Chi di teaser ferisce

F I N A L M E N T E!
Finalmente ho potuto avere tra le mani questo libro dopo aver adorato fino alle lacrime – e di divertimento, e di commozione – So che ci sei. Non vedevo l’ora che uscisse e non ho perso praticamente tempo. Confesso anzi che stanotte ho chiuso gli occhi dopo l’una pur di terminarlo, senza riuscire a staccarmene da quando l’ho iniziato prima di cena. All’altezza di tutte le aspettative, e pure di più. Domani se riesco la recensione 🙂
Vi avverto che questo post contiene un brano tratto dal secondo volume della serie, per cui proseguite a vostro rischio e pericolo. Se posso darvi un consiglio spassionato, vi invito a chiudere e a non rovinarvi la lettura di un libro davvero bello!

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Ero stata un’altra tacca nel suo letto. Stupida! Stupida! Stupida!
Arrabbiata, aprii il palmo della mano e mi ritrovai a fissare il lettore musicale che lui mi aveva lasciato. La colonna sonora delle nostre tre settimane insieme.
Bea mi aveva confiscato tutto, tranne questo. Era la mia lampada d’Aladino. L’accendevo e magicamente Christian ricompariva. Un po’ come Dorothy che seguiva la strada di mattoni gialli per trovare il Mago di Oz, io chiudevo gli occhi e seguivo le sette note.
Lo so, come paziente in cura per riabilitazione da Kelly facevo schifo.
Iniziai a dondolarmi di nuovo, chiusi gli occhi, accesi il lettore e andai direttamente all’ultimo file caricato.
«Vivi la tua vita, sii felice, non essere mai la seconda scelta di nessuno, e, soprattutto, non aver paura dell’amore.»
«Rischia,» continuai a bassa voce coprendo la sua «e innamorati di un uomo per il quale tu sei l’ingranaggio che fa girare il suo mondo.»
Lo avevo ascoltato così tante volte da conoscere a memoria ogni parola, ogni pausa e intonazione della sua voce. Avrei preferito che mi lasciasse una musicassetta in modo da consumare il nastro e non poterlo più riavvolgere.
«Avrai il tuo lieto fine, uragano.»
La sua voce roca e bassa mi arrivò allo stomaco come una palla demolitrice. Non era tanto il timbro ruvido della sua voce a farmi male, ma i ricordi e le immagini che si innescavano nella mia mente solo a sentirlo parlare. Mi ritrovai con il viso rigato di lacrime, che in silenzio cadevano copiose sul mio viso.
«Stronzo…» singhiozzai.
Quale lieto fine? Era solo una trovata pubblicitaria della Disney, un cliché dell’industria hollywoodiana per fare il lavaggio del cervello alle donne. Ero cresciuta da bambina volendo essere bella come una Barbie e trovare il mio Ken. Ora, a ventisei anni, potevo dire che una cosa l’avevano azzeccata: l’uomo era senza palle proprio come il prototipo maschile della Mattel.
Matteo mi aveva mollato con un foglio A4, Christian con una e-mail nessun oggetto.

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Il mio lieto fine sei tuIl mio lieto fine… sei tu
di Elisa Gioia


EDITORE: Piemme
PAGINE: 320
ANNO: 2016
La serie So che ci sei:
#1 So che ci sei | #2 Il mio lieto fine… sei tu


Gioia, brillante copywriter ventiseienne, ha chiuso con l’amore, Non avrebbe mai pensato che nella sua vita sarebbe entrato Christian Kelly, un ragazzo che sembra uscito direttamente da una copertina di Vogue, con un sorriso talmente illegale da poter conquistare ogni donna, e che invece aveva scelto lei, Con lui si era lasciata andare, aveva deciso di rischiare e aveva perso, un’altra volta. Perché qualche giorno dopo essere partito per lavoro, Christian le aveva scritto un’email per mettere fine alla loro storia. Ora, nonostante siano passati otto mesi, Gioia non ha fatto molti passi avanti. Quando viene spedita a New York dall’agenzia pubblicitaria per cui lavora, la situazione sembra precipitare. Perché il cliente per cui deve lavorare non è altro che la casa discografica di “Sorriso Illegale” che, come riportano tutte le riviste di gossip, sta per sposarsi. Come se non bastasse è San Valentino e la città è vestita per gli innamorati. Forse, però, cupido ha in serbo per lei una sorpresa …

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