Recensione ~ “Un bacio” di Ivan Cotroneo

Heilà bella gente ❤
Oggi finalmente torno qua sopra con una recensione a uno dei pochi libriccini che sono riuscita a leggere quest’anno durante le ultime fasi di scrittura della tesi e in attesa della discussione.

Ivan Cotroneo • Un bacio • 2010
Bompiani • 91 pp.
Lorenzo, Antonio, Elena. Due adolescenti. Un’insegnante. Un amore, un rimpianto, un atto di violenza. E un bacio.
E-book e cartaceo
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Recensione ~ “Dov’è finita Audrey?” di Sophie Kinsella

Il 21 giugno esce l’edizione in copertina flessibile e, a un anno esatto dalla usa uscita, sto meditando finalmente di prenderlo e rileggerlo, perché l’ho amato così tanto da volerlo avere a tutti i costi! Sto parlando di quella piccola perla che è il primo (e spero di una lunga serie) di young adult della mia autrice preferita per l’estate!


Dov'è finita AudreyDov’è finita Audrey?
di Sophie Kinsella


TITOLO ORIGINALE: Finding Audrey
EDITORE: Mondadori
TRADUTTRICE: Stefania Bertola
ANNO: 2015
PAGINE: 285


Audrey ha quattordici anni e da tempo non esce più di casa. Porta perennemente grandi occhiali scuri, e non certo per fare la diva, ma perché questo è il suo modo per proteggersi dalle persone che la circondano e sfuggire al rapporto con gli altri. A scuola le è successo qualcosa di brutto che l’ha profondamente segnata, e ora Audrey è in terapia per rimettersi da attacchi d’ansia e panico che non le permettono di condurre una vita serena e avere contatti con il mondo esterno. Prigioniera nella propria casa, riesce a guardare negli occhi solo Felix, il fratellino più piccolo. Suo fratello Frank, invece, ha un anno più di lei ed è ossessionato dai videogames e – con grande preoccupazione della madre iperprotettiva e vagamente nevrotica – non si stacca un attimo dal computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Quando Audrey incontra Linus per la prima volta, nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure.


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Recensione ~ “#Amorenoncorrisposto” di Sarah Ockler

Sono tornata un tre orette fa a casa e avrei voluto scriver qualche recensione degli ultimi libri, ma non è giornata evidentemente. Sto seguendo corsi che se da una parte sono meravigliosi, illuminanti sull’editoria e i suoi meccanismi, che mi permettono di entrare nelle case editrici e conoscere chi è dall’altra parte in attesa di poterci entrare, dall’altro mi sfiniscono sempre più se sommati a un insieme di pensieri pesanti. Forse ho solo bisogno di staccare un po’ e menomale che tra poco c’è una pausa per Pasqua!
Non so come mai questo post abbia preso una piega così lamentosa ma nel dubbio possa ricaderci vi lascio una marea di baci e vado a cena ❤ Buona serata, bella gente!


#amorenoncorrisposto#Amorenoncorrisposto
di Sarah Ockler


TITOLO ORIGINALE: #Scandal
EDITORE: Newton Compton
TRADUTTRICE: Roberto Lanzi
ANNO: 2016
PAGINE: 311


Lucy ha imparato un’importante lezione dai giornali di gossip che tanto ama: evitare i riflettori e custodire gelosamente i segreti. Un sistema che ha funzionato per tutto il liceo. Ecco perché, quando la sua migliore amica Ellie si ammala poco prima del ballo di fine anno e le chiede di accompagnare il suo fidanzato Cole, Lucy preferisce non dirle che per la serata aveva in mente tutt’altro. E soprattutto che è segretamente innamorata di Cole fin dalla notte dei tempi. Ma quando lui la bacia alla fine del ballo, Lucy sa di dover confessare a Ellie ciò che è successo. Prima ancora che riesca a parlarle, però, qualcuno posta sulla sua pagina facebook le foto del bacio con Cole, insieme a un sacco di commenti maliziosi. Nel giro di due giorni, Lucy ha già la fama di una poco di buono, una narcisista, una che pugnala gli amici alle spalle. Cosa potrà fare per tenersi Cole e non perdere la faccia?


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Recensione ~ “My dilemma is you 1” di Cristina Chiperi

È stato durissimo scrivere questa recensione ed è ancora più difficile pubblicarla. Ho letto pareri contrastanti, persone che credono non si debba sparare sulla Croce rossa di una ragazza di appena sedici anni e chi invece ne dice di cotte e di crude. E ho quindi pensato a lungo, prima di scriverla e dopo averlo fatto. Però poi ho deciso che un libro dal momento in cui vede la luce diventa dei suoi lettori e, fintanto che le critiche sono moderate e sensate, è sempre bello poter scambiare i propri pareri su quello che si legge. Per cui vi invito a dirmi tutto quello che pensate di My dilemma is you, a criticare quel che dico o ad aggiungere altro se vi aggrada. Sono tutt’orecchi!

My dilemma is youMy dilemma is you 1
di Cristina Chiperi


EDITORE: Leggereditore
ANNO: 2016
PAGINE: 322
La serie My dilemma is you è così composta:
#1 My dilemma is you 1 | #2 My dilemma is you 2 | #3 My dilemma is you 3


Christina Evans ha sedici anni, vive a Los Angeles e frequenta il terzo anno dell’high school. Tra feste, amici e buoni voti, la sua è una vita perfetta. Finché la sua famiglia non decide di trasferirsi a Miami, e per Cris cambia tutto. Da un giorno all’altro viene catapultata in una nuova città e soprattutto in una nuova scuola. Nonostante senta la nostalgia di Los Angeles, riesce rapidamente ad ambientarsi e a stringere amicizia con gli studenti più popolari. Tutti la accolgono calorosamente… tutti tranne Cameron e la sua ragazza Susan, da subito ostili nei suoi confronti. E così, tra grandi e piccole difficoltà, Cris trova una nuova amica, Sam, e un nuovo amore, Matt. Ogni cosa sembra procedere nel migliore dei modi, ma come spesso accade nelle faccende di cuore, i giochi sono destinati a complicarsi. Col passare del tempo, Cameron e Cris comprendono che l’antipatia che provano l’uno per l’altra nasconde in realtà un sentimento ben diverso, e accettare e assecondare questa scoperta vuol dire mettere di nuovo tutto in discussione…


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Tre per una: “Ti lascio ma restiamo amici”, di Molly McAdams, “Ho imparato ad amare”, di Lia Riley, e “The fourth lion”, di Jeff Ayers e Kevin Lauderdale

Io con la matematica non mi ci imparento – come si dice dalle mie parti -, quindi non chiedetemi il perché del nome di questa rubrica, che poi tanto rubrica nemmeno lo è, se non il pretesto e l’occasione per liberarmi delle recensioni in arretrato di quei libri che ho letto, non apprezzato in maniera così impellente da aver voglia di parlarvene e di cui non mi va – per mancanza di tempo, soprattutto, ma anche di voglia – di spender troppe parole. E quindi, mentre me ne vado in gita (eh, sì, capita anche alle magistrali!) con gli amici, ve ne lascio tre al volo augurandovi una bellissima giornata: tenete duro, è arrivato il weekend, non fatevi demolire dal maltempo ❤

978-88-541-7963-9Titolo: Ti lascio ma restiamo amici
Titolo originale: Taking chances
Serie: Taking chances #1
Autrice: Molly McAdams
Traduttori: Anna Leoncino e Sandro Ristori
Editore: Newton Compton
Anno: 2015
Pagine: 504

Harper ha diciotto anni ed è cresciuta in una base militare, sotto la rigida supervisione di suo padre, un marine severo e poco comunicativo. Ma finalmente è riuscita a spuntarla: farà l’università a San Diego, all’altro capo del Paese, e potrà così cominciare a vivere la vita a modo suo, sperimentando cose di cui ha sempre e solo sentito parlare. Grazie alla sua nuova compagna di stanza, Harper viene introdotta in un mondo di feste, bei ragazzi, nuove emozioni. Si ritrova però ben presto con il cuore diviso a metà: è innamorata di Brandon, il suo fidanzato, praticamente il ragazzo perfetto, e contemporaneamente prova una fortissima attrazione per Chase, il fratello della sua compagna di stanza, che invece non sembra affatto “perfetto”. Nonostante provengano entrambi da storie difficili, tutti e due adorano Harper e farebbero pazzie per lei, compreso un passo indietro se questo potesse aiutarla a essere felice…

Il disagio è quella cosa per la quale inizi a leggere un libro, hai un vago senso di déjà-vu, continui a leggerlo e ti rendi conto di anticipare eventi che poi accadono realmente per poi scoprire che quel romanzo lo avevi letto in inglese, lo hai voluto seppellire nell’inconscio per dimenticare e ti rimbalza davanti improvvisamente. Non è stato bello, rendersene conto, sapete? Perché un conto è leggere un libro che non piace una volta, ripetere è puro masochismo e ancora non mi capacito di come la mia mente lo abbia totalmente rimosso fino al momento in cui l’ho ripreso. Ma, d’altronde, se lo avevo cancellato un motivo c’è e si spiega facilmente: l’irritazione. Non solo per una protagonista Mary Sue che non fa nient’altro in cinquecento pagine che passare il tempo pensando ai ragazzi e saltellare da uno all’altro al cambio di capoverso, ma anche per il modo col quale viene tirato via tutta la storia, affrontando in maniera sbrigativa situazioni che dovrebbero creare un minimo di tensione volto a mostrare il personaggio sotto una diversa ottica o influenzarlo e finendo per essere un accumulo di eventi senza capo né coda, una sequenza di fatti non legati tra loro che non sembrano aver un senso già di per sé. È stata una sofferenza e il mio non voler lasciare a metà mai niente non ha aiutato, costringendomi a sorbirmi i deliri di Harper tra Chase e Brandon – due cavernicoli che menano le mani l’uno contro l’altro non appena uno dei due è il favorito del momento della nuova ragazza innocente arrivata in città – alle sette del mattino. Non sconsiglio mai le lettura, ma questa, se ne siete in qualche perverso motivo attratti – affrontatela con leggerezza e il cervello spento.

Voto: ❤

978-88-541-7742-0Titolo: Ho imparato ad amare
Titolo originale: Upside down
Serie: Love map #1
Autrice: Lia Riley
Traduttrice: Stefania Rega
Editore: Newton Compton
Anno: 2015
Pagine: 320

Natalia Stolfi ha ventuno anni e sta cercando di gettarsi il passato alle spalle. La sua vita è a una svolta: sta per lasciare la California per andare a studiare sei mesi a Melbourne. Lì in Australia nessuno sospetta che in realtà quella studentessa dall’aria fresca e spensierata stia sprofondando sotto il peso di ricordi dolorosi. Tutto sta procedendo secondo i piani, fino a quando Talia non incontra un surfista dagli occhi verdi e ipnotici che sembra incredibilmente in grado di capirla, di andare oltre le apparenze. Bran Lockhart è reduce da una brutta delusione d’amore, eppure niente può renderlo cieco di fronte a quella ragazza californiana che lo costringe ad abbassare ogni difesa. Non ha mai voluto nessun’altra come vuole Talia, ma dovrà cercare di capire se quella che c’è tra loro è davvero la scintilla che brilla una sola volta nella vita… e che nulla può spegnere.

Questo è uno di quei libri che mi fa arrabbiare perché ha delle premesse che, pur non spiccando per originalità (come l’espediente di far incontrare due ragazzi dal passato turbolento e/o doloroso), se trattati in modo innovativo, possono dar ottimi risultati creando una narrazione capace di tenere non dico incollata alle pagine, ma quantomeno interessata alle vicende di Talia e Bran fino ala fine. E invece, per quanto sia stata una lettura di quelle utili per svuotare la mente, perfetta per quell’orario fastidioso delle otto di sera quando prendo il treno dopo una giornata cominciata alle sei, tutto è così veloce che un po’ fa girar la testa. Illogico, irrealistico pensare che già al secondo capitolo si parli di amore per due che si sono appena conosciuti, e senz’altro un po’ disturbante trovar pregiudizi e cliché spiattellati un po’ alla qualunque qua e là. E se mi arrabbio è proprio perché in alcuni capitoli si intuisce che, scavando un po’ più a fondo, donando un approfondimento psicologico degno di questo nome a due con un backgroud tragico che espressamente lo richiede, poteva venir fuori qualcosa di diverso. E dispiace perché invece mi ritrovo a constatare che si scade nel gretto, talvolta, con un linguaggio che proprio non riesco a sentir vicino a me né plausibile in certe scene (mi ha ricordato la Glines, per dire) e si lascia la strada a una storia banale, che porta avanti un colpo di fulmine fatale che altro non è se non un romanzetto da leggere sotto al sole, senza prestarci troppa attenzione.

Voto: ❤ ❤

The Fourth Lion Ebook coverTitolo: The fourth lion
Autori: Jeff Ayers e Kevin Lauderdale
Editore: Booktrope Publishing; inedito in Italia
Anno: 2014
Pagine: 140
Potete trovarlo qui e qui
DIFFICOLTÀ DI LETTURA IN LINGUA INGLESE: 2/3

Jake Strand e sua sorella Kayla sono studenti di una scuola elitaria di Washington. Quando il migliore amico di Jake, Amar, figlio di un ambasciatore indiano, scompare, si incaricano di cercarlo. L’ambasciatore non è preoccupato, è più interessato a un portatile all’avanguardia che Amar aveva prestato a Jake – un portatile che presto Jake vede rubato. Aiutati dalla migliore amica di Kayla, Hannah, i tre combinano tecniche di investigazione datate a quelle col computer e tramite i social media per seguire gli spostamenti di Amar. Da hotel squallidi all’ambasciata indiana passando per il Lincoln Memorial, la loro ricerca li porterà in giro per tutta la capitale.

Devo ammetterlo: questa trama, nel momento in cui una editrice americana mi ha proposto il libro (non chiedetemene il motivo, ancora me lo domando!), non aveva catturato la mia attenzione. Senza alcuna ragione, se non quella di dover frequentare le lezioni e voler leggere qualcos’altro, ho lasciato The fourth lion ad attendere per un bel po’; ma quando l’ho iniziato, l’ho terminato nel giro di qualche ora. E mai me lo sarei aspettato, perché non è decisamente uno dei generi che sono solita leggere. Forse è stata Washington a fare da sfondo, con la sua storia e i suoi monumenti, o forse quelle piccole battute da saputelli che mi hanno costretta a pendere dalle labbra di quattro adolescenti – che capiscono di tecnologia più di me -, ma il fatto è che questo romanzo è una lettura profondamente piacevole. Così come lo è seguire Jake, Hanna e Kayla attraverso i corridoi di un polveroso hotel e tra le stanze lussuose dell’ambasciata, alla ricerca di Amar di cui si son perse le tracce e che i tre sono determinati a trovare a tutti i costi. Tra una citazione di Sherlock Holmes e una di Doctor Who?, gli autori obbligano a entrare nella loro testa, apprezzare loro e quell’ostinazione che parla di un meraviglioso legame d’amicizia che è raro trovare.
Non è perfetto, non fraintendiamoci: talvolta quella voglia di aiutare il lettore a capire un mondo del quale verosimilmente non si ha una grande cognizione ha il sapore di una glossa, una spiegazione a margine di un maestro che ha voluto render la lettura più agevole senza rendersi conto che avrebbe potuto spiegare mostrando anziché istituendo una relazione quasi educativa. È una piccola cosa, niente di monumentale, che non pregiudica la qualità del testo, che, anzi, sicuramente dà la possibilità di assaporare storia e tradizioni indiane e al tempio stesso sa come catturare l’attenzione e mantenerla.

Voto: ❤ ❤ ❤