Recensione ~ “Puoi sentire la notte?” di Paolo Costa

Sono grata a Leggere italiano perché ha portato direttamente ai lettori libri che forse non avrebbero mai letto o sentito. A me è successo proprio così. Ho scelto quei libri di cui a pelle mi ha colpito per prima la copertina, e poi la trama. Forse avrei finito per leggere Puoi sentire la notte? comunque, un giorno, ma sono felice sia arrivato in un momento in cui ho potuto dedicargli tanta attenzione.

puoi-sentire-la-nottePuoi sentire la notte?
di Paolo Costa


EDITORE: self
ANNO: 2016
PAGINE: 220
La serie Let us shine:
#0.5 L’ultima notte | #1 Puoi sentire la notte? | #1.5 Raccontami di una stella
DISPONIBILE IN FORMATO CARTACEO ED E-BOOK


Due ragazzi diversi, due realtà opposte.
Un incontro esplosivo.
Diciotto anni e con la testa sulle spalle, Stephen vive la sua vita giorno per giorno, aggirando con ottimismo e spensieratezza qualsiasi ostacolo la vita gli metta davanti. Schiacciato tra la perdita della sua più cara amica e con la consapevolezza di essere fuori posto, in un mondo che sembra stargli stretto, Stephen cerca di sopravvivere senza sentire il peso dei suoi fallimenti gravargli sulle spalle. O almeno…
A ventitrè anni, con una famiglia che sembra non conoscerlo più, tutto ciò che Kenneth vorrebbe è restare nascosto nel suo “armadio”, lontano da qualsiasi sguardo. Bloccato in una vita che non vuole, con un lavoro incerto, Kenneth cerca di superare ogni giornata senza versare l’ultima goccia che potrebbe far inondare tutto il suo mondo. O almeno…



· Recensione ·

Mi fa male tutto quanto, dentro e fuori. Ho dolore alla testa per le troppe lacrime e per le notti insonni che ho passato, e non sento più le gambe, che non si sono mosse da questo letto neanche un attimo. Dentro è tutto un turbinio di ferite che cercano di rimarginarsi, ma che vengono bloccate dai ricordi. Una miriade di brutti ricordi che mi offusca la mente e minaccia di fare uscire anche le lacrime che non ho più.

Quando un romanzo sa unire il romance alla crescita personale, mettendo in primo piano questa e lasciando la storia d’amore un po’ in secondo piano, mi ha già conquistata. Sembra cosa da poco, ma non credo lo sia. Parlare di formazione, mostrarla nel modo di pensare e agire dei personaggi non è cosa da poco e quando mi sono accorta che Puoi sentire la notte? faceva parte di questo piccolo gruppo di libri meravigliosi mi è piaciuto tanto di più.
Uno scontro, un incontro, quello di Kenneth e Stephen. Messi a dura prova dalla vita, entrambi scappano. Negano. Reagiscono fingendo che tutto vada bene, che siano capaci di affrontare a testa alta qualcosa che ancora non sanno come affrontare. Il dolore di Stephen per la perdita di Edith si scopre lentamente, un frammento alla volta di una vicenda che lo ha segnato a tal punto da fargli decidere di lasciare la scuola, sentendosi in colpa, e che non sa né vuol dimenticare. Il suo dolore è qualcosa di reale, tangibile in ogni cosa che fa o dice. Non ne parla quasi mai, se non per accenni, ma è lì, presente sulla scena, a ricordarci che ogni sua azione è stata fatta con quella perdita nel cuore e quel suo non sapersi fidare degli estranei, non volersi aprire troppo, ha ragione d’esistere. Finché non incontra Kenneth, almeno. Kenneth è quello che piano piano riesce a sostenerlo, a farlo lasciare andare e capire che può contare su qualcuno, lì per rimanere, ma lui stesso non sa come fare. Spaventato dalla consapevolezza della propria omosessualità e del modo in cui potrebbero reagire gli altri, Kenneth non sa accettarsi. Non sa come fare a volersi bene e capire di non esser sbagliato. Che va tutto bene nell’esser se stesso.
Sono due persone in fuga dal proprio passato o da quel che sono che giorno dopo giorno aumentano la propria fiducia nell’altro, compiono piccoli passetti che li avvicinano anche all’accettazione del dolore, di sé. Li lega quel che entrambi non sanno affrontare e dire a voce alta, quella paura di perdere chi si ama a causa di quel che si è ed è proprio il loro tormento quel che solidifica il loro rapporto. Anzi, il modo in cui si aiutano a vicenda, spronandosi laddovephotogrid_1475055411598 entrambi non sanno fare con se stessi, sostenendosi quando ancora perfetti estranei hanno capito che raccontare e aprirsi a chi non ci conosce è più semplice, perché il giudizio fa meno male. Non succede in poco tempo, no. È una crescita lenta che sa farsi strada coi giusti tempi, senza essere avvertita d’un tratto ma piuttosto compresa nelle piccole cose. E questa è una delle cose che più ho apprezzato. Il cambiamento non avviene mai d’un tratto, all’improvviso. Non si cambia e cresce dal giorno alla notte. Lo si fa un po’ alla volta, come Kenneth e Stephen, che inizialmente non si fidano l’uno dell’altro, in alcuni momenti pure si respingono e sembrano arrivare più volte al punto di rottura tanto è semplice allontanare chi vuol solo starti accanto e sostenerti. Succede così normalmente da apparire naturale, quasi un dato di fatto inconfutabile che così è e deve essere. Kenneth e Stephen crescono, eccome. Lo fanno coi propri tempi e a modo loro, sfondando quei muri che si erano costruiti attorno in un colpo o buttandoli giù un mattone alla volta, affrontando quel che fino a qualche tempo prima faceva paura e spingeva nel senso opposto.
Non è semplice, non lo è mai. Scatenare una marea come Kenneth oppure smuovere un po’ alla volta le acque assopite come Stephen porta comunque drastici cambiamenti. Che sapranno affrontare, cresciuti, maturati a tal punto da aver capito la propria forza, e di poter contare su qualcun altro. L’alternarsi dei punti di vista permette al lettore di comprenderlo appieno, entrare nei pensieri dei due e sondare emozioni e reazioni, capire quanto siano cresciuti in un tempo che è sembrato volare, dal momento del loro primo incontro.
Crescita, dunque. Crescono da soli, personalmente, a tal punto da capire cosa vogliono per sé, e lo fanno assieme accettando e comprendendo poco a poco quel sentimento che ha maturato durante il corso di tutto il romanzo, rimanendo in secondo piano per permettere a entrambi di esser pronti a viverlo con consapevolezza, senza più paura. Il loro è un viaggio bellissimo da leggere. Un percorso nell’animo di due ragazzi belli e tanto fragili, eppure forti in modi che non si riesce a spiegare, per un esordio che promette solo cose positive per il futuro.

Se hai combattuto davvero fino in fondo, non ti abbattere adesso, perché so che sei riuscito a vincere contro tutti quanti.

4/5
📚📚📚📚

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6 pensieri su “Recensione ~ “Puoi sentire la notte?” di Paolo Costa

  1. Le tue recensioni sono sempre così belle; ogni volta, dopo averle lette, il libro in questione diventa automaticamente più interessante!
    Puoi sentire la notte? già mi incuriosiva tantissimo ma davvero, dopo le tue splendide parole, vorrei già averlo tra le mie mani per leggerlo subito.
    Comunque adoro il fatto che la storia d’amore venga messa in secondo piano per dare più spazio alla crescita personale dei due personaggi, perché credo che a volte quest’ultima sia molto più importante e sono felice anche che la cosa avvenga in modo naturale.

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  2. Grazie a questo blogtour sto conoscendo un libro che m’ispira sempre più. La tua recensione è molto coinvolgente e mi fa piacere che venga data maggior importanza alla crescita dei personaggi, che alla storia d’amore.

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Ciao lettore! Se hai letto il post, mi piacerebbe che lasciassi traccia del tuo passaggio facendomi sapere cosa ne pensi per scambiare due chiacchiere. Ti va?

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