Recensione ~ “Mille tempeste” di Tony Sandoval

PhotoGrid_1468833366516Sono una novellina in ambito di graphic novel, per cui scriverne recensioni non è il mio forte e mi scuso in anticipo per eventuali baggianate che dirò, frutto dell’ingenuità e della mancata esperienza a riguardo. Nel caso lo foste anche voi, qui trovate un breve post in stile wiki-how ❤
Ma ora passiamo alla prima graphic novel su cui ho messo le mani, e gli occhi!

Mille tempesteMille tempeste
di Tony Sandoval


TITOLO ORIGINALE: Milles tempêtes
EDITORE: Tunué
TRADUTTRICE: Ilaria Gaudiello
ANNO: 2015
PAGINE: 138
LO POTETE TROVARE QUI


Lisa, la protagonista, è una ragazza che ama girare da sola in spazi aperti in cerca di oggetti strani e particolari. Un giorno s’imbatte in un albero dalla forma bizzarra: sembra un portale e la ragazzina non può fare a meno di cedere all’impulso di attraversarlo. Ma una volta dall’altra parte, i suoni non sono più gli stessi, il paesaggio è cambiato e gli spiriti sembrano sussurrarle all’orecchio. Lisa ha un brutto presentimento e torna indietro, ma ormai ha intrecciato il suo destino con quello del mondo dall’altra parte. Il richiamo a ritornarci diventa irresistibile.



· Recensione ·

Ci sono volute un migliaio di tempeste… per estinguere il tocco della tua mano sulla mia pelle… e cancellare il profumo della tua pelle dalle mie mani…

 

Lisa è una bambina che sta per entrare nell’adolescenza, come le forme in cambiamento del suo corpo le indicano, eppure continua a vivere ingenuamente nel suo mondo dei sogni, giocando con le bambole di nascosto dai ragazzini del paese, unico ricordo della madre, e sempre alla ricerca di strani oggetti da collezionare nei dintorni della casa in cui vive con la zia e il cugino Bruno. È in fondo quella bambina che tutti siamo stati, in quella fase a metà tra l’infanzia e l’ingresso nell’adolescenza, in cui si è confusi circa le modifiche che si succedono e se da una parte si è ancora ancorati al passato e ai propri giochi, dall’altra si sentono sensazioni ed emozioni nuove che fanno vacillare a contatto con i ragazzini della stessa età. Ed è questo ciò che la rende diversa dai suoi coetanei, il suo essere un passo in avanti a loro ma al contempo esser legata ancora a quel che sta per lasciarsi alle spalle; questo ciò che la rende un bersaglio perfetto per Bruno, che dà il via a una vera e proprio caccia alla strega, lei, appunto, quella che crede la figlia del demonio. Ma Lisa non è solo in bilico tra queste due fasi, è anche in realtà a metà tra il mondo reale e quello del fantastico, che si apre e dipana di fronte ai suoi occhi con i suoi abitanti nel momento in cui attraversa un portale che separa i due universi ed entra in contatto con creature spaventose e fuori dell’ordinario, scatenando una battaglia che la vede al centro della situazione per la sopravvivenza.
Privata della figura materna, abbandonata dal padre, Lisa è come se sentisse il bisogno di trovare il suo posto nel mondo. Si vergogna del suo esser differente, teme l’essere additata, guardata con disprezzo e ridicolizzata dai suoi coetanei. Cerca e fa di tutto per non apparire stramba, eppure ha bisogno di costruirsi un modello a cui guardare, aggrapparsi a qualcosa per sentirsi meno sola e sapere come comportarsi. Ma il tutto ha la dimensione del sogno. La dimensione onirica la fa da padrone, prende il sopravvento e rende inutile cercare di aggrapparsi alla realtà, cercare risposte o seguire un filo logico. Non è questo ciò che ci si aspetta con Mille tempeste. A mo’ di Alice carrolliana, Lisa, eroina lirica e gotica allo stesso tempo di mondi che si scontrano, scivola nel fantastico, affronta una tempesta dopo l’altra e prende sempre più consapevolezza, sempre più coraggio. Cresce, e fa delle scelte.

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Le vignette sono la parte riuscita meglio, probabilmente. Se la storia può presentar buchi di trama, talvolta scene che sembrano non trovar posto − comunque giustificabili da quella tendenza all’onirismo che mette in dubbio i piani del reale e li rende persino superflui −, queste sono cariche di energia e forza, mettono in luce le caratteristiche dei personaggi meglio delle loro stesse parole. Spesso muti e acquarellati, sfumati e senza tratti regolari, catapultano direttamente nell’universo di sensazioni che Lisa prova. Lisa che è tratteggiata in modo delicato, quasi fosse una bambola di porcellana, eterea e leggera nella figura quanto forte e determinata nel corso della narrazione. Testa grande e sproporzionata, corpo piccolo piccolo, come tutti gli altri bambini, eppure a lei questo conferisce leggiadria, mentre in loro fa da specchio a quella cattiveria che sfodererà il branco nei suoi confronti.
Per quanto riguarda il colore, dominano i pastello, perfetti per evocare e dar voce a quella linea da sogno che è prevalente in tutta la graphic novel e al tempo stesso per creare quel senso di attanagliamento e inquietudine che rispecchia la sua protagonista e i tormenti tipici della sua età.

4/5
🎨🎨🎨🎨

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3 pensieri su “Recensione ~ “Mille tempeste” di Tony Sandoval

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