Recensione ~ “Amore e altre bugie” di Tarryn Fisher

Credo di aver trovato un nuovo guilty pleasure e non so come prenderla. Ho una certa predisposizione per i libri che so benissimo odierò, ma alle volte me li concedo giusto per staccare, finendo poi però per sclerare  come una pazza. Nel cuore della notte, senza possibilità nemmeno di strillare. ARGH!

Amore e altre bugieAmore e altre bugie
di Tarryn Fisher


TITOLO ORIGINALE: The opportunist
EDITORE: Fabbri
TRADUTTORE: Sara A. Benatti
ANNO: 2016
PAGINE: 284
La serie Love me with lies:
#1 Amore e altre bugie (The opportunist| #2 Inedito (Dirty red| #3 Inedito (Thief)


Olivia, ambiziosa e determinata, non si è mai fidata degli uomini, nemmeno di quello a cui ha rovinato la vita: Caleb. Così, dopo essersi amati e feriti a vicenda più di quanto avrebbero mai creduto possibile, le loro strade sembrano essersi divise per sempre. Ma quando lui, a causa di un incidente, perde completamente la memoria, a Olivia si presenta un’opportunità imperdibile: riconquistare l’uomo che non ha mai smesso di desiderare, l’unico di cui non può fare a meno. E per riuscirci non si fermerà davanti a nulla. Neanche alla nuova fidanzata di lui, Leah, ricca, bellissima e dai capelli rosso fuoco. Sarà pronta a mentire, a nascondere il proprio passato e a manipolare chi ama in una disperata corsa contro il tempo. Perché sa benissimo che lo splendido sogno di stare con Caleb ha una data di scadenza: quando lui ritroverà la memoria e ricorderà chi è la vera Olivia, tutto andrà di nuovo in pezzi. O, forse, il suo piano è destinato a fallire ancora prima?



· Recensione ·

Io credo che, una volta che hai regalato il cuore a qualcuno, non puoi più riprendertelo. Per il resto della vita farai semplicemente finta di averne ancora uno nel petto.

Erano secoli che non mi capitava di infuriarmi con un libro. Forse After è stato l’ultimo a finire sotto la furia delle mie offese, e di tempo ne è passato. Il problema non è che è tutto da buttare al macero, sia chiaro. Se c’è una cosa che ho adorato davvero è stato il fatto che finalmente i protagonisti di un romanzo rosa fossero dei veri e propri stronzi − perdonatemi il francesismo. Di quelli che ti viene voglia di prendere a schiaffoni ripetutamente nella speranza di renderli meno tali, oppure semplicemente di sfogare quel prurito che senti in punta di dita ogni volta che leggi i loro pensieri. Olivia è così manipolatrice da non riuscire a trattenersi, dal farlo anche quando non vorrebbe, compulsivamente mossa da ragioni che la ragione non vuol sentire ma a cui finisce per soccombere sempre. E lo stesso si può dire di chi la circonda. Nessuno fa eccezione, persino quelli che credi puri rivelano l’altra faccia, sbattendoti davanti l’ambivalenza della loroPhotoGrid_1467657039444 personalità, il bianco e il nero e le sfumature che stanno nel mezzo e li rendono tutti più umani, più vicini. C’è sempre infatti quella voglia di perfezione e buonismo, che spinge a creare personaggi troppo candidi, modelli a cui aspirare, troppo angelici per esser credibili, in cui riconoscersi davvero; e qui invece l’immedesimazione viene garantita, almeno in parte, dall’imperfezione generale. Finché però se ne ha a noia, perché ostentata, ripetuta fino alla nausea, ribadita così con costanza da Olivia da risultare fastidiosa. Si racconta come una ragazza pessima, distrutta e marcia, la causa di un male atroce che non può esser detto e di cui si vergogna tantissimo, ma che non la ferma dall’usare ancora a suo piacimento gli altri. Eppure quando tutto si svela, nel finale, non sembra una gran cosa, e, francamente, nemmeno poi tanto censurabile il suo comportamento. Dettato dall’istinto, sicuro, ma comprensibile, non giudicabile − ed è in realtà un’altra la decisione che non le perdonerei mai −, una scelta così come una scelta è stata quella di Caleb.
Raccontata in un presente intervallato da analessi, quella di Tarryn Fisher è la storia di una ragazza che ama − anche se avrebbe più senso dire che è ossessionata, vista una certa tendenza allo stalking e alla violazione di domicilio − un ragazzo che prima rifiuta, poi fa di tutto per avere con sé, poi perde e di nuovo ripete da capo la stessa melodia, senza aver imparato nulla, senza capire che con tutte le bugie che dice e le cose che omette finirà per ritornare al punto di partenza, ogni volta più spezzata di quella precedente. Ed è in questo umanamente reale, non soltanto realistica, però alla lunga sentirla accusarsi di esser pessima e non far niente per crescere e metter su un rapporto che abbia alla base la fiducia reciproca e l’onestà è frustrante. Annoia, anche, ma soprattutto dà fastidio veder un personaggio che arriva alla conclusione con l’identico spirito iniziale, senza aver fatto progressi. Continua a offendere a priori ogni donna che si avvicina a Caleb, distrugge tutto nuovamente, più volte, e poi scappa messa di fronte alle conseguenze delle sue azioni, troppo vigliacca per accettarle e affrontarle da persona matura. Salvo poi pensare di poter far passare mesi o anni per poter fingere che non sia mai successo alcunché e riprendere da capo la girandola di azioni insensate che non sembra mai abbandonare.The opportunist
Non so che pensarne, sapete? Da una parte l’ho divorato in tre orette scarse, finendolo nel bel mezzo della notte senza sapere da che parte lanciare il Kobo per evitare di colpire il mio ragazzo dormiente, dall’altra c’è di positivo che, nel suo ripetere tropi già visti e ormai obsoleti (tipo tutta la faccenda del lasciarsi e riprendere, e fingere di non piacersi per poi rincorrersi non appena qualcun’altro mostra interesse) finalmente si ha il coraggio di centrare una narrazione new adult su un personaggio femminile pessimo sotto ogni punto di vista, che non sembra cercare o chiedere la redenzione e piuttosto fieramente rimane fedele alla sua follia quasi da psicopatica. Non è un libro che consiglierei, se me ne chiedessero uno di questo genere, però probabilmente il suo esser diverso mi spingerà a leggerne i seguiti. Perché Olivia è da ricovero, ma io ho un certo masochismo dalla mia.

Conoscendo il mio debole per la perfezione, aveva intenzionalmente picchiettato il rullo sul soffitto sopra il letto, lasciando una macchia di un viola più intenso che mi aveva fatto infuriare.
«Ecco: così ogni notte, prima di chiudere gli occhi, penserai a me» aveva detto, ridendo della mia espressione avvilita. Odiavo le imperfezioni, proprio le odiavo. […] Ma dopo la fine della nostra relazione ero stata grata per quella chiazza di vernice: era l’ultima cosa che vedevo prima di addormentarmi e la prima che vedevo al risveglio. Fissavo quello sfregio viola come se potessi intravvederci il volto di Caleb.

2/5
📚📚

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Un pensiero su “Recensione ~ “Amore e altre bugie” di Tarryn Fisher

  1. Continuo a pensare che voglio leggere questo libro. Anch’io, di recente, non faccio che leggere libri che alla fine odio ma che comunque divoro. Ieri notte ne ho finito uno che mi ha fatto davvero pena, ahaahha! sono più masochista di te, mi sa, perché nonostante tutto voglio leggere il seguito 😛

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