Oops I did it again! aka Libri fantastici e dove trovarli

Venerdì 11 sono stata a quell’evento tanto meraviglioso quanto poco conosciuto al grande pubblico che è il Pisa book festival. Fratellino più piccolo del Salone, qui si riuniscono gli editori img_20161112_122616medi e piccoli indipendenti, quindi non legati ad alcun gruppo editoriale; insomma, quelli che ancora tengono duro in un mondo sempre meno culturale e sempre più fatto da manager, e meno da editori, e votato al mero profitto.
La manifestazione, che quest’anno ha visto arrivare più di duecento case, si svolge nell’arco di un weekend, ha ogni anno un Paese ospite (quest’anno l’Irlanda) e così tanti eventi belli e ben organizzati che non si sa dove guardare. Ne ho seguiti un paio, alcuni curati da Ilide Carmignani, e uno con Ginevra Bompiani (figlia di Valentino e co-fondatrice di Nottetempo), ma soprattutto ho gironzolato tra gli stand con due amiche e colleghe a caccia di chiacchiere con gli editori da brave aspiranti redattrici e editor. Non c’è niente di più bello che respirare aria di casa fuori di casa, essere nel proprio ambiente con persone che si interessano dei tuoi studi e ti danno persino consigli per la stesura della tesi, nonché di ritrovare facce conosciute dietro gli stand e scoprire che un caffè condiviso a Torino mesi fa se lo ricordano.
E potevo forse non comprare niente? Certo che no — ma son stata brava e son uscita con solo img_20161122_115505(SOLO) due acquisti! Sono una nuova uscita Fazi, The quick, di Lauren Owen per Fazi, che mi attirava tantissimo dal primo istante, e Magari in un’altra vita di Pino Ciccarelli per Marotta&Cafiero, editore che avevo avuto la fortuna di scoprire a Torino il cui progetto sociale mi piace sempre più.
Ovviamente, sulla strada per la stazione, potevamo non piazzarci fuori dal Libraccio ad aspettare l’apertura pomeridiana? No, e infatti, dopo la pausa caffè sotto ai portici, l’assalto: sì, son uscita pure di lì con qualcosa. In particolare, due romanzi di Erri De Luca che DOVEVO avere in cartaceo: Tu, mioUna nuvola come tappeto. Tre settimane fa ho coronato il sogno di una vita incontrandolo e scambiandoci quattro chiacchiere tra filosofia e traduzione, oltre a farmi firmare uno dei miei libri preferiti tra i suoi, Non ora, non qui, e ho deciso che devo averli tutti, non mi basta avere stipato il Kobo dei suoi scritti, no. A breve, un post su ognuno perché sì ❤

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Erri a parte (si fa per dire “a parte”!), ho pescato Il principe La principessa che mi mancavano e Olga di carta che mi attirava tantissimo dallo scorso anno… e per di più, l’ho beccato autografato! In foto ci sono pure gli altri acquisti all’usato dei passati mesi, eh. Tranne Fangirl che ho preso nuovo il giorno dell’uscita, ci sono So che ci sei di Elisa Gioia (qui trovate la recensione, qui quella al secondo volume della duologia), Il figlio del cimitero di Gaiman e Il gabbiano Jonathan Livingston (di cui ho già parlato qua).

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Poi siccome sono una bambina sfigata che ogni venti anni ha fortuna, ho scoperto una scatola piena di libri in soffitta che erano di non-so-chi ma che, dopo una spulciata, alcuni sono diventati miei: D’amore e ombraLa casa degli spiriti di Isabel Allende, una serie di scritti autobiografici-letterari di Calvino (La strada di San Giovanni) che appena ho visto ho abbracciato tipo reliquia di un santo, una raccolta dedicata a Miss Marple di Agatha Christie (La morte nel villaggio, sette racconti sparsi e l’ultimo episodio, Addio, Miss Marple) e una dedicata a Sherlock Holmes di Doyle (i primi tre romanzi: Uno studio in rossoIl segno dei quattroIl mastino dei Baskerville). In foto ci sono anche due bambini in scambio, ovvero Acciaio di Silvia Avallone e Ladre di regali di Chambers.

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Venendo invece ai graphic novel, Aldo Manuzio di Aprile e Njock e Risenfall della Recchione sono acquisti su Amazon di un mesetto fa. Da amante dell’editoria, il volume sul padre dell’editoria (che in pochi conoscono purtroppo, ma da cui io sono ossessionata da qualche annetto in maniera atroce) non poteva mancarmi (settimana prossima la recensione!) e Risenfall… l’ha letto una mia amica e le è bastato pronunciare le parole “età Vittoriana” per vedermi inserirlo nella lista dei desideri. Invece FreezerTobiko sono regali: il primo ancora devo leggerlo, il secondo l’ho letto e ne sto scrivendo la recensione (vi anticipo che per me è ni).

post-divider-right_zpsae14badcOk, sono un po’ tanti, ma la scusante è che si tratta di tipo tre mesi e parecchi li ho ritrovati. Questa almeno è la motivazione che ho dato a mia madre, spaventata dalle pile che ho formato sulla scrivania in attesa di metterli al loro posto sulle mensole 😀

Voi avete nuovi acquisti?

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8 pensieri su “Oops I did it again! aka Libri fantastici e dove trovarli

  1. Non ho fatto molti acquisti cartacei di recente; solo “Born to run”, l’autobiografia di Bruce Springsteen, poi “San Tommaso d’Aquino”, di Gilbert Keith Chesterton (sì, l’autore dei gialli di Padre Brown); e “Storia di San Domenico” di Henry Vicaire. Adesso sto aspettando che mi arrivi, da parte della Casa Editrice, “Through Music to Truth”, di Chiara Bertoglio.

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  2. The Quick è anche uno dei miei ultimi acquisti. Se lo leggerai per prima, attenderò la tua recensione 😀 sarei curiosa di sapere cosa ne pensi! Freezer invece l’ho trovato davvero delizioso. Spero piaccia anche a te c:

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    • Se rimando a domani Gilmore girls, potrei cominciarlo già stasera!
      Freezer ha deluso un po’ una mia amica, che ha gusti simili ai miei, come storia, per cui ho un po’ di ansia a leggerlo visto quanto lo aspettavo xD però ricordavo che a te era piaciuto. Nel weekend mi sa che lo leggo: di sicuro la grafica mi ha già conquistata ❤

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      • Io non avevo chissà che aspettative (anzi, non sapevo cosa aspettarmi perché è stata la prima graphic novel), però l’ho trovato molto grazioso :3

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  3. Ciao Cecilia! Ogni anno mi riprometto di andare al Pisa book festival ma poi puntualmente non riesco 😥 Studio proprio a Pisa quindi non mi ci vorrebbe niente ad andarci, ma tutte le volte me ne ricordo tardi, oppure o un esame da preparare uffa.. Prima o poi però ci andrò, con il tuo racconto mi hai messo ancora più curiosità 😀
    Bellissime entrate ❤ La serie TID della clare è la mia preferita. Di Doyle ho Uno studio in rosso e spero di riuscire a leggerlo questo inverno 🙂
    P.s. Wow che fortuna trovare una copia autografata lì al Libraccio!

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    • Ma dai, studi a Pisa?! Non lo sapevo! L’anno prossimo mi segno come obiettivo quello di obbligarti a farci un salto, anche solo per mezza mattinata (che basta pure per girarlo tutto tra l’altro)!
      Anche per me TDI è la migliore della Clare, amo il rapporto tra Will e Jem in modo viscerale. Di Doyle ho letto altro, ma su Sherlock ancora niente e voglio colmare la lacuna 🙂
      PS: quasi non ci credevo! Ho dovuto proprio prenderlo anche per quello 😉

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Ciao lettore! Se hai letto il post, mi piacerebbe che lasciassi traccia del tuo passaggio facendomi sapere cosa ne pensi per scambiare due chiacchiere. Ti va?

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