Recensione ~ “Tobiko” di Maurizia Rubino

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Avrete capito che ultimamente ho voglia di leggere solamente graphic novel, per cui oggi nuova recensione di una storia letta in trenta minuti di treno e che però mi ha lasciata leggermente insoddisfatta.

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di Maurizia Rubino


EDITORE: Bao publishing
ANNO: 2016
PAGINE: 128
LO POTETE TROVARE IN CARTACEO ED E-BOOK


In un mondo post apocalittico nel quale si fronteggiano le tribù rivali degli orsi e dei corvi, la piccola Tobiko – il cui più grande sogno è costruirsi delle ali per volare come i corvi che l’hanno cresciuta – conosce Pop, un orsetto che nasconde un grande segreto. Nasce un timido amore che, pur nella simbolicità dell’ambientazione, è tremendamente simile all’amore dei nostri tempi, fragile, timoroso e bisogno di essere nutrito e rassicurato.



· Recensione ·

Non le so costruire delle ali. Figurati, capisci? Non sono in grado. Come sempre, del resto. La settimana scorsa volevo una casa sull’albero, non una grande opera, eh! Una casetta per guardare il bosco dall’alto. Ho cercato la legna, ne ho trovata tantissima! Ecco, poi… niente! Dov’è la casa sull’albero di Tobiko? Non c’è, non la so costruire una casa e neppure delle ali, caro Pop! Non volerò, resterò qui con i miei stivaletti piantati per terra. Qui, giù, da sola!

In un mondo post-apocalittico in cui quasi tutte le specie si sono estinte, compresi gli uomini, vivono, scontrandosi per il dominio, solamente quelle due superstiti, ovvero i corvi e gli orsi. A parte loro, però, qualcun altro è sopravvissuto: si tratta di Tobiko, una bambina che vive nella foresta da sola e che ha un unico sogno, volare. Proprio per questo, passa tutto il suo tempo girando per i boschi alla ricerca di piume dei corvi con le quali fabbricare delle ali che le permettano di realizzare il suo più grande desiderio. È durante una delle sue passeggiate che incontra Pop, un orsacchiotto con il quale scatta un feeling immediato che dall’amicizia evolve in qualcosa di più profondo. La loro è ovviamente una storia impossibile, tra membri di specie diverse e nemiche, ma qualcos’altro è pronto a minare il loro rapporto. Pop infatti nasconde un segreto spaventoso, qualcosa che nemmeno lui conosce, e la cui scoperta spaventa Tobiko e lascia davvero a bocca aperta, perché si tratta di un colpo di scena – tra i tanti che si succedono – imprevedibile.
Tobiko è una storia che, per quanto ripeta uno degli stilemi letterari più comuni a cui aggiunge in realtà la diffidenza perenne della protagonista verso Pop, riesce a parlare di temi attuali come l’ambientalismo, la guerra e il razzismo e lo fa con semplicità, pochi dialoghi e disegni di forte impatto e colore. A tratti, però, forse sono troppo poche le spiegazioni e si ha l’impressione che il racconto termini in un modo affrettato e non concluda alcune questioni, lasciando un po’ con l’amaro in bocca e la mancanza di un appagamento circa il ribollire di sentimenti e situazioni che maturano per l’intera durata della narrazione senza trovare uno sfogo decisivo. Manca probabilmente la focalizzazione con più approfondimento di tematiche complesse, che richiedono il giusto spazio per esser comprese, ma anche quelle più “superficiali” rischiano di esser dimenticate e scomparire al cospetto della presa di potere importante dell’immagine.

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Le tavole sono le vere protagoniste della storia, assieme ai colori – il contrasto forte tra l’azzurro e il rosa è bellissimo da vedere, crea una suggestione visiva che aggiunge qualcosa in più alla narrazione – e un tratto cartoon dolce e morbido, a dispetto della storia cruda e movimentata. Particolarmente efficaci sono le tavole iniziali e quelle conclusive, a pagina piena e coloratissime, vivide a tal punto da non aver bisogno di parole nel mostrare un mondo che va in malora e le sue specie che si annientano a vicenda. Dispiace piuttosto per dei buchi di trama che non riescono a trovare spiegazione e fanno saltare passaggi essenziali per la comprensione del racconto, nonché dello sviluppo dei personaggi. Proprio per questo, trovo che Tobiko sarebbe stato un graphic novel di gran lunga migliore se fosse stato silente, senza alcun dialogo o descrizione, e avesse quindi lasciato parlare le immagini, che sono il suo grandissimo punto forte e a favore, quello in cui l’autrice eccelle in modo magistrale.

3/5
🎨🎨🎨

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3 pensieri su “Recensione ~ “Tobiko” di Maurizia Rubino

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