Recensione · “L’incastro (im)perfetto”, di Colleen Hoover

Sapete quando hai grandissime aspettative perché compri a scatola chiusa un autore certo che non ti deluderà mai? Sì che lo sapete, vero? Ecco, diciamo che è più o meno delusione quella che provo nei confronti di questo romanzo. Non me ne voglia chi l’ha amato, perché anche a me è piaciuto, ma non abbastanza e qualcosa manca.


L'incastro (im)perfettoL’incastro (im)perfetto
di Colleen Hoover


EDITORE: Leggereditore
TRADUTTRICE: Laura Liucci
ANNO: 2015
PAGINE: 326


Quando Tate Collins incontra il pilota di linea Miles Archer, sa fin da subito che non potrà trattarsi di amore. A dire il vero, i due non potrebbero nemmeno considerarsi amici, se non fosse che condividono un’innegabile e travolgente attrazione reciproca. Quando scoprono le carte, pensano di aver trovato l’incastro perfetto: lui non cerca l’amore e lei non ha tempo per trovarlo. Cosa c’è di più semplice? L’importante è che Tate si attenga alle uniche due regole che Miles ha imposto: non chiedere mai del passato e non aspettarsi niente dal futuro. Sembra facile, ma non lo è, perché il loro legame si fa sempre più stretto e rispettare i patti per Tate diventa sempre più arduo, fino ad apparirle impossibile. Quella che doveva essere solo una storia di passione travolgente rischia così di trasformarsi in un qualcosa di veramente spiacevole, l’ultima cosa di cui Tate avrebbe bisogno: un amore travagliato e fallimentare.


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