Scena bonus da “Forse un giorno” di Colleen Hoover

Sapete che Forse un giorno è il mio libro preferito di Colleen Hoover, vero? Be’, ieri l’autrice ha postato in un gruppo FB una scena piccina picciò sequel e ho pensato di tradurla per voi. Se ancora non avete letto il libro, qui trovate la mia recensione senza alcuno spoiler e qui un approfondimento, legato al blog tour dello scorso anno, sulle musiche che accompagnano il romanzo e sono un vero e proprio terzo protagonista. Pronti per uno sprazzo di vita di Sydney e Ridge? La trovate qui in inglese 🙂
PS: se non avete letto il libro, chiudete tutto!

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Sposto il pollice dall’orecchio al mento. «Così?»
Ridge sorride, ma scuote la testa per dirmi che ho sbagliato. Preme i gomiti nel cuscino per alzarsi leggermente. Mi prende la mano, richiude il pollice e allunga l’indice. Poi lo preme sul mio orecchio e lo fa scorrere dalla mascella fino alla bocca. «Così», dice.
Faccio il segno di “sordo” un’altra volta da sola e annuisce.
«Perfetto», dice.
Cado di nuovo sul cuscino e gli sorrido. È la seconda volta che passo la notte con lui. La terza notte che passiamo insieme da quando ci siamo riuniti al concerto la settimana scorsa. È ancora surreale. Visto come sono finite le cose con la nostra amicizia pochi mesi fa, ho sinceramente pensato non saremmo mai arrivati a questo punto. C’era troppo senso di colpa tra di noi ed entrambi avevamo bisogno di spazio… e tempo.
Ora siamo qui. Insieme. Ed è… tutto.
Più ho Ridge attorno, più voglio capire ogni parte di lui. Ogni parte della sua vita. Ho imparato più di cento nuovi segni solo questa settimana. Penso che vogliamo disperatamente poter comunicare senza barriere che imparare a parlare il linguaggio dell’altro è l’unica cosa che entrambi vogliamo fare quando siamo insieme. Be’, principalmente. Tendiamo a fare altre cose di tanto in tanto. Ci distraiamo un sacco.
«Tocca a me», dice. Ha ancora problemi a parlare a voce alta, perciò glielo lascio fare al suo ritmo. Ma amo quanto voglia migliorare quello che per me è già perfetto. Segna mentre parla a voce alta per me.
«Il verso che fa il gatto».
«Miao?»
Annuisce e preme le dita sulla gola per sentire la sua voce. «Mi… oh?»
Scuoto la testa. «La prima parte suona come…» Segno la parola “mi”.
«Mi?» dice a voce alta.
Annuisco. «La seconda parte…» Alzo la mano per capire come segnare la seconda parte. Non riesco nemmeno a capire come spiegarlo, perciò segno le lettere “a” e “o”.
Capisco dalla sua espressione che non si aspettava quelle lettere. «Suona come una “a”?», chiede.
Annuisco di nuovo e segno “A-O” mentre pronuncio le lettere.
Alza la mano e preme il suo palmo caldo sulla mia gola. «Ancora».
Parlo lentamente mentre articolo: «Mi… ao».
«Mi… ao», ripete.
Faccio un gran sorriso. «Meglio», segno.
«Miao», dice con facilità.
«Perfetto».
Inizia a segnare diverse cose senza parlare, ma perdo il filo delle sue mani dopo le prime poche parole. Al mio cervello serve un grande sforzo per stare al passo veloce con cui è abituato a segnare, ma al tempo stesso, lui fa fatica a parlare e non usa la voce se è una frase lunga. Prende il telefono e scrive qualcosa per me, poi gira lo schermo verso di me.

RIDGE:
Perché la parola “miao” qualche volta è usata per rappresentare qualcosa di sexy? Ha un suono sensuale quando è pronunciata?

Rido appena, e poi annuisco mentre rialzo lo sguardo verso il suo. «Molto».
Il suo sopracciglio si alza assieme alla sua espressione divertita. Posa il telefono sul materasso dietro di sé e si avvicina a me. Mentre si abbassa per baciarmi, sussurra: «Miao».
Rilascio immediatamente un sospiro. Sono abbastanza sicura che sia il miagolio più sexy mai uscito dalle labbra di una persona.
Le sue dita scivolano tra i miei capelli e le sue labbra calde separano le mie. Do il benvenuto al suo bacio con entusiasmo mentre lo afferro per un braccio e lo tiro verso di me. Lo voglio sempre più vicino, anche quando è dentro di me ed è più vicino di quanto si possa fisicamente.
Comincia a salirmi sopra e sento il suo telefono cadere sul pavimento. Non mi preoccupo di dirgli che l’ha buttato giù dal letto. Non penso che ne avremo affatto bisogno nella prossima ora.

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10998321_805778346125687_4581983119681153089_oForse un giorno
di Colleen Hoover


TITOLO ORIGINALE: Maybe someday
EDITORE: Leggereditore
TRADUTTRICE: Laura Liucci
ANNO: 2015
PAGINE: 384


Sydney Blake, un’aspirante musicista di vent’anni, ha una vita invidiabile: frequenta il college, ha un buon lavoro, è innamorata del suo meraviglioso ragazzo Hunter e convive con la sua migliore amica Tori. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori. Ora Sydney deve decidere che ne sarà della sua vita.
È attratta da Ridge Lawson, il suo misterioso vicino. Non può staccargli gli occhi di dosso e non può fare a meno di starsene ad ascoltarlo mentre suona la chitarra sul balcone della sua stanza. La sua musica le dà armonia e vibrazioni. E anche Ridge non può far finta di ignorare che c’è qualcosa in Sydney: a quanto pare, ha trovato la sua musa. Quando, finalmente, si incontrano, scoprono di avere bisogno l’uno dell’altra…

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