Recensione ~ “Dimmi tre segreti” di Julie Buxbaum

Erano secoli che non mi capitava di innamorarmi perdutamente di un romanzo young adult così tipicamente tale. E la cosa assurda è che nemmeno mentre sto scrivendo so quello che dirò su questo libro, perché tante sono le cose che vorrei dire, che finirò per dimenticarle e me ne verranno in mente altre strada facendo. Ah, boh, non so cosa ne uscirà. Nel frattempo, vi auguro un buon inizio di settimana e una giornata piena di letture!

Dimmi tre segretiDimmi tre segreti
di Julie Buxbaum


TITOLO ORIGINALE: Tell me three things
EDITORE: De Agostini
TRADUTRICE: Michela Albertazzi
ANNO: 2016
PAGINE: 382


Jessie ha sedici anni e una vita da schifo. O almeno così le sembra il giorno in cui lascia Chicago per frequentare il liceo più snob di Los Angeles. Ma proprio quando le cose si mettono male, Jessie riceve una mail misteriosa. Una mail in cui Un Perfetto Sconosciuto si offre di aiutarla a orientarsi nella giungla della nuova scuola. Jessie è perplessa: si tratta di uno scherzo di cattivo gusto o qualcuno vuole davvero darle una mano? Il punto è che Jessie non è nella condizione di rifiutare un aiuto tanto generoso. Sua madre è morta ormai da un paio di anni, e suo padre si è risposato costringendola a trasferirsi dall’altra parte del Paese in un posto che odia con un fratellastro che odia ancora di più. Ecco perché Jessie non può fare altro che fidarsi: presto Un Perfetto Sconosciuto diventa il suo unico e migliore amico. E lei decide di incontrarlo. Ma, si sa, ci sono segreti che è meglio non svelare mai…



· Recensione ·

Se ripenso a prima, prima prima prima, mi sembrano tutti giorni perfetti. Chi se ne frega del dito schiacciato o di una caccola nel naso? Avevo una madre, e non semplicemente una madre qualsiasi, ma la mia, e la amavo in un modo che non è da tutti […] Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi due anni, è che la memoria è capricciosa. Quando leggo Harry Potter, non riesco più a sentire la voce della mamma, ma la immagino vicino a me, e quando anche questo non funziona, immagino di sentire il peso di qualcuno appoggiato a me, un braccio contro il mio, e faccio finta che sia abbastanza.

È difficile parlare di un certo tipo di sofferenza, se è qualcosa che non si è provato. Il dolore fa comportare in modo inusuale, egoistico anche, porta a dar ascolto soltanto quello che si prova e a scordare di avere attorno altre persone. Si mangia tutti i pensieri, tutte le emozioni, per scaraventare in un buco nero che annienta. Non penso sia semplice descriverlo, perché va capito nel profondo, sentito probabilmente anche sulla propria pelle, per riuscire a trasmetterlo in modo efficace, per rendergli giustizia. Be’, spesso in questo genere di romanzi mi ritrovo a pensare che le tragedie sono sfruttate per creare una certa suspense e mescolare le carte dei personaggi, donandogli un pizzico di tormento che tanto sembra piacere. Ma non è questo il caso, fortunatamente, perché l’autrice sa capire, dal didentro, le implicazioni di un tale carico emotivo e proprio per questo rende Dimmi tre segreti una piccola perla nell’oceano ya. E la cosa ancora più meravigliosa è che questo non è un romanzo sulla perdita o sul dolore che questa porta con sé, tutto il contrario. Ci parla di Jessie e della sua rinascita, se così posso chiamarla, del suo accettare il dolore più grande mai provato e riprendere in mano le redini della sua vita. Jessie che tiene il conto dei giorni che ha trascorso senza la sua mamma e si ritrova a vivere improvvisamente a Los Angeles, trasportata dal padre che si è risposato con una donna conosciuta in un gruppo di supporto per vedovi online e che non le ha nemmeno chiesto se era d’accordo. D’accordo nel lasciare la casa in cui ogni angolo le ricorda la mamma, partire da Chicago e attraversare il Paese per vivere in una casa in cui si sente ospite e con degli sconosciuti. D’accordo nel lasciarsi alle spalle Scarlett e il suo essere il suo appoggio costante,Cattura frequentare una scuola privata per ricchi genietti in cui si sente un pesce fuor d’acqua e non sa inserirsi. Niente va come dovrebbe nella sua vita ed è completamente sola, spaesata e triste, arrabbiata anche. Finché non le arriva un’email da uno perfetto sconosciuto che si offre di essere la sua guida nei meandri di una giungla che conosce bene e che non sopporta più. Scherzo oppure no, Jessie decide di fidarsi, perché in fondo i buoni consigli vanno seguiti a prescindere da chi li dispensa, giusto?
E così ci si ritrova a seguire le sue vicende con una facilità e un’immedesimazione tali da ridere e commuoversi scordandosi di essere in un luogo pubblico – purtroppo, parlo per esperienza personale. Perché Jessie è una protagonista anomala, in un certo senso, e adorabile, la perfetta combinazione tra un realismo estremo che in più punti colpisce dritto nello stomaco e la goffaggine e imbranataggine adolescenziale. Non è solo realistica, è reale e tutto quello che prova, di riflesso, lo si sente in pieno. Il dolore per la morte della mamma è vivo a tal punto da far tenere il conto dei giorni trascorsi senza di lei anche a chi legge, così forte da filtrare dalla pagine anche quando non lo si nomina, e allo stesso modo la sua vena ironica sa regalare un bilanciamento adeguato, rendendo la sua storia triste e al tempo stesso divertente, piena di gioia e di dolore, fatta di momenti bassi e di altrettanti alti. Cosa che rende la sua protagonista quasi un modello da tener presente. In un contesto di mean Tell me three thingsgirls e figli di papà che non hanno il minimo interesse ad aiutarla, riesce non solo a trovar la forza per affrontare tutto a testa alta, ma anche a uscire dal suo guscio, trovare un’amica, un lavoro e, perché no?, a sentir la testa girare per via di qualche ragazzo carino che le capita davanti. Certo, non mancano mai i momenti in cui, giustamente, si sente arrabbiata col mondo intero e soprattutto col padre che sembra non badare ai suoi interessi, frustrata per un’assenza che non riesce a riempire e un microcosmo nuovo che non l’accetta, ma quel che amo e ammiro di lei è la determinazione. Non si arrende mai, continuamente ci prova, senza aiuto esterno e poi comprendendo che certe volte è necessario anche quello, e non significa esser meno forti nel chiederlo.
Eppure non è solo la storia in sé o la sua magnifica protagonista (e una menzione di tutto riguardo va ai due ragazzi, Ethan e Liam, sospettati di essere il perfetto sconosciuto dei messaggi) a farmi apprezzare tantissimo questo libro. C’è anche quel sottile messaggio che riguarda i rapporti costruiti su internet o comunque non faccia a faccia, guardati senza pregiudizio da più angolature, sia dalla prospettiva di un uomo adulto che si sposa, in tempi brevissimi, con una donna conosciuta online, che da quella di una ragazzina di sedici anni che parla quotidianamente con uno sconosciuto per cui inizia a provare dei sentimenti nonostante non sappia niente della sua vera identità. È tutto così normale, così veritiero da non avere volontà di insegnare una certa lezione o ammonire sull’uso dei  social network, ma solo un modo di far nascere relazioni da cui sviluppare poi il nodo focale dell’intero romanzo, ovvero Jessie e il suo percorso di crescita, da cui c’è tanto da imparare.

Mi si riempiono gli occhi di lacrime, ma le trattengo. Non so perché ho voglia di piangere. Tutt’a un tratto ogni cosa sembra irrimediabilmente rovinata, come capita a volte nel cuore della notte quando si è da soli. Quando vedi tuo padre consolare la sua nuova moglie. Quando stai male anche tu, ma sai che non c’è nessuno a consolare te.

5/5
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10 pensieri su “Recensione ~ “Dimmi tre segreti” di Julie Buxbaum

  1. Tutte queste belle recensioni su questo libro mi stanno facendo pentire amaramente di non aver letto questo libro quando ne ho avuto occasione ç_ç più perché non ne avevo il tempo che per altro, ma lo recupererò appena finiti gli esami di certo!

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