Recensione ~ “Chelsea & James” di Giuseppe Cozzo

In queste ultime due-tre settimane non ho un attimo libro da corsi, seminari e convegni da seguire e organizzare, e da brava masochista ci ho voluto infilare anche la tesi per concludere in pari, quindi i ritmo è così serrato che a malapena dormo :/ Fortunatamente però sono tutte cose bellissime e la mancanza di tempo per me o altro non mi sta pensando più di tanto. Mi manca sfogliare i blog che seguo, in realtà, e non vedo l’ora di aver più tempo per poterlo fare. Nel frattempo, mi accontento di aver programmato post per settimane per tenere attivo quest’angolo, tipo con la recensione di oggi. Un libro non consigliato, di più.

Chelsea & JamesChelsea & James
di Giuseppe Cozzo


EDITORE: self
ANNO: 2015
PAGINE: 194


Nel tentativo di perseguire il proprio personale senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato, che li condiziona fortemente. La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire. Scopriranno che allontanarsi da un luogo è possibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili.



· Recensione ·

Quando la musica si ferma, si deve smettere di ballare. Ma noi, eliminando quel vincolo, ci procuriamo una personale forma illimitata di libertà.
La nostra vita è un trucco. Proprio come questo momento.

Ho aspettato un annetto a leggere questo libro, e ora che l’ho finito sono contenta d’averlo fatto, perché so d’averlo scelto nel momento, nel periodo giusti per apprezzarlo ancora di più. E dire che l’ho apprezzato è quasi fargli un torto, per quanto ho sentito ogni singola emozione che provano anche Chelsea e James nel loro viaggio, anche se sarebbe più corretto chiamarlo “fuga”. Dalla polizia, certo, ma anche e soprattutto da quel che si lasciano alle spalle, dal dolore e da due passati che li hanno segnati e non sembravano lasciare via di fuga a nessuno dei due, finché non si sono incontrati per puro caso: James entra in un bar, mangia qualcosa ma non ha abbastanza soldi per pagare e la cameriera, Chelsea, paga per lui. Sembra l’inizio di una storia semplice, no? Invece è l’esatto opposto, perché di facile nella vita di entrambi non c’è mai stato niente e nemmeno la loro storia può esserlo, specialmente se legata indissolubilmente a un crimine dopo l’altro nella fretta di sparire e nel tentativo di difendersi prima, continuare a scappare poi. Ma il prezzo da pagare per farlo è alto, troppo alto, a tal punto da farli cambiare, e legare l’uno all’altra anche più dell’attrazione e della complicità che da subito li tiene uniti. Come se le loro anime si riconoscessero, sapessero di poter esser nude di fronte all’altra senza paura, perché dall’altra parte si ha solo comprensione, e niente pietà. Quel tipo di familiarità che solo persone che hanno sperimentato un dolore sordo e un futuro negato possono sentire. Quel tipo di legame a pelle destinato a durare in eterno. Ma anche che all’inizio si fa fatica a comprendere, o meglio, ad accettare, come quando si ha un pessimo presentimento, si avverte una vibrazione strana e si ha quasi il terrore di andare avanti per paura di non vederlo avverarsi. O almeno, questo è quello che ho provato io leggendo di Chelsea e James senza riuscire a staccare gli occhi dalle sue righe, divorando la prosa del loro scrittore con un’avidità che di rado mi accade d’avere. Incalzante, capace di non lasciare mai un attimo di fiato per riordinare le idee e soprattutto di far entrare nella mente di James, il solo narratore, con una facilità disarmante, a tal punto da sentirne i tormenti come fossero i propri, percepire il lavorio incessante della mente di un ragazzo sbandato che si ritrova, suo malgrado, criminale – punto di vista certamente insolito e coraggioso – ricercato da tutta la nazione, ma anche di assaporarne la cieca speranza,Screenshot_2016-04-14-19-07-18 illusione forse, che tutto si sistemerà. Che anche per loro è possibile una felicità duratura. E in un certo senso mi sono trovata a sperare che fosse davvero realizzabile, che in un universo parallelo il loro incontro abbia portato a uno sviluppo differente che non li ha costretti a macchiarsi di sangue le mani a ripetizione, né a fuggire e a nascondersi come animali braccati, ma soltanto a godersi una vita piena, pegno dell’opacità e delle brutture sopportate in precedenza. Però non è così che va, e le azioni di entrambi hanno delle conseguenze.
È stato un tuffo nell’oscurità, leggere Chelsea & James, ed è stato inaspettato sentire affinità con i suoi protagonisti, capire la loro tristezza e quella voglia di farcela, di farsi beffe del caso e del destino, e riuscire, scavalcare i limiti che si erano imposti, per poi prendere una strada sbagliata e proseguire, non sapendo, né capendo forse nemmeno come fare a tornare indietro, se sia possibile farlo, accettandone ogni risvolto, pagandone ogni errore, proprio e altrui. Né belli né buoni, sono ragazzi ordinari, reali anche nel loro passato che incombe a oscurarne la vita e a segnarli in modo indelebile, e reali nel loro affidarsi ciecamente all’altro, nel legare le loro vite in maniera indissolubile, mai scontata o sdolcinata, quanto semmai piuttosto credibile e, al tempo stesso, doloroso. Doloroso, sì, perché in fondo per me leggere questo romanzo è stato come guardare la strada, vedere due auto che stanno per scontarsi e non riuscire a distogliere lo sguardo. Sai quale sarà l’impatto, quali saranno le ovvie conseguenze con buona probabilità eppure tieni comunque gli occhi aperti, non volti la testa. Ecco, in fondo è questa la sensazione che mi hanno lasciato James e Chelsea. Sapevo che non c’era niente di buono nell’aria dal loro incontro ma dovevo saperne di più, e meno male che ho tenuto gli occhi ben incollati al libro. Mi sarei persa un’opera prima memorabile.

 I fiori possono essere difficili da identificare e comprendere, quando sei cresciuto in mezzo ai coltelli.

4/5
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5 pensieri su “Recensione ~ “Chelsea & James” di Giuseppe Cozzo

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