Recensione ~ “Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen” di Nancy Butler e Hugo Petrus

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Potevo forse perdermi una graphic novel su Orgoglio e pregiudizio? Domanda retorica, lo so, ecco perché dopo un esame me la son regalata come premio di quasi fine magistrale. E l’ho divorata in meno di un’ora.

Orgoglio e pregiudizioOrgoglio & pregiudizio di Jane Austen
di Nancy Butler e Hugo Petrus


TITOLO ORIGINALE: Pride & Prejudice by Jane Austen
EDITORE: Panini Comics
TRADUTTRICE: Nadia Terranova
ANNO: 2013
PAGINE: 128
LO POTETE TROVARE QUI


Le vicende di Elizabeth Bennet, alle prese con il suo cuore, la sua famiglia e le insidie della società inglese, hanno un fascino senza tempo. Ci parlano di scelte, di coraggio, di come la ricchezza e lo status sociale non siano né misura di successo né garanzia di felicità. Orgoglio e pregiudizio, il secondo romanzo scritto da Jane Austen, è qui adattato in forma di graphic novel da Nancy Butler e Hugo Petrus.



· Recensione ·

È una verità universalmente riconosciuta che a uno scapolo in possesso di un buon patrimonio non manchi altro che una moglie.
Questa verità è così radicata che, appena un uomo in tale posizione entra a far parte del vicinato, viene subito considerato dalle famiglie del circondario di legittima proprietà dell’una o dell’altra figlia, anche se non se ne conoscono sentimenti né opinioni.

Non mi fido quando si tratta di trasposizioni di classici. Ci vado sempre coi piedi di piombo, perché penso sia davvero difficile prendere un’opera altrui e maneggiarla col dovuto rispetto. Per cui se da una parte ero esaltata da una graphic novel su Orgoglio e pregiudizio, dall’altro ero un attimo spaventata da quello che mi sarei trovata davanti perché non sapevo cosa potesse essere. Paura che non aveva granché ragione d’esistere, però.
C’è rispetto, tanto. La fedeltà al testo originario è ciò che più mi ha colpito. Non dev’essere stato semplice scegliere cosa mantenere e cosa sacrificare per andare incontro alla narrazione tramite immagini. Molto viene mantenuto, direi quasi tutto, e le leggerissime variazioni che si rintracciano sono, come tra l’altro spiega anche Nancy Butler, sono legati a tutti quei pochi passaggi in cui era preferibile, se non necessario proprio per il medium scelto, il ricorso al dialogo. Si tratta, comunque, di piccolissimi brani che sì, si notano, ma che non sarebbero potuti esser trasposti altrimenti. In altri rarissimi casi, si è tagliato. Tutto ciò che viene eliminato è più che legittimo però, sono cose di second’ordine che non pregiudicano la lettura né faranno gridare allo scandalo i più accaniti fan di Jane Austen. L’esempio più lampante è il fatto che Bingley abbia una sola sorella, anziché due, ma l’unica che ha è quella più necessaria alla costruzione dell’intreccio, mentre l’altra è dimenticabile con facilità per l’assenza di un suo spessore o importanza ai fini narrativi e dubito che chi ha letto il romanzo una volta soltanto ricorderà la sua presenza o, nel caso di un lettore appassionato, ne sentirà la mancanza.
Non c’è molto altro da dire per quanto riguarda la storia, se non sottolineare davvero la bravura e il grandissimo rispetto che l’autrice ha avuto nei confronti del testo di partenza. Non era semplice, proprio per niente, eppure il risultato è eccellente e da amante di Austen posso solo ringraziare Butler per l’impegno e per averci regalato la versione grafica di un romanzo meraviglioso, che spero possa avvicinare a questo classico anche chi si fa spaventare da un testo distante nel tempo e nello stile, ma sotto sotto ancora attuale.
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Se andiamo a guardare invece la parte visiva, qui risiedono i miei dubbi più grandi. Fedelissima alla bellissima trasposizione cinematografica del 2005 (sia perché Darcy è palesemente ispirato all’attore Matthew Macfadyen e Lizzy a Keira Knightley ma anche perché le panoramiche ricordano il lavoro di Wright), il tratto di Petrus non mi convince appieno. Se da una parte ho apprezzato in particolare che, al contrario del film, alcune scene siano state riportate nel loro luogo reale – fra tutti la prima dichiarazione del nostro altero protagonista maschile che torna a essere fatta in canonica –, dall’altro non mi piace questo gusto pop che stona con l’epoca della Reggenza, specie nella rappresentazione delle sorelle, che le rende quasi protagoniste di un telefilm anni Duemila, addirittura col rossetto appariscente e l’aria a tratti svampite, a tratti imbronciate. Tratto comunque che soprattutto nei primi piani, che dovrebbero essere fortemente espressivi, finiscono per assumere una certa valenza comica-grottesca. Ah quanto sarebbe stato bello se l’artista della copertina, Sonny Liew, avesse disegnato anche le tavole!
A parte queste imperfezioni grafiche, rimane una graphic novel soddisfacente dal punto di vista narrativo e una chicca imperdibile per i Janeite.

3/5
🎨🎨🎨

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3 pensieri su “Recensione ~ “Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen” di Nancy Butler e Hugo Petrus

  1. Leggo molti fumetti e qualche volta acquisto anche graphic novel . Non so se sei al corrente, dal 29 agosto per due settimane la Bao propone lo sconto del 25% in tutte le librerie, anche online. Io voglio prendere Patience , di Daniel Clowes, che ho nella lista desideri da un po’ su Ibs. 😉

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