Città di carta: gli USA on-the-road in “Noi due ai confini del mondo”, di Morgan Matson

Credo non ci sia bisogno di ripetere il mio amore per i viaggi in auto. Ho la fortuna di abitare nelle campagne fiorentine, in un luogo che sta perfettamente vicino al centro città senza per questo rinunciare al suo essere un borgo legato alle proprie origini e tradizioni ed è inutile starvi a dire quante strade meravigliose si dipanano qua attorno o verso Siena. Quello di cui oggi, però, voglio parlarvi son le strade che percorrono gli Stati Uniti in lungo e in largo, li attraversano da costa a costa passando per regioni talmente differenti l’una dall’altra da non riconoscerli come appartenenti allo stesso lembo di nazione. Un viaggio, quello in auto, che tutti prima o poi dovrebbero fare e se fosse come quello di Amy e Roger non sarebbe niente male! Pronti quindi a esplorare gli States?

«Allora, se questo diventerà un vero viaggio», annunciò, mentre usciva in retromarcia dal parcheggio e si dirigeva verso l’uscita, «dobbiamo procurarci alcune cose fondamentali». «Come la benzina?» «No», rispose. «Be’, sì», si corresse, guardando l’indicatore del carburante. «Ma ci sono due cose che sono assolutamente necessarie quando si sta per intraprendere un viaggio». «E sarebbero?». Roger mi sorrise dopo essersi fermato a un semaforo. «Merendine e musica», mi spiegò. «Non necessariamente in quest’ordine».

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