Recensione ~ “Firebird. La caccia” di Claudia Gray

Buon 25 aprile, gente! Sono finalmente riuscita a recuperare una lettura del 2015, visto che è uscito da qualche settimana il secondo volume. Non mi ha particolarmente convinta, come vedrete dalla recensione, ma ho speranze che nel sequel migliori. Voi l’avete letto? Cosa ne pensate?

Firebird la cacciaFirebird. La caccia
di Claudia Gray


TITOLO ORIGINALE: A thousands pieces of you
EDITORE: Harlequin Mondadori [oggi Harper Collins Italia]
TRADUTTRICE: Isabella Polli
ANNO: 2015
PAGINE: 287
La serie Firebird è così composta:
#1 Firebird. La caccia (A thousand pieces of you| #2 Firebird. La difesa (Ten thousand skies above you| #3 Inedito (A million worlds with you)


Marguerite Caine è cresciuta respirando intorno a sé le teorie scientifiche più all’avanguardia. I suoi genitori, infatti, sono due famosi scienziati che sono riusciti a realizzare la macchina più stupefacente di tutti i tempi: il Firebird. Si tratta di un congegno che permette di viaggiare in dimensioni parallele, basandosi sulla teoria che esistono infiniti universi, che sono poi quelli delle possibilità. Ciò che non è stato in questo mondo si è certamente realizzato in uno degli altri. Il padre di Marguerite, però, è misteriosamente scomparso. Sembra che a ucciderlo sia stato Paul, uno degli assistenti, che è poi fuggito impunito in un’altra dimensione, portando via con sé tutti i dati relativi al Firebird. Marguerite si lancia alla ricerca del padre e grazie a Theo, uno studente di fisica che l’aiuta nell’impresa, riesce a ingaggiare una caccia all’uomo pluri-dimensionale, tra una Londra del futuro, una Russia ai tempi dello Zar e un mondo sottomarino… Le vite sono mille. Mille le possibilità. Ma il destino è uno soltanto.



· Recensione ·

«Tu non sei la mia Marguerite. Eppure… lo sei. L’essenza che condividete, la vostra anima, è quella che amo […] Ti amerei in qualunque forma, in qualunque mondo, con qualsiasi passato. Non dubitarne mai.»

Quando questo libro è uscito, ho letto recensioni talmente entusiaste da spaventarmi, facendomi rimandare la lettura per mesi e mesi, finché ho dovuto smettere di farlo per l’imminente uscita del secondo volume della serie. L’ho letto, ne sono rimasta incantata in un senso, ho storto il naso nell’altro. Quello che ci si trova davanti è un libro ben impacchettato, nel senso che si apre con l’aspettativa a mille, data dalla copertina meravigliosa – una delle più belle in questo genere nell’ultimo periodo – e dal parere positivo di tanti lettori, e poi se da una parte questa viene rispettata, dall’altra no. Si parte con premesse fantascientifiche davvero interessanti, ma si finisce dritti dritti nel romance ed è questo a prevalere, a tirare avanti l’azione, quando per me in una realtà in cui gli universi alternativi sono concreti e possibilmente infiniti quante infinite sono le possibilità di scelta e combinazione, l’approfondimento di quest’aspetto sarebbe stato l’ideale. L’universo creato da Claudia Gray è interessante, oltre che affascinante: mondi paralleli, salti da una dimensione all’altra tramite un congegno (il Firebird, inventato dai genitori di Marguerite, per saltare tra le dimensioni, catapultandosi letteralmente dentro il corpo di un’altra versione di sé), incontri con persone che si conoscono e a cui si vuol bene ma che sono completi sconosciuti, balzi rapidi da una Londra futuristica e incantevole a una Russia mai uscita dallo zarismo e dall’atmosfera fiabesca. La magia della costruzione fantascientifica si sente immediatamente, non appena Marguerite compie il primo viaggio – con uno degli assistenti dei genitori, Theo, per vendicare la morte del padre per mano di Paul (altro studenteCattura dei due geni di famiglia e ormai, effettivamente, assieme a Theo, membro di questa) fuggito in un’altra dimensione dopo l’assassinio. Tuttavia, rimane in sospeso, passa in secondo piano rispetto all’altra linea narrativa che è l’amore, il triangolo (o dovrei dire quadrato?) amoroso che catalizza tutta l’attenzione per la quasi totalità del romanzo e lascia, ahimè, poco spazio per tutto il resto. Non sto dicendo che non mi abbia appassionata, anzi, ma il ripetersi di battute e situazioni, l’oscillare perenne della protagonista tra i due/tre ragazzi è frastornante e a un certo punto risulta ripetitivo oltre misura, specialmente perché sembra piuttosto chiaro fin dall’inizio verso quale ago penderà la bilancia. Manca in sostanza l’interesse, nel momento in cui il romanzo ingrana dopo la prima metà, perché tutta l’attesa per svolte epiche, inseguimenti dimensionali e personaggi di volta in volta incapaci di rendersi immediatamente conto di chi sono e dove, è disattesa nell’istante in cui si arriva da Londra si arriva a San Pietroburgo: le descrizioni sono coinvolgenti al punto giusto – anche se forse mai tale da rendere visivamente la magnificenza dei luoghi, finendo per farli apparire un tantino anonimi, riconoscibili semplicemente per due o tre elementi – ma manca l’azione. Tutto staziona per capitoli e capitoli e se la cosa va benissimo A thousand pieces of youall’inizio del romanzo, in cui si costruisce il mondo e presentano i personaggi principali prima di entrare nel vivo della vicenda, a metà storia mi aspetto di venir catturata e lanciata nel vortice degli avvenimenti o perlomeno spero che qualcosa succeda, si sviluppi e mischi le carte in tavola; quel che succede invece mi sembra prevedibile, oltre a essere avventato e “risolto” nel giro di qualche attimo. Non ci si rende quasi conto che avviene che è già passato e ci si rilancia nel romance a piè pari e quel che è, appunto, centrale è l’ingranaggio amoroso, che lascia poco spazio persino alla caratterizzazione dei personaggi principali; ad oggi, ancora saprei dire poco altro oltre al colore dei capelli e dell’aspetto fisico in generale di Marguerite, ma anche di Theo e Paul – con l’eccezione però della versione russa di quest’ultimo -, l’uno l’esatto opposto dell’altro.
Perciò sono combattuta, insomma. È certamente un ottimo inizio per una serie nuova e le premesse fantascientifiche sono buone e interessanti, per cui spero davvero che nel seguito ottengano più spazio e attenzione, visto quanto potenziale ancora inespresso c’è. Per me che vengo attratta come una falena dalla luce dello sci-fi, sicuramente questo costituisce un motivo per andare avanti nel leggere i prossimi due volumi, nella speranza che le zone d’ombra dei personaggi, nella loro dimensione e nel loro corpo ma anche in quelli delle altre versioni del loro mondo e di sé, vengano esplorate maggiormente e si lasci un po’ più in sottordine la questione d’amore, che dopo un po’, se sempre uguale, stufa.

Ho imparato che il lutto è una pietra che affila tutto il tuo amore, tutti i tuoi ricordi più felici, rendendoli lame che ti fanno a pezzi dall’interno. Dal mio cuore è stato strappato qualcosa che non potrà mai essere riempito di nuovo, mai più, non importa quanto tempo avrò da vivere. Dicono che il tempo guarisca tutto, ma anche adesso, meno di una settimana dopo la morte di mio padre, so che è una menzogna. Quello che intendono è che alla fine ci si abitua al dolore. Finisci per dimenticare come eri prima, che aspetto avevi senza cicatrici.
È questo, credo, il passaggio all’età adulta […] Attraversi quella linea la prima volta che cambi per sempre, la prima volta che sai di non poter più tornare indietro.

3/5
📚📚📚

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