Pagine sullo schermo

pagine sullo schermo

Pagine sullo schermo è una rubrica che ho ideato per condividere le impressioni sui film o sulle serie tv tratte da libri ma nella quale finirò inevitabilmente per parlare ancora di più di tutte le novità cinematografiche o telefilmiche che ci attendono nei prossimi mesi.

 

Questa rubrica giace da tempo immemore e, povera lei, conta un solo episodio perché col poco tempo che mi ritrovo anche guardare serie tv e film è diventato un lusso che non mi posso che concedere pochissime volte ma ho pensato che tra le mille notizie che arrivano su nuove trasposizioni e attesi teaser trailer che vengono pubblicati di poter riutilizzare quest’angolino per informarvi. Quindi, quali novità ci sono? Continua a leggere

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Recensione: “Noi siamo grandi come la vita”, di Ava Dellaira

DLIN DLON COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: ho aggiunto qualche giorno fa i link qui accanto per il profilo twitter, la pagina facebook e il tumblelog.
Sono reduce dalla puntata di Outlander, cinquantasette minuti che sono diventati tipo centoventi perché ho bloccato lo streaming dopo ogni frustata alla schiena di quel manzo tenerello che è Jamie e quindi, insomma, non sono ancora attendibile. Non con lo stomaco in subbuglio. Per cui, poche chiacchiere, prima o poi il signorino di cui sopra, ma soprattutto la serie e il libro da cui è tratta, compariranno in un post, ma al momento, la recensione di oggi!
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Titolo: Noi siamo grandi come la vita [TO: Love letters to the dead]
Autrice: Ava Dellaira
Traduttore: Chiara Brovelli
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Anno: 2014
Pagine: 324

Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: «Scrivi una lettera a una persona che non c’è più». E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n’è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Ecco perché ha scelto di frequentare un liceo diverso da quello di May, un posto dove nessuno sa cosa è successo davvero, dove non ci sono domande imbarazzanti o sguardi compassionevoli a rincorrerla. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all’insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso, l’emozione di incrociare lo sguardo di un ragazzo che afferra i tuoi occhi con i suoi e non li lascia andare. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti. Perché la vita è lì, davanti a lei, con tutte le sue infinite strade possibili. E, per quanto possa fare paura, non c’è emozione più grande di sentire il suo battito. Continua a leggere