Reading in English

Penso da tempo di fare un post del genere ma poi mi dico sempre che magari non è interessante, o che quel che penso è irrilevante. Ancora è così, ma mi rendo anche conto che dare dei consigli non è mai di troppo, specialmente in qualcosa che si conosce da vicino e, viste quante sono le serie che le case editrici abbandonano o libri che mai riusciranno a superare i nostri confini e arrivare qui, non fa mai male tener presente un’alternativa come quella del leggere in lingua inglese.

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Why? How? What? Continua a leggere

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Se #unlibroèunlibro soltanto quando fa comodo

blog and stuff

Blog and stuff è una rubrica ideata da me a cadenza casuale che vuol proporre riflessioni totalmente random su temi letterari e libreschi e sull’editoria nostrana. Insomma, un modo per continuare a parlare di libri senza necessariamente parlare di uno in particolare e senza alcuna cadenza fissa.

 

 

Qualche giorno fa ho scritto un post, in pagina, sul digitale e su un caso che aveva attirato la mia attenzione, dopo aver letto quest’articolo e ho pensato fosse giusto riportarlo anche sul blog e approfondire un po’. Il problema è un po’ sempre lo stesso: quel digitale che non si riesce a capire come utilizzare, cosa farsene, a cui tutta la colpa viene attribuita: se non si legge, se si comprano poco i cartacei, se gli e-reader non vendono, se c’è crisi nell’editoria. Insomma, un capro espiatorio che colpe non ha se non quella di incarnare il progresso, quello spettro angosciante che terrorizza chi si lega alla sedia delle sue abitudini e le abbraccia non volendovi rinunciare a nessun costo. Non capendo che nessuno gliele vuole togliere, semmai dargli più scelta.
Parto dal presupposto che amo il cartaceo. Continua a leggere

Happy 1st birthday Se solo sapessi dire | #giveaway

Un anno fa, ieri, apriva i battenti quest’angolino di mondo. Senza pretese, senza sapere nemmeno quello a cui andavo incontro, solo seguendo un consiglio, ha preso il via una delle cose migliori mi siano mai successe. Non sono una che sta a perder tempo in chiacchiere e a rimembrare momenti passati, ma quel che questa pagina virtuale mi ha dato è ben di più di quello che mi aspettavo. Un anno fa iniziavo la magistrale e finalmente due anni orribili potevano dirsi conclusi, anni in cui un obiettivo non lo avevo, sembrava non esistesse, credevo non l’avrei mai trovato. E poi… E poi ho trovato la mia vocazione, anche se è sempre stata lì e solo io faticavo a rendermene conto, le cose hanno iniziato a girare per il verso giusto o forse solo io ho preso finalmente a guardarle dalla giusta prospettiva, ho iniziato a seguire corsi che mi hanno aperto mondi, conosciuto, intervistato e passato una giornata con un premio Pulitzer, conosciuto persone che amano quel che amo (e che amate, lo so) a tal punto da volerlo rendere una professione nonostante tutti cerchino di sconsigliarlo, sono entrata a contatto con splendide blogger che, prima ancora di essere maestre e miti indiscussi dal basso della mia posizione, sono persone magnifiche, piene di entusiasmo e di una disponibilità unica. Parlo di amicizie che vanno oltre il virtuale, parlo di mondi che nemmeno credevo esistessero, parlo di avermi dato la certezza di aver capito quale sia la strada da seguire. E quindi, niente, parlo insomma di voi che state leggendo. E del grazie enorme che vi devo.
E quale modo migliore per ringraziarvi se non con un regalino? Continua a leggere

Cara Tessa

blog and stuff

Blog and stuff è una rubrica ideata da me a cadenza casuale che vuol proporre riflessioni totalmente random su temi letterari e libreschi e sull’editoria nostrana. Insomma, un modo per continuare a parlare di libri senza necessariamente parlare di uno in particolare e senza alcuna cadenza fissa.

 

Ma tu, Tessa, non sei stanca? Non ti è ancora venuto a noia quel che le case editrici più “gettonate” ci propongono? Pensi ancora che siano giusti quei modelli di femminilità castigata che andavano di moda all’epoca di Matusalemme e che, invece, dovremmo ormai esserci messi alle spalle? Io sono francamente stufa di romanzetti da due soldi, scritti così male che più che un editing necessitano di una riscrittura completa e totale che non solo faccia sparire la patina d’autore ma che la estrapoli a tal punto che diventi un romanzo nuovo; ma soprattutto di quelli che, oltre a esser scritti male, sono brutti. Bruttissimi. Così brutti che non so definirli perché oltre a essere brutti sono sbagliati in così tanti aspetti da non sapere da che parte iniziare.
Perché quest’invettiva, ti chiedi? È presto detto, cara la mia Tessa. Continua a leggere

Nell’editoria che vorrei

Cattura

È triste dover constatare che ciò che va di moda, ciò che il pubblico cerca e gli editori scelgono di portare sugli scaffali veicola comportamenti da ostracizzare, piuttosto che da assumere a modello di riferimento, immagini così sbagliate, sotto innumerevoli punti di vista, da far accapponare la pelle anche a una sola occhiata. È triste, eppure necessario. E credo occorra chiedersi perché. Quand’è successo che l’uomo galante, problematico al punto giusto ma pur sempre rispettoso della donna, è passato di moda? Dov’è successo che si è pensato che un ragazzo che ti pedina nei locali, ti minaccia costantemente e riduce a una marionetta da usare a suo uso e consumo, senza alcuna dignità né possibilità di esprimere un’opinione personale che possa, anche solo in minima maniera, essere diversa dalla sua, venga eletto uomo ideale? Dov’ero nel momento in cui si è cominciato ad accettare che chi ti picchia viene scusato in virtù di un passato buio e oscuro? Chi lo ha permesso? E perché? Continua a leggere