Recensione: “Io che non vivo senza te”, di Laura Wiess

Mi sento in colpa, nell’aver saltato l’appuntamento con la recensione del lunedì. Non son riuscita a farci niente, il saggio che dovevo preparare in inglese e il personal statement avevano scadenze imminenti e han deciso di richiedere tutta la mia attenzione. Eh, lo so, capita anche di dover studiare e la cosa non mi piace proprio quando mi porta via tempo per me e quest’angolo di carta e pensieri che mi frullano per la testa e che, bene o male, proprio a quegli impegni mi ha portato. Quindi, oggi avevo in mente altro, ma, complice un articolo che mi è capitato sotto gli occhi, ho deciso che era tempo di provare a parlare di un libro la cui recensione ho a lungo rimandato. Abbiate pietà, parlar di questo libro è mettere a nudo una parte di me e non so quanto sarà sensato quel che ne sta per uscire. Ad ogni modo, ve lo consiglio dal cuore, col cuore, per il cuore.

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Titolo: Io che non vivo senza te [TO Me since you]
Autrice: Laura Wiess
Traduttrice: Mariafelicia Maione
Editore: Newton Compton
Anno: 2014
Pagine: 384

Rowan Areno ha solo sedici anni, ma la vita l’ha già messa a dura prova. Solo pochi mesi fa era una normale ragazzina, che amava ridere e divertirsi con le amiche, poi suo padre – il suo forte, infallibile papà – si è suicidato, lasciando a lei e sua madre solo un mucchio di domande destinate a rimanere senza risposta. Sono passati alcuni mesi ormai da quel terribile giorno di maggio, ma Rowan non è ancora riuscita a fare davvero i conti con il trauma della perdita. Non capisce come suo padre abbia potuto scegliere di abbandonarla, come abbia potuto compiere un gesto così estremo. Rowan è a pezzi, ma proprio quando ormai ha perso la speranza, ritrova Eli, un ragazzo con cui aveva condiviso un’unica, magica serata prima che la sua vita andasse in rovina. Anche lui è stato ferito, anche lui ha perso qualcuno che amava. Rowan ed Eli insieme, tenendosi per mano, forse possono cercare di resistere, di rialzare la testa, di dare un senso al passato e lasciarselo alle spalle… Continua a leggere

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Recensione: “Lo straordinario mondo di Ava Lavender”, di Leslye Walton

Non ho idea di come uscirà questo post, visto e considerato che lo sto scrivendo sul cellulare a bordo di un treno vagamente e terribilmente simile a un carro merci che ha due ore di ritardo e forse neanche partirà, ma non voglio saltare un appuntamento come quello con la recensione settimanale. Passino (nonostante non li sopporti) i ritardi nelle rubriche, ma le recensioni no, devono essere puntuali. Sì, lo so, sono una maniaca dell’ordine precisina all’inverosimile, ma quando e se leggerete questo libro mi ringrazierete. Ne sono sicurissima.

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Titolo: Lo straordinario mondo di Ava Lavender [TO The strange and beautiful sorrow of Ava Lavender]
Autrice: Leslye Walton
Traduttrice: Alessandra Petrelli
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2014
Pagine: 276

Ava Lavender è nata con le ali, ma non può volare. Non può nemmeno vivere come le coetanee, perché sua madre la tiene chiusa in casa, al riparo da occhi indiscreti. Ma ha sedici anni e non si rassegna a essere diversa. In cerca di un perché, scava allora nel passato della sua famiglia, e scopre il destino infausto delle sue antenate: ognuna segnata da una peculiare stranezza, ognuna condannata a un amore infelice. E se fosse proprio l’amore la forza in grado di spezzare quell’antica maledizione? Un amore vero, capace di vedere oltre le apparenze. Per trovarlo, Ava dovrà affrontare il mondo fuori, gli sguardi di chi la crede un mostro o un angelo. Fino alla notte del solstizio d’estate, quando sarà lei a scrivere un nuovo, forse decisivo capitolo nella storia straordinaria della sua famiglia. Continua a leggere

Recensione: “Noi siamo grandi come la vita”, di Ava Dellaira

DLIN DLON COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: ho aggiunto qualche giorno fa i link qui accanto per il profilo twitter, la pagina facebook e il tumblelog.
Sono reduce dalla puntata di Outlander, cinquantasette minuti che sono diventati tipo centoventi perché ho bloccato lo streaming dopo ogni frustata alla schiena di quel manzo tenerello che è Jamie e quindi, insomma, non sono ancora attendibile. Non con lo stomaco in subbuglio. Per cui, poche chiacchiere, prima o poi il signorino di cui sopra, ma soprattutto la serie e il libro da cui è tratta, compariranno in un post, ma al momento, la recensione di oggi!
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Titolo: Noi siamo grandi come la vita [TO: Love letters to the dead]
Autrice: Ava Dellaira
Traduttore: Chiara Brovelli
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Anno: 2014
Pagine: 324

Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: «Scrivi una lettera a una persona che non c’è più». E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n’è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Ecco perché ha scelto di frequentare un liceo diverso da quello di May, un posto dove nessuno sa cosa è successo davvero, dove non ci sono domande imbarazzanti o sguardi compassionevoli a rincorrerla. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all’insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso, l’emozione di incrociare lo sguardo di un ragazzo che afferra i tuoi occhi con i suoi e non li lascia andare. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti. Perché la vita è lì, davanti a lei, con tutte le sue infinite strade possibili. E, per quanto possa fare paura, non c’è emozione più grande di sentire il suo battito. Continua a leggere