Chi di teaser ferisce

Ho scoperto Sarah Dessen con Ascolta il tuo cuore e mi sono innamorata della sua delicatezza, del modo in cui sa arrivare, scavare nel profondo senza bisogno di renderlo palese o addirittura ostentato. Inutile dire che quando ho saputo dell’uscita di questo romanzo ho dovuto averlo. L’ho iniziato ieri sera e per ora posso solo confermare quello che penso della sua autrice. Ce ne fossero di più così!

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Mentre mi dirigevo verso un camioncino adibito alla vendita di cibo, lanciai un’occhiata al prato dove pranzava Layla, ma le panche erano vuote. Presi un panino al formaggio e una bevanda, poi mi sedetti contro il muro, con lo zaino ai miei piedi. Quindi, feci una cosa che non mi ero permessa di fare da settimane: tirai fuori il telefono, aprii il browser e cercai due parole.
“David Ibarra”.
Un tempo lo facevo quasi ogni giorno. Trascorrevo ore a cercare su internet informazioni su questo ragazzo che non avevo mai incontrato. Avevo scoperto che lo chiamavano “Fratello” perché, secondo uno dei tanti articoli scritti a seguito dell’incidente, trattava tutti come se fossero membri della sua famiglia […] La parte più dura per me era il racconto dell’incidente su Ume.com, in cima alla pagina. Riuscivo a leggere tranquillamente centinaia di commenti pieni d’affetto e di auguri. Invece, quelle poche frasi mi colpivano ogni volta come un pugno allo stomaco.

Nel febbraio del 2014, David Ibarra è stato investito da un autista ubriaco mentre rientrava in bicicletta da casa di suo cugino, e da allora è rimasto parzialmente paralizzato. Questa pagina è dedicata alla sua storia. Lasciate un commento. Grazie per il vostro sostegno.

Rilessi quelle parole familiari sulla bacheca una, due volte. Come se fosse una specie di mantra, un incantesimo per cancellare quanto era accaduto quella mattina con mia madre. Io non avrei mai dimenticato la verità. Per esserne sicura, avevo fatto in modo che diventasse il mio pensiero fisso.
Non erano mancati i brutti momenti nelle settimane successive all’incidente di Peyton, ma uno in particolare mi era rimasto impresso nella mente. Era una frase che avevo sentito mentre scendevo le scale. I miei genitori erano in cucina.
«Che ci faceva un ragazzino di quindici anni in bicicletta alle due del mattino?».
Era piombato il silenzio, poi mio padre aveva detto: «Julie».
«Lo so, lo so. Me lo stavo solo chiedendo».
“Me lo stavo solo chiedendo”. In quel momento avevo capito che mia madre non avrebbe mai ritenuto Peyton responsabile per ciò che aveva fatto. Il loro legame era troppo stretto, troppo ingarbugliato per farla ragionare. Come se chiunque meritasse di essere preso in pieno da un’auto e restare paralizzato. Quasi se la fosse andata a cercare. Per giorni, avevo avuto difficoltà persino a guardarla negli occhi.

Nel febbraio del 2014, David Ibarra è stato investito da un autista ubriaco mentre rientrava in bicicletta da casa di suo cugino, e da allora è rimasto parzialmente paralizzato. Questa pagina è dedicata alla sua storia. Lasciate un commento. Grazie per il vostro sostegno.

 “Me lo stavo solo chiedendo”.
«Ciao».
Alzai lo sguardo, spaventata, credendo per un attimo che avrei visto David Ibarra davanti a me.
Invece era Layla. Quando notò l’espressione sul mio viso, spalancò gli occhi.
«Che hai?».
Deglutii. Poi, per qualche motivo, iniziai a parlare. «Mio fratello è in carcere per guida in stato di ebbrezza. Per colpa sua un ragazzino è rimasto paralizzato. E ora lo odio per questo […] Si chiama David Ibarra. Penso sempre a lui», dissi, guardandomi le mani.
«Ti credo», rispose Layla, in modo deciso. «Lo farebbero tutti».
«È come per te con i volti. Non riesco a farne a meno». Feci un respiro profondo. «Mia madre… sembra che lei non riesca a rendersi conto di quello che ha fatto Peyton. Si preoccupa per lui e di come sta. Mentre mio padre non parla di niente. Ora lei vuole che vada a trovarlo. Io non voglio, affatto. Abbiamo litigato per questo stamattina».
Quando lo dissi, mi resi conto che non avrei mai potuto confidare le stesse cose a Jenn o Meredith. Layla forse aveva già visto il mio viso, ma non sapeva nulla di Peyton, non aveva preconcetti o opinioni su di lui. Diversamente da tutti gli altri nel mio mondo.
«Se non vuoi andarci, allora non devi farlo», sostenne lei. «Di’ a tua madre che non sei ancora pronta».
«Non so se lo sarò mai. Voglio dire, ho sempre voluto bene a mio fratello», affermai. «Ma ora lo odio».
Dall’altra parte del cortile, qualcuno scoppiò a ridere. Due ragazze con la divisa da hockey ci passarono davanti, una era al telefono, l’altra scartava una gomma da masticare. Adolescenti normali e felici che vivevano in modo normale e felice, in un mondo che però non lo era affatto.
Quando uno se ne rende conto, dopo aver vissuto qualcosa che glielo fa capire chiaramente, non se ne può più scordare. Come un volto, un nome. Quando si scopre la verità, quando è dentro di noi, non la possiamo più dimenticare.


Per sempre noiPer sempre noi
di Sarah Dessen


TITOLO ORIGINALE: Saint anything
EDITORE: Newton Compton
PAGINE: 352
ANNO: 2016


Sydney è cresciuta all’ombra del fratello, quasi fosse invisibile. È lui che è sempre stato al centro dell’attenzione, nella sua famiglia. Nonostante i guai che combina. L’ultimo è stato davvero grosso: si è messo al volante della sua auto ubriaco, ha investito un ragazzo e ora sta scontando un periodo di carcere. E mentre i familiari si preoccupano per Peyton, Sydney non riesce a darsi pace per la vittima dell’incidente, attirando su di sé le critiche dei genitori. Le cose per lei cambiano quando, nella nuova scuola che frequenta, fa amicizia con Layla, una ragazza effervescente che presto le fa conoscere la propria famiglia, ben diversa da quella di Sydney. I Chatham sono affettuosi e accoglienti, e stando con loro Sydney si accorge di essere finalmente accettata, apprezzata. Ma sarà l’incontro con il fratello maggiore di Layla, Mac, a fare la differenza. Lui è tranquillo, attento, protettivo, e attraverso i suoi occhi Sydney si sentirà per la prima volta vista, vista davvero.

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