Recensione ~ “Un bacio” di Ivan Cotroneo

Heilà bella gente ❤
Oggi finalmente torno qua sopra con una recensione a uno dei pochi libriccini che sono riuscita a leggere quest’anno durante le ultime fasi di scrittura della tesi e in attesa della discussione.

Ivan Cotroneo • Un bacio • 2010
Bompiani • 91 pp.
Lorenzo, Antonio, Elena. Due adolescenti. Un’insegnante. Un amore, un rimpianto, un atto di violenza. E un bacio.
E-book e cartaceo

· Recensione ·

Se gli altri mi spingevano, io non cadevo più. Mi spostavo, ma non cadevo. Al massimo potevo indietreggiare un po’. Non cadevo più davanti a loro, e nemmeno piangevo più. Forse ero cresciuto.

Tre personaggi, tre storie e tre differenti punti di vista sulla stessa vicenda.
Il primo è Lorenzo, una vita spesa in casa famiglia per poi essere adottato da adolescente. Nuova famiglia, nuova scuola, compagni di classe nuovi: tutto è sconosciuto ai suoi occhi e deve abituarsi, capire come adattarsi e inserirsi. Non è semplice, perché è stato adottato da grande ma soprattutto perché la classe nella quale si ritrova non è amichevole, tende ad allontanare quel che percepisce come diverso. A scuola, Lorenzo si innamora di Antonio e gli altri compagni se ne accorgono, danno inizio a quella spirale di bullismo e meschinità a cui Lorenzo cerca di non prestare ascolto, innamorato, quasi certo che Antonio lo ricambierà. Ma Antonio è il secondo punto focale della storia, l’altro sguardo attraverso cui vediamo la vicenda. Ci racconta di una vita familiare non idilliaca, che si conduce per inerzia bloccata su un dolore che non ha voce con cui esprimersi né orecchie per essere sentito, e di una paura per la diversità che lo spinge a non uscire dal branco, a dargli ascolto. E poi conosciamo Elena, l’insegnante di italiano dei due, a scuola irreprensibile, un aiuto per Lorenzo nell’inserimento e nel sopportare la cattiveria dei compagni costanti, e a casa donna distrutta dalla sofferenza, per un amore perduto che le lascia il rammarico di non aver osato di più. A fare da sfondo la scuola, quel teatro fatto di personaggi che vorrebbero sentirsi grandi e recitano la parte che sentono sia stata assegnata loro, ma che allontanano ciò che è diverso, altro da sé, perché il diverso spaventa e non lo si sa capire. O meglio, richiede sforzo per essere compreso, voglia di compiere un passo in avanti e molto spesso mettere in discussione ciò che si conosce. Una scuola fatta di persone che non vedono, non capiscono, sanno solo nascondersi dietro l’odio – come capita ormai purtroppo in tante, troppe scuole, ma in realtà specchio di troppi luoghi di aggregazione.
Al momento di rottura si arriva una sera, quando Lorenzo lascia ad Antonio un regalo di compleanno, al campo di calcio davanti a tutti gli altri. Un affronto che per la presenza degli altri, degli sfottò ripetuti, diventa insopportabile. Come quel bacio che si scambiano e che lo spaventa a morte. La reazione è esasperata, eccessiva, come lo sono una buona parte di quelle giovanili. Si sente tutto troppo, un dolore è incolmabile, la gioia fulminante, un’altalena emotiva che non si sa controllare. Antonio, almeno, non lo sa fare. Vorrebbe solo cancellare tutto, tornare a prima, prima di tutto quanto, quando il fratello incarnava la perfezione a cui aspirare e prendere a modello.
Sono tre storie che si intrecciano, parlano della stessa vicenda dando voce a tre protagonisti che mostrano il loro punto di vista sugli stessi eventi, e che per questo aiutano a comprenderli nel profondo, da ogni angolatura. Si parla di temi forti senza bisogno di urlarli, ma con uno stile semplice, che aiuta ad approfondire l’introspezione dei personaggi, comprenderne le scelte e le motivazioni. È un libro piccino, che si legge in un’oretta scarsa ma a cui si fa fatica a non pensare, una volta terminato. C’è tanta attualità in così poche righe da spaventare. E c’è un messaggio bellissimo che parla di valorizzare la propria libertà e la propria diversità, per cercare di resistere a tutti quei bulli che nella vita si incontreranno.

Sono rimasto là e non lo so che cosa stavo pensando, mi sembra che non pensavo più a niente, e mi sono ricordato le cose che mi erano venute in mente quando stavo in bagno, solo che adesso non potevo scappare. E poi a un certo punto ho pensato che quello era il primo bacio che stavo dando, e che Lorenzo era un ragazzo come me, e questo mi ha fatto impressione.

3/5
📚📚📚

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2 pensieri su “Recensione ~ “Un bacio” di Ivan Cotroneo

  1. Mi ha incuriosito il titolo del romanzo e mi sono fermata a leggere. Dalle tue parole su questo racconto corale avrei immagato una lettura più lunga, ma dev’essere comunque intensa…

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