Libri che vorrei fossero più conosciuti

Avrei voluto buttar giù di getto una recensione, ma la mia connessione ha deciso di svalvolare − sarà il caldo, sarà la Telecom − per cui ho pensato di buttar giù un post veloce che mi era balzato in testa qualche settimana fa quando l’ho visto su vari blog che seguo, come prompt settimanale, legato ai libri poco conosciuti (in base alle poche recensioni su Goodreads).

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Tre li metto tutti assieme: Trevor, Luna e Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo sono Wondertre piccoli – anche nella lunghezza – spaccati di vite normali eppure straordinarie perché ci raccontano di quattro adolescenti come tanti altri, con la testa incasinata, piena di domande, ma che deve vedersela anche con qualcosa in più, ovvero la scoperta della propria sessualità. Tutti loro mi hanno insegnato qualcosa, e vorrei che fossero più conosciuti in questo mondo ancora tendenzialmente omofobo e spaventato dal diverso. Parlando di ragazzini meravigliosi nella loro diversità, come non citare il protagonista di Wonder? In pochissime pagine, ho sentito la sua sofferenza come fosse la mia, ma ho ammirato immensamente la sua gentilezza e il suo coraggio. Se ancora non conoscete Auggie, correte a rimediare e vi giuro che non ve ne pentirete mai!

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Le rose di Shell invece è una piccola perla scoperta per caso, fatta da una prosa sublime e una storia dolorosa ma carica di speranza, nonostante tutto. Shell è unaSette minuti dopo la mezzanotte ragazzina forte e debole, piena di coraggio e di paure, nell’Irlanda degli anni ’80 che si trova a dover fare i conti con troppe cose tutte assieme per la sua età. Ma ha dalla sua una forza d’animo che non può non farla amare nel profondo.
E poi La chimera di Praga (e i suoi due seguiti): potevo forse non nominarla? Non mi capitava da tantissimo di perdermi in una storia così, di trovar poesia tra le righe – come forse in ambito young adult ho trovato solo con Maggie Stiefvater – ma anche un fantasy ben strutturato, con descrizioni che superano la possibilità di immaginazione e un gruppo di personaggi a cui dire addio è stato doloroso. Un po’ come quello che son sicura mi succederà non Lo straordinario mondo di Ava Lavenderappena terminerò la serie Raven boys, saga in cui c’è tutto quello che si può cercare in una lettura e da cui staccare gli occhi è impossibile, perché quella creata dalla sua autrice è una storia che non ha eguali in quanto a novità e meraviglia. [PS: visto che la serie è ferma in Italia da un anno e mezzo, che ve ne pare di fare una firmetta qui?]
Troppo sconosciuto poi è Sette minuti dopo la mezzanotte. Non finirò mai di tessere le lodi di Ness, di Dowd e della storia che è nata dal loro incontro. C’è magia, c’è speranza, c’è crescita: dico, ma che si può volere di più?  Di magia
tratta anche Lo straordinario mondo di Ava Lavender, storia generazionale tutta al femminile che affronta temi come famiglia, amore, dolore e rinascita senza sbiadire la sofferenza o abbellire lSolstice L'incantesimo d'Inverno 600x800e tragedie né svuotare i personaggi di tutto ciò che li rende umani nonostante le loro stranezze. E infine ho lasciato due libri di autrici italiani, diversi per genere e stile, ma che entrambi mi han ricordato che anche qua da noi si scrive, e lo si fa proprio bene: sono la serie Solstice di C.E.A. Bennet e So che ci sei di Elisa Gioia; il primo è un fantasy che sa mischiarsi al romance in socheciseimodo meraviglioso, facendo prevalere l’uno o l’altro nei momenti migliori riuscendo a tener incollati al testo come poco altro, e il secondo è quella classica lettura che ti immagini leggera leggera, da ombrellone, fatta magari anche di stereotipi, ma che poi invece ti sorprende, sa parlar del dolore d’esser lasciati senza mezze misure, fa ridere anche in situazioni in cui sembra non ci sia proprio niente di divertente e che rimane dentro a lungo. A tal punto che ho appena finito di rileggere la duologia e sono già in astinenza.

Tutto questo papirozzo per dirvi:
se vi mancano, L E G G E T E L I !

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