Recensione ~ “The queen of the Tearling” di Erika Johansen

Avete mai avuto paura di sottolineare su un libro per il terrore di sciuparlo? O anche di toccarlo? Forse sono stati questi due motivi che mi hanno tenuta lontana da The queen of the Tearling così tanto, assieme alle troppe recensioni positive che ho iniziato a leggere non appena è uscito l’anno scorso. Quel che so è che non appena l’ho iniziato, non ho saputo metterlo giù fino alla fine e che quando venerdì al Salone ho preso la mia copia di The invasion mi sono sentita subito meglio!
Ma a parte la recensione di oggi, volevo dirvi due cosette: 1. il giveaway sul blog termina il 19 aprile: se ancora non vi siete iscritti, correte a farlo per essere uno tra i tre vincitori a portarsi a casa uno tra i 21 libri in palio! 2. Storia di anime gemelle di Tabati Baietti torna disponibile, in una veste grafica e non solo aggiornata a soli 99 centesimi su Amazon. Qui trovate la recensione che scrissi l’anno scorso nel caso voleste rinfrescarvi la memoria.
Bon, buona serata, amicetti ❤

THE QUEEN OF TEARLING - by Erika Johansen - Harper Collins Publisher - book cover - HANDOUTThe Queen of the Tearling
di Erika Johansen


TITOLO ORIGINALE: The queen of the Tearling
EDITORE: Multiplayer.it edizioni
TRADUTTORE: Marco Piva
ANNO: 2015
PAGINE: 400
La serie The queen of the Tearling è così composta:
#1 The queen of the Tearling (The queen of the Tearling| #2 The invasion of the Tearling (The invasion of the Tearling| #3 Inedito (The fate of the Tearling)


Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, la principessa Kelsea Raleigh Glynn, cresciuta in esilio, intraprende un pericoloso viaggio verso il castello in cui è nata, per riprendersi il trono che le spetta di diritto. Determinata e coraggiosa, Kelsea adora leggere e non somiglia affatto a sua madre, la fatua e frivola regina Elyssa. Protetta dal gioiello del Tearling uno zaffiro blu dagli straordinari poteri magici – e difesa dalla Guardia della Regina – un gruppo scelto di cavalieri guidato dall’enigmatico e fedele Lazarus – Kelsea ha bisogno di tutto l’aiuto possibile per sopravvivere alle cospirazioni dei nemici, che proveranno a impedire la sua incoronazione con agguati, tradimenti e incantesimi di sangue. Una volta diventata regina, e nonostante il nobile lignaggio, Kelsea si dimostra troppo giovane per un popolo e un regno dei quali sa ben poco, oltre che per gli orrori inimmaginabili che infestano la capitale. Kelsea deve scoprire di quale tra i suoi servitori fidarsi, perché rabbia e desiderio di vendetta si annidano fra i nobili di corte e perfino fra le sue stesse guardie del corpo. La sua missione per salvare il regno e compiere il suo destino è appena cominciata: Kelsea sarà chiamata ad affrontare un viaggio alla scoperta di se stessa e una prova del fuoco che la farà diventare una leggenda… se solo riuscirà a sopravvivere!



· Recensione ·

«Siete in grado di combattere?»
«So difendermi con il coltello contro una sola persona, ma me ne intendo molto poco di spade». E poi, si rese conto all’improvviso, era stata istruita da Barty il quale non aveva certo i riflessi di un ragazzino. «Non sono una guerriera».
Carroll piegò la testa: per un istante i suoi occhi scuri furono attraversati da una luce divertita. «Non saprei, mia signora: vi ho osservato durante questo viaggio e siete brava a fare buon viso a cattivo gioco».

Non lo so perché ho aspettato tanto, davvero. Quando lo trovai alla Rizzoli di Milano di ritorno dall’Expo mi sentii attratta come una calamita e dovetti averlo ad ogni costo, di ritorno in treno lo sfogliai incantata l’edizione limitata per ore finché tornata a casa finì sullo scaffale assieme agli altri ad attendermi. Fino a qualche settimana fa, quando, complice l’imminente uscita del secondo volume, mi sono decisa a darmi una mossa. E menomale! Mi sarei persa un bel fantasy, con tutto il potenziale per diventare una serie indimenticabile, soprattutto perché trascura il lato romantico per focalizzare la quasi totalità dell’attenzione sulla costruzione di un universo credibile e fantastico e sugli intrighi di palazzo che vivacizzano l’azione e mettono in pericolo la vita della protagonista Kelsea ancor prima che metta piede sul trono. Infatti, non c’è spazio per il romanticismo nel Tearling, una terra devastata dalla sofferenza, retta col pugno di ferro da un tiranno seduto sul trono al posto della legittima erede e in sua vece fino al suo diciannovesimo compleanno che mensilmente spedisce sui sudditi alla famigerata regina del regno vicino come pegno da pagare per non essere attaccati e assoggettati inevitabilmente. Finché non torna Kelsea. Cresciuta da  due tutori – che rappresentano quanto di più vicino a una famiglia abbia mai conosciuto –, finché non è stata prelevata dall’armata reale per esser ricondotta a casa, è senza alcun dubbio un’eroina nel vero senso della parola. Intelligente, sveglia e coraggiosa, non si tira mai indietro nel momento in cui un’ingiustizia avviene di fronte a lei e, pena la sua stessa incolumità, corre rischi ben consapevole di quello a cui va incontro e lotta senza riposo per risolvere i problemi enormi in cui versa il regno, anche per colpa dell’inettitudine materna. La sua è una personalità sfaccettata, di cui qui si intravedono pregi e difetti, ma da cui si lasciaCattura presagire un futuro ancora migliore di cui non si immagina ancora niente. Gentile nei modi e talvolta intensa, quasi feroce, nelle reazioni, ma giusta ed empatica nei confronti di un popolo che non conosce e per cui è stata cresciuta, è probabilmente quella speranza che a un regno corrotto e povero mancava da sempre per poter rialzare la testa e aver fiducia in una terra migliore, in un capo migliore. E meglio di Kelsea non c’è, chiariamo subito: il modo in cui non cede di fronte a niente e nessuno e quello in cui riesce a lottare contro le sue stesse insicurezze e paure ma anche contro chi la sottovalutava dimostrando di essere più che all’altezza del suo incarico sono solo alcuni dei piccoli momenti che possono sembrare insignificanti, ma che appaiono significativi del suo modo di essere e al tempo stesso attuali, perché, andiamo, una donna che si fa strada in un mondo di uomini è pur sempre da ammirare, specialmente perché ci mostra finalmente cosa significa essere una regina, qual è anche il prezzo da pagare e non soltanto i benefici che si ottengono in cambio. Ma in tutto questo, non c’è perfezione, vi assicuro, soltanto una gran voglia da una parte di dimostrarsi di essere diversa dalla madre e, soprattutto, una voglia di riscatto e di giustizia per una terra e delle persone che sente sue nonostante li conosca appena da vicino e di questi abbia solo studiato sui libri o sentito dire da chi l’ha cresciuta.
Ma se non bastasse una protagonista coi contro fiocchi, devo sottolineare l’ambientazione. Non credo d’aver mai letto un fantasy in cui questa è così vaga da non darmi fastidio. Solitamente amo la cura quasi maniacale per i dettagli da brava tolkeniana, eppure qui, in un futuro che ha il sapore di un passato medievale, la gente vive di nuovo nei castelli e in villaggi, non può curarsi e non sa quasi più leggere e scrivere – ma in un tempo addietro non ben definito si cresceva leggendo Il signore degli anelli e Harry Potter, c’erano elettricità e cure mediche e si stava decisamente meglio –, non stona più di tanto la nube di incertezza che avvolge tutto, perché tutto il resto, i personaggi, gli intrighi di palazzo, l’intreccio in generale, prendono il The queen of the Tearlingsopravvento e catturano completamente l’attenzione.
Il ritmo lento potrebbe non piacere a tanti, abituati magari alla velocità con cui succedono gli eventi nei classici young adult, ma in realtà è una caratteristica che ho apprezzato tanto, perché permette di seguire e capire gli avvenimenti in maniera adeguata, approfondire l’introspezione dei personaggi mettendone in mostra luci e ombre, rendendoli comprensibili fino in fondo, anche nelle scelte azzardate, permettendo insomma di seguire lo svolgimento della narrazione senza fretta ma gustandoselo in ogni minimo aspetto e riuscendo in questo modo a dare a ognuno una storyline credibile che riesce a ritagliarsi il suo giusto spazio. Si prospettano sviluppi interessanti, perché tante sono le questioni in sospeso e solo una di queste è quella dell’ambientazione, perché… vi ho per caso detto che ci sono di mezzo anche dei gioielli da dei poteri terrificanti eppure affascinanti e tanti personaggi secondari di cui sappiamo così poco da far venir voglia di saperne tanto di più? Be’, amici, mi sa proprio che vi tocca leggere quello che penso sia uno dei più bei fantasy degli ultimi anni.

«Avevi ragione, Lazarus, prevedo la mia morte, e me ne compiaccio. Ma, prima di
morire, ho intenzione di lasciare il segno, un segno grande come l’oceano di Dio».

4/5
📚📚📚📚

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5 pensieri su “Recensione ~ “The queen of the Tearling” di Erika Johansen

  1. Invece io non ho apprezzato l’ambientazione. L’ho trovato poco credibile e spero che l’autrice abbia una buona scusa per giustificarla! La storia invece mi è piaciuta, anche se ho fatto fatica all’inizio a causa dello stile lento e molto probabilmente perché non era un ottimo periodo per me! Comunque sono molto curiosa di leggere il seguito :3

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    • A me stranamente non ha dato fastidio perché presa da tutt’altro, però sì, spero abbia un motivo, anche perché vorrei sapere mille cose, tipo: perché vivono come nel Medioevo eppure sono nel futuro?
      Non vedo l’ora di buttarmi sul seguito ❤

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