Chi di teaser ferisce

Buonasera, amici! Ho terminato questo libro stamattina mentre andavo a lezione e sento l’urgenza di parlarvene, di scambiare due chiacchiere con qualcuno e non vedo l’ora di poterlo fare. Nel frattempo, se WordPress mi assiste, vi lascio una piccola anticipazione tratta proprio da Al centro dell’universo di Morgan Matson.

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Il tipo che vendeva la birra era in bilico su uno di quei traballanti tavoli da picnic, assieme a una ragazza. Non conoscevo nessuno dei due: ero abbastanza sicura che frequentassero il college a Hartfield.
Ho aspettato un attimo, ma ho subito capito che non mi avrebbe prestato attenzione, perciò mi sono schiarita la voce e ho ordinato: «Ehm, una birra per favore».
«Cinque dollari», ha replicato lui senza distogliere lo sguardo dalla ragazza, neanche quando ho tirato fuori una banconota mezza stropicciata dalla tasca e gliel’ho allungata. Ha indicato i bicchieri rimasti e poi il fusto.
«Grazie», ho detto io prendendomi il bicchiere e raggiungendo il fusto di birra. In quel momento la ragazza è scoppiata a ridere. Sapevo che non stava ridendo di me, eppure ho sentito il cuore partirmi a mille mentre premevo la spina: non me l’ero mai cavata un granché in quelle cose e mi sono praticamente riempita un bicchiere di spuma. Non aveva importanza, tanto per me era solo un modo di ammazzare il tempo. Ho bevuto un piccolo sorso di quella birra calda e dal sapore metallico, e per l’ennesima volta mi sono chiesta quanto a lungo mi sarei dovuta ancora fermare.
Un’ora dopo, mi ero tolta dalla vista di tutti, per non fare più la figura della sfigata che era andata lì da sola. Avevo trovato un posticino tra gli alberi, quelli più lontani dai tavoli su cui nessuno avrebbe osato arrampicarsi, e mi ero seduta, poggiando la schiena contro il tronco, sforzandomi di non piangere. Lo sapevo, ovviamente, che Sloane non c’era, ma in quel momento mi è sembrato più chiaro che mai. Attraversando il Frutteto con la mia birra ho visto gente di scuola, qualcuno mi ha fatto un cenno, ma lo sguardo di molti scivolava su di me, come se fossi diventata invisibile, senza più Sloane al mio fianco. Ho fatto finta di avere un posto in cui andare, e mi sono morsa forte il labbro mentre raggiungevo gli alberi e mi andavo a sedere.
La vita senza Sloane era, quindi, molto peggio di quanto potessi immaginare: si poteva riassumere con l’immagine di me seduta accanto a un albero con un bicchiere di birra, totalmente sola, mentre tutti gli altri se la spassavano con i loro amici. Ho versato la birra sulle radici dell’albero e mi sono alzata. Volevo tornarmene a casa. Mi ero fermata abbastanza da poter spuntare la voce sulla lista di Sloane, anche se non avevo capito a cosa mi sarebbe dovuta servire quella serata, se non a farmi sentire ancora di più la sua mancanza.

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2 pensieri su “Chi di teaser ferisce

    • Io posso solo consigliartelo. Mi è piaciuto proprio tanto, sia nello stile che nella storia in sé. Ma non mi stupisce, adoro da matti i personaggi della Matson, anche per quanto sono “normali”.

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Ciao lettore! Se hai letto il post, mi piacerebbe che lasciassi traccia del tuo passaggio facendomi sapere cosa ne pensi per scambiare due chiacchiere. Ti va?

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