Recensione ~ “Resta con me fino all’ultima canzone” di Leila Sales

Tengo in particolar modo a questo libro e non sono sicura di esser riuscita a rendere tutto quello che appena trecento pagine sanno dare. Quel che so è che mai ci si è sentiti diversi, soli, additati, la storia di Elise potrà aiutare nel suo piccolo a far pace con quelle sensazioni.

Resta con me fino all'ultima canzoneResta con me fino all’ultima canzone
di Leila Sales


TITOLO ORIGINALE: This song will save your life
EDITORE: De Agostini
TRADUTTRICE: Ilaria Katerinov
ANNO: 2016
PAGINE: 319
DISPONIBILE IN FORMATO CARTACEO ED E-BOOK


Farsi degli amici non è mai stato semplice per Elise. Per sedici anni è stata ignorata, offesa, ferita. Il bersaglio preferito di scherzi di ogni tipo. Ma adesso ha deciso di voltare pagina e prendere in mano la propria vita. Ecco perché per tutta l’estate ha osservato le ragazze più popolari della scuola: per diventare come loro e iniziare il secondo anno alla grande. Peccato però che le cose non vadano affatto come previsto. Nessuno sembra accorgersi dei suoi sforzi, ed Elise si ritrova sola. Questa volta è pronta ad arrendersi, certa che per lei la musica non cambierà mai. Ma una notte, durante una passeggiata solitaria per le vie della città, s’imbatte per caso nello Start, un locale underground che suona i brani più belli che abbia mai sentito. E proprio qui, nel posto più stravagante del mondo, in mezzo al più stravagante gruppo di persone che si possa immaginare, Elise trova finalmente quello che ha sempre cercato: la musica giusta, gli amici giusti e forse anche il ragazzo giusto.



· Recensione ·

«Non essere originale».
Ecco cosa direi alla versione più giovane di me, se potessi individuare l’istante in cui persi la rotta. Ma quell’istante non esiste: io sono sempre andata fuori rotta.

È semplice scrivere di personaggi belli, dentro e magari anche fuori, che nonostante tutto quello che accade loro reagiscono in maniera brillante e senza abbattersi. Un po’ meno lo è provare a farlo con personaggi che risultano scomodi e che non si sa se piaceranno al lettore. Perché Elise non è la classica protagonista da young adult e per questo è ancora più interessante leggerne i pensieri. Cupi, distruttivi, dolorosi da digerire, eppure tremendamente reali; e infatti questa è una storia in cui “onestà” è la parola-chiave. Si entra nella mente di una ragazzina vittima di bullismo ed è devastante. Il rischio della retorica è dietro l’angolo, imbastire grandi discorsi sulPhotoGrid_1472051789813 niente è facilissimo, ma delineare alla perfezione quel profondo buco nero nel quale si viene scaraventati non lo è per nulla. Elise ci racconta la sua quotidianità fatta di bulli e dolore, sofferenza e maltrattamenti, silenzi e lacrime e lo fa senza sconti.
Onestà, dicevo. La realtà non è un film e non succede che all’improvviso la vittima di bullismo finalmente si alza e tiene testa a chi per anni interi, giorno dopo giorno, l’ha soltanto offesa nell’animo e forse anche fisicamente; così come non si verrà invitati al tavolo dei fighetti della scuola per entrare nell’élite di quelli che contano per poi rifiutarsi e dar loro una lezione che li lasci a bocca aperta. L’unica cosa che si vuole, che si cerca con disperazione, è la fine. Che tutto finisca. Che quella voce che ci è stata inculcata nella testa smetta di parlare. Ed è quello che vuole anche Elise. Stanca, distrutta da uno stillicidio perenne di vessazioni, arriva al tracollo. In una giornata qualunque, senza che succeda niente di particolare oltre al solito; una somma di piccole, minuscole cose che si accumulano e accumulano, finché straripano. Prende una lametta e si taglia le vene con la ferma volontà di porre un termine a una vita che non vuole.
Ma non ci riesce. Elise sopravvive e le conseguenze sono durissime. Vittima due volte, perde anche la fiducia dei genitori che ora la osservano come uno strano essere che non comprendono, a cui faticano a dare fiducia e con cui non sanno come rapportarsi, e viene etichettata e additata anche da chi prima non la considerava. Emarginazione, di nuovo, chiusura in se stessa; finché una sera girovagando per le strade con le cuffie nelle orecchie – vere e proprie copertine di Linus da cui non si separa mai –, scopre una nuova realtà nella forma di una discoteca frequentata da personaggi più o meno variegati ma soprattutto in cui una musica nuova le entra dentro e parla, divenendo una passione in cui gettarsi a capofitto, impegnarsi e studiare come migliorare le sue capacità. Fare la DJ e riuscire a leggere la gente che ha davanti This song will save your lifeper capire quale canzone far partire le viene naturale e diventano una sorta di medicina naturale da quel vuoto in cui era caduta, quell’unico spazio in cui poter esser se stessa senza proibizioni né sforzi, senza dover studiare per essere accettata. Un posto nel quale dimenticare della vita a scuola e semplicemente lasciarsi andare.
Non è un romanzo semplice. È cupo, devastante come la denuncia che porta con sé di una società che non si rende conto di quello a cui arrivano i propri figli, e costringe a riflettere indossando i panni scomodissimi di una ragazzina che non riesce a dire quel che le succede, che vorrebbe solo essere accettata, persino, soprattutto, da chi ogni ora le rivolge insulti e minacce. Però, a dispetto di tutto, è uno di quei libri che fa bene leggere perché fa scontrare con una realtà silenziosa che esiste ma si conosce o si nota poco e che la mostra per quello che è. In tutta onestà, di modo che non si riesca a smettere di pensarci. Si parla di crescita, accettazione e realizzazione, del trovare il proprio posto nel mondo e del riuscire a esser fieri di quello che si è.
Leggetelo, è uno di quei libri che rimane dentro a lungo. Non importa se a momenti si abbia voglia di abbracciare Elise mentre in altri la si voglia scuotere per come reagisce. Si fa il tifo ininterrottamente per lei e il suo è uno dei viaggi più belli che ho letto quest’anno.

A volte le persone credono di conoscerti. Sanno alcune cose sul tuo conto e le mettono insieme, creando un ritratto che a loro appare sensato. E se tu non conosci te stessa molto bene, rischi persino di credere che abbiano ragione loro. Ma la verità è che quella non sei tu. Non lo sei affatto.

4/5
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2 pensieri su “Recensione ~ “Resta con me fino all’ultima canzone” di Leila Sales

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