo, sentirlo è stato l’apice della giornata perfetta. Poi, vabbe’, gli ho stretto la mano e ci ho parlato quindi capirete che devo ancora processare il tutto.
Maaaa dopo tutto questo, non c’era certo tempo da perdere. Alle 3 allo stand Tunué arrivava Paco Roca e il mio moroso aveva portato con sé la sua copia di Rughe da far sketchare, perimg_20161209_161359 cui, sapendo della fila immensa che ci sarebbe stata, siamo andati lì in anticipo e visto che c’ero… un paio di acquisti sono scappati (The moneyman di Magalotti e Silverwood lake di Simona Binni), tanto più che c’erano gli autori e potevo avere un disegno! Da lì, poi, siamo tornati da Bao visto che avevo dietro anche Diciottovoltevirgolatre di Simeone e ho colto l’occasione per prendere la Variant de Il suono del mondo a memoria di Bevilacqua e farci pure due chiacchiere: è il migliore, ve lo assicuro!
Completati tutti gli sketch, carichi come muli di Santorini, abbiamo continuato il giro della fiera tra gli stand per poi riposarci al bar, con l’ennesimo caffè. E img_20161209_161423manca poco mi scappa un infarto nel notare che Erri De Luca era a cinque passi − l’ho visto a Firenze qualche mese fa e importunarlo di nuovo… no, non ce l’ho fatta.
Avrei in realtà tanto altro da dire − per esempio di Mentana che apre la folla come Mosè davanti al mar Rosso − ma vabbe’, ho pensato di lasciar parlare più che altro le emozioni e quelle sono state tante, e forti. Il ringraziamento principale, come sempre,img_20161209_161420 va a quel sant’uomo che appoggia sempre le mie follie. Non so come faccia davvero!
Anzi, no, una cosetta voglio aggiungerla perché mi sembra doverosa. C’è una cosa che ho notato, tra le tante. La gentilezza dei fumettisti non ha eguali nel mondo editoriale. Ho incontrato scrittori di tutti i tipi alle fiere e negli ultimi due anni, tra seminari, img_20161209_161442presentazioni e tirocinio, e penso davvero che il fumettista sia una specie rara, meravigliosa. Con questo non dico che gli scrittori non lo siano, anzi, ma la pazienza di chi sta tutto il giorno a sorbirsi le chiacchiere e disegnare tutto quel che gli viene richiesto… non credo possa essere battuta. Da Zero che arriva alle 11 e, anziché andarsene come dovrebbe dopo un’ora e mezzo, non fa pausa e rimane a firmare fino a chiusura dello stand la sera, a Roca che ha un sorriso di una dolcezza sorprendente, fino a Bevilacqua che mi ha uccisa di battute e risate alzando una barricata per non farmi spoiler mentre parlava con un ragazzo e implorando il mio ragazzo pure di regalarmi un telefono nuovo. Che, tra parentesi, non è arrivato. Ma in compenso sono arrivate tre graphic novel e io mica mi lamento!

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4 pensieri su “Più libri Più liberi 2016

Ciao lettore! Se hai letto il post, mi piacerebbe che lasciassi traccia del tuo passaggio facendomi sapere cosa ne pensi per scambiare due chiacchiere. Ti va?

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