Recensione ~ “Solstice. Equinozio di primavera” di C.E.A. Bennet

Doh, è di nuovo lunedì! Mi sto trascinando a lezione letteralmente facendomi violenza, perché il piumone era caldo, fuori piove e fa freddo e la prospettiva di un pomeriggio di filologia italiana affogata in manoscritti del 1200 non mi entusiasma molto al momento. Questo week-end avrei voluto scrivere almeno tre recensioni e invece ho oziato a più non posso, festeggiando il mio compleanno prima con i miei e poi con i miei amici ieri, in attesa di domani per farlo con i miei amici all’uni ❤ Non credo d’aver mai festeggiato così tanto, in realtà… ma è sempre una buona scusa per mangiare, no?
Vi lascio una recensione al secondo volume di una serie strepitosa, per cui se non conoscete Solstice di C.E.A. Bennet sappiate che qui possono scappare, senza volerlo, degli spoiler.
Passate una bella giornata a dispetto del lunedì, amici!

Equinozio di primaveraSolstice. Equinozio di primavera
di C.E.A. Bennet


EDITORE: self
ANNO: 2016
PAGINE: 287
La serie Solstice è così composta:
#1 Solstice. Incantesimo d’inverno | #2 Solstice. Equinozio di primavera | #3 Inedito | #4 Inedito


Anno nuovo, vita nuova. A Emma Hataway non è mai sembrato più vero da quando, ripresi i sensi in un letto d’ospedale, è costretta a fare i conti con un’amnesia che ha cancellato buona parte dei suoi ricordi.
Cosa è accaduto la notte di Capodanno? Louis è stato davvero sconfitto o tornerà per avere la sua vendetta? Perché non ricorda più nulla di Alec?
Le sorelle Hataway cercano di tornare alla vita di tutti i giorni tra nuove dinamiche famigliari, vecchi amori e ricordi che sfuggono senza lasciarsi afferrare. Una minaccia, però, incombe sulla loro famiglia e si intreccia con un destino al quale sembra impossibile sfuggire.
Alec Stevens è sopravvissuto alla notte di Capodanno e ora deve fare i conti con un fratello ingombrante, molte domande e una ragazza alla quale ha salvato la vita, che conosce da sempre ma di cui non ricorda granché. Riuscirà a riportare a galla ciò che ha dimenticato e che lo tormenta? Che cosa nasconde veramente il ritorno del fratello Justin? Una ricerca non priva di ostacoli, contro il tempo e contro qualcosa che sembra impossibile arrestare. Mentre il mondo cui appartiene gli ricorda che nulla è come sembra e il confine tra giusto e sbagliato si fa sempre più labile.


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Recensione ~ “Chelsea & James” di Giuseppe Cozzo

In queste ultime due-tre settimane non ho un attimo libro da corsi, seminari e convegni da seguire e organizzare, e da brava masochista ci ho voluto infilare anche la tesi per concludere in pari, quindi i ritmo è così serrato che a malapena dormo :/ Fortunatamente però sono tutte cose bellissime e la mancanza di tempo per me o altro non mi sta pensando più di tanto. Mi manca sfogliare i blog che seguo, in realtà, e non vedo l’ora di aver più tempo per poterlo fare. Nel frattempo, mi accontento di aver programmato post per settimane per tenere attivo quest’angolo, tipo con la recensione di oggi. Un libro non consigliato, di più.

Chelsea & JamesChelsea & James
di Giuseppe Cozzo


EDITORE: self
ANNO: 2015
PAGINE: 194


Nel tentativo di perseguire il proprio personale senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato, che li condiziona fortemente. La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire. Scopriranno che allontanarsi da un luogo è possibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili.


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Recensione · “Le soglie del buio”, di Virginia De Winter

Amo, adoro questa serie. Se non avessi una borsa di studio da fame e riuscissi a mettere due spicci da parte dopo tutte le spese, i cartacei della serie Black friars sarebbero la prima cosa che comprerei. E lo saranno, perché, sappiatelo, non possono mancare in nessuna libreria. Nemmeno nella vostra, nemmeno se ancora non ne avete letto nemmeno uno.


20446040Le soglie del buio
di Virginia De Winter


EDITORE: self
ANNO: 2014
PAGINE:  68


Dopo la sconfitta del Presidio, la pace sembra tornata per le vie della Vecchia Capitale e nelle Nationes del Continente ma, quando la Principessa Sophia Blackmore intraprende un viaggio per Altieres, strane coincidenze le ricordano che altre insidie si muovono intorno a lei e la costringono a temere di nuovo per la propria sicurezza. Sogni e presagi la riportano ai giorni in cui forze oscure minacciavano la sua vita e le sorti del suo regno. Nella Vecchia Capitale, però, le vicende sembrano suggerire che, questa volta, il pericolo provenga dalla remota e selvaggia Nalvalle. Continua a leggere

Blog tour · Recensione · “Solstice. L’incantesimo d’inverno”, di C.E.A. Bennet

Sono fortunata, quando ricevo contatti da autori. Ancora non mi è capitato tra le mani qualcosa che non mi sia piaciuto, e se sfogliate la lista delle recensioni, quando un libro non mi piace, so come dirlo e la cosa non capita proprio di rado. Eppure, sono qui a parlarvi di un altro self, di un altro regalo: C.E.A. Bennet ha scritto un capolavoro, un signor primo volume, un qualcosa che mi fa sperare di poter aver prestissimo il seguito perché non riesco letteralmente a star nella pelle. Di seguito trovate quella che dovrebbe essere una recensione, ma so già che finirà per diventare una dichiarazione d’amore spassionata.
Ma quale occasione migliore per parlarvene se non durante il blog tour dedicato?

Solstice-L'incantesimo d'Inverno 600x800Titolo: Solstice. L’incantesimo d’inverno
Serie: Solstice #1
Autrice: C.E.A. Bennet
Editore: self
Anno: 2014
Pagine: 392
Lo potete trovare qui e qui

Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre, Kate, e Miranda, la misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate. Le Hataway, però, non sono donne normali, bensì streghe costrette a tenere nascosta la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza. Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina, anche se per una buona causa: aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec. Da allora i tre sono inseparabili, anche se, diventati adolescenti, Emma sarà costretta a nascondere proprio a loro il segreto che più le sta a cuore. Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all’improvviso senza lasciare traccia?
Alec Stevens ha sedici anni e molte domande. A volte ha la sensazione che la sua migliore amica Emma conosca tutte le risposte. Emma. Cosa lo lega così indissolubilmente a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde? Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che li circondano, Alec ed Emma, non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell’ombra, in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.
La storia raccontata in prima persona da Emma e completata da Alec, inizia con due episodi dell’infanzia dei protagonisti, destinati a cambiare per sempre le loro vite.
Dopo un salto di quasi dieci anni ritroveremo Emma e Alec alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri da gestire, che non sempre facilitano le cose, anzi… Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.

«Hai pianto. Cosa è successo?» domandò con lo sguardo acceso.
Appunto quello che volevo evitare. Non ero sicura che sarei riuscita a mandare giù il groppo che mi sentivo di nuovo alla gola. Allungò una mano verso di me, ma il movimento si bloccò a mezz’aria. Stavo osservando le sue braccia già da qualche secondo e non riuscivo a staccare gli occhi da quell’immagine. La flessione armoniosa dei suoi muscoli produsse di nuovo quella nuova strana sensazione, che mi scivolò nella pancia e si sciolse.
Una luce si accese nei suoi occhi e non aveva niente a che fare con il riflesso del tramonto. Arrossii per così tanti motivi che ne persi subito il conto. Il silenzio tra di noi si fece imbarazzante e mi decisi a rispondere.
«Niente» farfugliai. «Roba da mocciose» mi affrettai ad aggiungere per fargli passare la voglia di andare avanti con l’interrogatorio. Per tutta risposta mi guardò accigliato. Non gli bastava come spiegazione e sapeva che insistere non sarebbe servito. Sospirò sconfitto, ma non del tutto arreso.
Feci un respiro profondo e l’aria di maggio mi riempì i polmoni. Mi sentii più lucida. La tensione tra noi calò, sciolta nell’aria frizzante e profumata della sera. Adoravo quel momento della giornata.
«Posso fare qualcosa?» domandò poco convinto, pronto a ricevere un altro no come risposta, ma deciso a fare quello che poteva per aiutarmi. Aiutare me. L’amica testarda e pasticciona. La sorellina che non aveva avuto.
Alec era gentile. Era premuroso. Era buono. La sua anima era luminosa quanto la sua corazza.
Se ti innamorassi di me lo apprezzerei molto. Grazie.
«Sì, vai a farti una doccia» dissi con un sorriso stropicciato e iniziai ad armeggiare con il chiavistello del cancelletto. Lo sentii sospirare paziente. Immaginai che avesse alzato gli occhi al cielo.
Sentivo il bisogno di tornare a casa. Buttarmi sul divano e non pensare a niente. Mettere centinaia di metri tra lui e me, muri e porte e oppormi alla forza gravitazionale che premeva contro le pareti della mia determinazione.
Era come se ci fosse un elastico invisibile teso tra di noi e più tiravo per allontanarmi da lui, più il desiderio di stargli accanto tornava indietro aumentato di cento volte. Fino a quando qualcuno avrebbe tranciato di netto il filo e allora sarei schizzata via lontano. Chissà dove e in quanti pezzi.

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Recensione: “Di carne e di carta”, di Mirya

Ho sempre avuto difficoltà a parlare di quello che amo. Sono bravissima nell’intavolare discussioni su ciò che non mi piace, mandarle avanti per ore, e probabilmente provocando emicranie insopportabili a chi è costretto a subirle; ma quando si tratta di parlar di quel che mi piace… be’, lì perdo le parole, perché significa parlare anche di me, indirettamente, e se c’è una cosa che odio è proprio quella. Tutto questo per dirvi che la recensione che segue potrebbe risultarvi insensata, un farneticamento incoerente di una che non sa quello di cui parla, ma ci tenevo lo stesso a raccontarvi quel che c’era prima di TrentatréDi carne e di carta, un amore a prima lettura che scuote la carne, sottomette la ragione e impedisce di pensare. Uno di quelli di cui non vi stancherete mai di leggere. Non a caso mi ci perdo da anni.

mirya-di-carne-e-di-carta2Titolo: Di carne e di carta
Autrice: Mirya
Editore: self [lo potete trovare qui]
Anno: 2014
Pagine: 322

Chiara vive di carta. Insegna, studia e legge di tutto. Sui libri e coi libri è cresciuta, i libri sono stati la sua famiglia e i suoi migliori amici e dai libri ha appreso l’amore: l’amore per le pagine ma anche per gli uomini che in quelle pagine vivono. Leonardo entra nella sua vita per seguirla nel Dottorato di ricerca, ed è un uomo concentrato sulla realtà di carne: per lui il distacco dalle parole scritte è vitale e non accetta l’approccio passionale di Chiara. Ma è stato davvero un caso, a portarlo da lei, o c’è una trama anche dietro al loro incontro? Tra un canto di Dante e una canzone degli ABBA si combatte la guerra tra la carne e la carta, una guerra che non ha vincitori né perdenti e che forse non ha nemmeno schieramenti. Continua a leggere