Recensione ~ “Mior” di Simon Rowd

Ieri vi ho parlato di Drow, oggi sono qui per raccontarvi in anteprima del suo seguito, Mior, uscito oggi in libreria e della cui copia ringrazio per la gentilezza e la fiducia Electa young. Se del primo romanzo vi ho detto di alcune perplessità, di questo posso solo anticiparvi che il passo in avanti è notevole e di non poco conto. Ora però vi lascio alla recensione e scappo, visto e considerato l’orario in cui sto scrivendo (sono sole le 23:45 e domani ho la sveglia alle 5:30, dai! 😦 ).
Buona giornata, amici ❤

MiorMior
di Simon Rowd


EDITORE: Mondadori Electa
ANNO: 2016
PAGINE: 400
La serie Drow è così composta:
#1 Drow | #2 Mior | #3 Untitled


Eric Arden è morto. Lo è per i suoi genitori adottivi, nei ricordi degli abitanti di Skittburg e agli occhi dei drowhunter, che hanno smesso di dargli la caccia. Per sopravvivere si nasconde nella solitudine degradante dei quartieri di Estrielle, dove il suo lato oscuro lo consuma ogni giorno, trascinandolo in un abisso di rancore e violenza. Neppure a Sophie, che conosce la verità e verso cui nutre ancora un amore profondo, è concesso avvicinarlo. Ma quando lei decide di rompere il muro alzato tra loro e di riconquistarlo, una verità tenuta nascosta a entrambi emerge a spezzare per sempre il loro legame: è lei l’assassina inconsapevole di Logan, il vero padre di Eric, strappatogli via subito dopo averlo ritrovato. Incapace di guardare Sophie ancora negli occhi, Eric fugge tra le braccia di Dana, l’affascinante drow con un passato da cacciatrice, riapparsa dal nulla nella sua vita. Nemmeno lei, però, può cancellare il dolore che lo corrode. Solo due occhi violacei, incrociati e persi una notte sulla tomba di Logan, riaccenderanno in lui la speranza. Una parte del suo passato, che credeva perduta per sempre, esiste ancora, avvolta nel mistero: sua madre, Arline, è viva. Costretto a chiedere l’aiuto di Sophie per ritrovarla, nella ricerca Eric scoprirà che la lotta tra elfi e drow nasconde ancora segreti profondi: fantasmi del passato si aggirano in luoghi sepolti da tempo ed efferate creature sembrano tornate per completare un cerchio di sangue che qualcuno ha voluto insabbiare. Ancora una volta, Eric si troverà a combattere per i drow, conteso dall’amore delle due ragazze al suo fianco, ma quando crederà di essere a un passo dalla verità, dovrà accettare che la vita, a volte, è in grado di riservare oscure sorprese.



· Recensione ·

Io sono il mio demone, Sophie. E non c’è nulla che possa fare per cancellarlo.

“Dinamico” è l’aggettivo che più mi balzava agli occhi mentre leggevo Mior e mi facevo un’idea di quello che avrei scritto in questo momento. Non c’erano soste, pause per pensare, tutto si susseguiva rapido a una velocità impazzita, le rivelazioni si rincorrevano per poi esser contraddette, screditate, ribaltate e niente è mai stato certo, perché nell’attimo in cui si pensava di aver risolto la questione, e afferrato il nesso, che lega tutti i personaggi l’uno all’altro, ecco che qualcosa di nuovo incombeva all’orizzonte pronto a minare le fragile fondamenta del senso. A riportarci non al punto di partenza, ma distanti da dove si era, incapaci di cogliere la mossa successiva. Ed è stato bellissimo incappare in un tornado di sensazioni come quelle che mi ha scatenato, a differenza della prima parte del volume precedente, questo romanzo.
Se in Drow si entra piano piano nell’universo fantastico in cui umani ed elfi dividono la stessa terra, i primi – salvo rare eccezioni – all’oscuro della presenza dei secondi, i quali si devono guardare alle spalle non solo da questi ma anche dagli esseri degeneri che considerano i drow, e altrettanto lentamente si sviluppa la personalità di Eric, che dal bello e dannato iniziale mostra le prime crepe nella costante lotta per capire chi è e perché si sente differente dagli altri, in questo romanzo molte delle sue domande trovano risposta, ma altrettante sorgono, a incasinargli ulteriormente la mente e mettendo, di nuovo, a rischio la fiducia che sembrava aver riposto in Sophie e nelle poche persone che considera vicine. Non potendo più fidarsi di nessuno, nemmeno di se stesso, dopo aver scoperto che un suo lato oscuro cerca di emergere e prendere il sopravvento, Eric si ritrova solo. Come prima di incontrare la ragazza che ama, più di prima in realtà, perché ora sa quello a cui è costretto a rinunciare. Per proteggerla. Ed è nella sua solitudine che impara da una parte a conoscersi, dall’altra a lasciarsi andare e fidarsi dei suoi simili, nella ricerca di una vendetta prima e di una redenzione poi. E magari conoscersi ancora di più, entrando persino in contatto con segreti che sono più grandi di lui e di quello che pensavaCattura di conoscere del mondo, segreti che nessuno vorrebbe mai svelare e che a lungo sono stati custoditi, perché parlano di una razza considerata estinta e di qualcuno che agisce contro la sua stessa legge per scopi mortali. Segreti che stavolta coinvolgeranno anche Sophie e mescoleranno ancora le carte in tavola in un finale da mozzare il fiato al cardiopalma.
Ed è questa la cosa che più ho apprezzato in questo secondo volume. Se chiaramente nel primo romanzo si gettano le basi per lo sviluppo, e si sia costretti giocoforza a non rivelare troppo per poi approfondire in seguito, qui tutto – o quasi – viene lanciato nella mischia con lo scopo di ingarbugliare la faccenda, creare un’azione tanto dinamica quanto intrigante in cui niente è mai scontato e tutto subisce progressive modificazioni, in un vortice di colpi di scena che impediscono di staccare gli occhi dalle pagine – e lo dimostra che io l’abbia letto in due ore e mezzo di treno quando avrei pure dovuto fare altro! – e obbligano a volerne di più, a saperne di più. Specialmente ora che, nuovamente, in un finale rocambolesco nuovi antagonisti entrano in azione e capovolgono le certezze, lasciando intendere un futuro, e un terzo romanzo, in cui, come in un ultimo atto, le specie si scontreranno definitivamente per il predominio e la superiorità. E io francamente non vedo l’ora di poterlo leggere, perché, sappiatelo, la serie Drow ha tutti gli elementi che affascinano dello sci-fi e del fantasy americano e che tanto spopolano negli ultimi anni, ma ha dalla sua dei lampi di originalità, sia nella natura stessa dei suoi protagonisti, in evoluzione e mai certa del tutto, sia nello svolgimento che non concede mai tregua e che anzi gioca con lo sgretolamento delle verità non appena ci si abitua a queste. Ed è qualcosa da valutare senz’altro positivamente.

 «Non è la nostra razza o il nostro nome a stabilire chi siamo, siamo solo noi con le nostre azioni, i nostri desideri e le nostre paure». Si voltò verso di lui: «Puoi credere di essere un drow o un umano, convincerti di essere tutte e due le cose insieme. Non cambierà nulla, non cambierà chi sei. Dipende solo da te. Lo scegli tu».

4/5
📚📚📚📚

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2 pensieri su “Recensione ~ “Mior” di Simon Rowd

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