Recensione · “Resta anche domani”, di Gayle Forman

Buongiorno, amici ❤ Come sta trascorrendo la vostra settimana? Spero alla grande. La mia sicuramente sì e continuerà a farlo, visto che posso godermi finalmente delle giornate di ozio e ho intenzione di riempirle di letture a non finire. Nel frattempo, perché non occuparsi anche delle recensioni infinite che ho in arretrato? Ho letto questo libro qualcosa come due anni fa, ma non so per quale motivo ancora non ne avevo scritto la recensione. Ad ogni modo, eccola qua!
Quasi dimenticavo, qualora foste interessati, il 13 ottobre è in uscita nella collana Oscar Mondadori, in copertina flessibile ❤


downloadResta anche domani
di Gayle Forman


EDITORE: Mondadori
TRADUTTRICE: Simona Mambrini
ANNO: 2014 (p.e. 2009)
PAGINE: 246
La serie If I stay è così composta:
#1 Resta anche domaniIf I stay | #2 Resta con meWhere she went


Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall’autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall’impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l’ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l’amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l’emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?


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Recensione: “Brutti”, di Scott Westerfeld

Buon lunedì, miei piccoli grandi amici! Mentre me ne sto rannicchiata in pigiama a ripetere che non voglio andare a lezione e lascio che il panico prenda il sopravvento, vi lascio questo grande, enorme meh con cui, anche a distanza di tempo dall’averlo finito, non ho ancora i conti. Mi ha delusa, tanto, in numerosi punti, non mi ha catturata come avevo pensato, mi ha lasciato l’amaro in bocca… Ma, prima di perdermi in chiacchiere e anticiparvi qualcosa, meglio che vi lasci alla recensione e vi auguri un sereno inizio di settimana!

_brutti-1350734357Titolo: Brutti
Serie: Beauty #1
Autore: Scott Westerfeld
Traduttore: Angela Ragusa
Casa editrice: Mondadori
Anno: 2006
Pagine: 354

Tally è una ragazza normale. Ma essere normali, nel suo mondo, equivale a essere brutti. Brutti solo fino a sedici anni, fino a quando non si è sottoposti per legge a un’operazione di chirurgia estetica che rende bellissimi e uguali a tutti gli altri “perfetti”. Ecco perché Tally non vede l’ora di compiere sedici anni. Ma poco prima del giorno fatidico incontra Shay, che le fa scoprire il brivido dell’imprevisto e il fascino dell’imperfezione e la mette al corrente di un’inquietante versione dei fatti. Tally adesso non vede l’ora di conoscere la verità. E sarà più difficile e pericoloso di un’operazione… Continua a leggere

Un, due, tre, stella #1. Recensione: “Il labirinto”, “La fuga”, “La rivelazione”, di James Dashner

Ho appena finito questa trilogia e molto probabilmente quella che segue sarà la recensione più sconclusionata dall’apertura del blog, quasi un mese fa (!), però una tra le più sentite, a cui tengo particolarmente. La lettura per me è sempre stata un momento privato, personalissimo e quanto più di isolante possibile; non ricordo di aver mai condiviso le letture in passato (se non a libro concluso) ma da qualche mese a questa parte leggere in compagnia è diventato una delle cose migliori a cui abbia mai preso parte e condividere in tempo reale opinioni e sensazioni con quelle pulzelle che fanno parte del Club del libro è diventato un bisogno, oltre che un divertimento. Perciò iniziare Il labirinto senza sapere cosa aspettarmi, proseguire con La fuga e concludere il viaggio coi Radurai con La rivelazione con loro è senza dubbio un motivo che mi porta ad apprezzare ulteriormente questi tre volumi, ma la materia prima non è da poco, anzi! Non avevo mai letto qualcosa di così claustrofobico e capace di rapirmi al punto da non voler, masochisticamente, staccare gli occhi dalle sue righe. Ma andiamo con ordine, beccatevi queste tre copertine (un po’ meh ma ci accontentiamo visto che creano una continuità che proprio ci voleva) e corriamo come dei velocisti dritti alla recensione. Ah, quasi dimenticavo: a questo punto è d’obbligo informarvi che, per quanto cercherò di limitare al massimo gli spoiler, non venite a picchiarmi qualora me ne dovesse sfuggire qualcuno. Parlare di un’intera trilogia senza rivelare qualcosina per sbaglio sarà una fatica disumana e ci tengo alla mia incolumità, almeno per un altro po’ lasciatemi tutta intera. Perciò, detto questo, siete pronti, teste di caspio? Continua a leggere