Recensione: “L’ordine della chiave”, di Virginia de Winter

Mi prendo una (piccolissima) pausa dallo studio matto e disperato di queste giornate prima che ricomincino i corsi la prossima settimana, per scrivere la recensione a un libro che mi aspettavo bello – visto quanto ho adorato il suo predecessore – ma non così. Per evitarvi spoiler odiosi, vi avverto che, qualora non aveste letto L’ordine della spada (cosa state aspettando esattamente?), fareste bene a chiudere questa pagina, perché è vero che questo libro si colloca anteriormente ma svela e spiega tutti quei punti interrogati che nel primo volume rimanevano in sospeso e vi consiglio caldamente di rispettare l’ordine di pubblicazione; quindi, con questa premessa, proseguite a vostro rischio e pericolo…!

black_friars_lordine_della_chiave_de_winter_faziTitolo: L’ordine della chiave
Serie: Black Friars #0.5
Autrice: Virginia de Winter
Editore: Fazi
Anno: 2011
Pagine: 454

Axel Vandemberg, giovane erede al trono del regno più importante del Vecchio Continente, farebbe qualsiasi cosa per amore, anche picchiare uno dei suoi migliori amici. Imprigionato nel carcere degli studenti per una rissa, il suo unico, struggente pensiero è dedicato a Eloise Weiss, la ragazza cui ha consacrato la vita fin dall’infanzia. Axel non sa che il suo mondo sta per essere sconvolto dal fatale incontro con Belladore de Lanchale, una cortigiana dal fascino oscuro che ben presto imprigiona il ragazzo in una trama fitta di bugie e ricatti. Mentre Axel lotta contro la seduzione del male, la città pare farsi specchio dei suoi tormenti, trasformandosi in uno scenario di efferati delitti. Protetto dalla notte, tra i vicoli non ancora illuminati dalla luce a gas di una città ammantata di atmosfere gotiche, un assassino inafferrabile uccide giovani umane e bellissime vampire. Unica traccia utile alla Magistratura incaricata delle indagini è il macabro e accurato gioco dell’omicida, che ricompone i corpi delle vittime ispirandosi a celebri fiabe: Raperonzolo strangolata dalle sue lunghe trecce, la Bella Addormentata dilaniata dal morso del principe. Biancaneve avvelenata dalla mela… Continua a leggere

Un, due, tre, stella #1. Recensione: “Il labirinto”, “La fuga”, “La rivelazione”, di James Dashner

Ho appena finito questa trilogia e molto probabilmente quella che segue sarà la recensione più sconclusionata dall’apertura del blog, quasi un mese fa (!), però una tra le più sentite, a cui tengo particolarmente. La lettura per me è sempre stata un momento privato, personalissimo e quanto più di isolante possibile; non ricordo di aver mai condiviso le letture in passato (se non a libro concluso) ma da qualche mese a questa parte leggere in compagnia è diventato una delle cose migliori a cui abbia mai preso parte e condividere in tempo reale opinioni e sensazioni con quelle pulzelle che fanno parte del Club del libro è diventato un bisogno, oltre che un divertimento. Perciò iniziare Il labirinto senza sapere cosa aspettarmi, proseguire con La fuga e concludere il viaggio coi Radurai con La rivelazione con loro è senza dubbio un motivo che mi porta ad apprezzare ulteriormente questi tre volumi, ma la materia prima non è da poco, anzi! Non avevo mai letto qualcosa di così claustrofobico e capace di rapirmi al punto da non voler, masochisticamente, staccare gli occhi dalle sue righe. Ma andiamo con ordine, beccatevi queste tre copertine (un po’ meh ma ci accontentiamo visto che creano una continuità che proprio ci voleva) e corriamo come dei velocisti dritti alla recensione. Ah, quasi dimenticavo: a questo punto è d’obbligo informarvi che, per quanto cercherò di limitare al massimo gli spoiler, non venite a picchiarmi qualora me ne dovesse sfuggire qualcuno. Parlare di un’intera trilogia senza rivelare qualcosina per sbaglio sarà una fatica disumana e ci tengo alla mia incolumità, almeno per un altro po’ lasciatemi tutta intera. Perciò, detto questo, siete pronti, teste di caspio? Continua a leggere

Pagine sullo schermo #1: “Delirium”

Il mio amore per le serie tv è così grande da avermi spinta ad iniziare a tradurle e sottotitolarle, in quel gruppo meraviglioso che è Subs4You, scoprendo quanto sia difficile e snervante ma allo stesso tempo gratificante ed educativo farlo, cose che non possono essere comprese appieno finché non ci si ritrova con l’orario di scadenza che ticchetta e la corsa per l’uscita in pole position agli sgoccioli. Amo le serie tv, e da quando sono una subber il nostro amore non è che una montagna russa che va solo in salita, tanto per citare qualcuno che apparirà prima o poi in questa rubrica. Perciò unire due passioni in una sola rubrica mi è parsa la cosa migliore, specialmente se questo mi dava l’opportunità per dire quel che penso di un adattamento. Non sono una di quelle persone che credono che nella trasposizione un libro debba rimanere immacolato e intatto, quasi il cambio di una parola significasse stuprarlo; anzi, so benissimo che il mezzo televisivo e quello cinematografico sono differenti sotto molteplici aspetti da quello letterario, più evocativo perché crea attraverso le parole immagini mentali differenti in ognuno di noi e proprio per questo più magico, per come la vedo io. La tv o il cinema non possono farlo, devono obbligatoriamente renderci l’idea dei registi e degli sceneggiatori e a qualcuno non piace veder stravolto il mondo che ci si era immaginato. Continua a leggere