The best and worst books I read in 2015

La fine dell’anno è tra poche ore e quindi perché non fare un riepilogo delle migliori e peggiori letture dell’anno? Ho letto 120 libri quest’anno, un sacco in meno rispetto ai 198 del 2014, ma dopotutto avevo più tempo libero lo scorso anno, quindi non mi lamento, dai. Non è stato per niente semplice scegliere quali letture far entrare nella gloriosa top ten delle migliori e nell’infame top ten delle peggiori, ma ce l’ho fatta e sono abbastanza soddisfatta del risultato. Ovviamente l’ordine, salvo quando espressamente indicato, è casuale.
Aspetto le vostre adesso!

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The best books I read in 2015

RECENSITI

Wonder

Wonder di R.J. Palacio
Il libro più delicato e al tempo stesso intenso letto quest’anno, che sa affrontare con ironia e delicatezza il terribile primo anno scolastico di un bambino affetto da una malattia deformante e il suo entrare a contatto con un mondo cattivo, spietato con chi è diverso, ma anche pieno di gentilezza inaspettata e affetto che sa andare oltre alle apparenze per rendersi tangibile. Il libro per bambini che tutti gli adulti dovrebbero leggere. [Qui la recensione]

downloadThe winner’s crime di Marie Rutkoski
Sequel di The winner’s curse e volume mezzano della più bella trilogia che mi è capitata sotto mano quest’anno, inspiegabilmente ancora inedita in Italia, è quel romanzo che sa intessere nuovi intrecci a una narrazione già fitta e complicata dal precedente volume, ma senza snaturarlo e semmai rendere ancora più approfonditi i dettagli di un universo tanto bello quanto pericoloso e inquietante. [Qui la recensione]

L'ordine della croceL’ordine della croce di Virginia De Winter
Volume conclusivo della serie di Black  friars, è la fine perfetta di un viaggio meraviglioso, epico e indimenticabile, in cui ognuno dei personaggi che conosciamo ha il giusto spazio e concorre a rendere l’intera saga ancora più straordinaria, in cui ogni filo viene intessuto con cura e l’attenzione per il dettaglio la fa da padrona, a cominciare da uno stile superbo che raramente si trova in giro. [Qui la recensione]

Senza nuvole

Senza nuvole di Alice Oseman
A me piacciono gli young adult classici, non quelli mascherati da ya ma che sotto sotto sono dei romanzi rosa. Ecco perché ho apprezzato tanto l’esordio di questa giovanissima autrice: al centro della narrazione c’è il percorso di crescita di Tori, raccontato con una crudezza e una verità che poche volte riconosco, attraverso pensieri e comportamenti difficili da digerire ma drammaticamente autentici tipici di quel periodo difficile che è l’adolescenza. [Qui la recensione]

Ascolta il tuo cuore

Ascolta il tuo cuore di Sarah Dessen
Altro ya classico che preferisce puntare i riflettori su un personaggio principale e sulla sua maturazione. Ci si trova, infatti, di fronte un romanzo di formazione in piena regola, che cresce piano piano con la sua protagonista, ti trasporta all’interno delle vicende narrate con una delicatezza disumana, mostrandole per quel che sono senza mezzi termini, con una franchezza che in alcuni punti mi ha stupita e me lo ha fatto amare incondizionatamente. [Qui la recensione]

NON (ANCORA) RECENSITI

La stradaLa strada di Cormac McCarthy
XXX

XXXX

XXXX

XXXX

Tiger LilyTiger Lily di Jodi Lynn Anderson
Voglio rileggerlo, dargli il giusto spazio, prima di recensirlo per bene ma questo è stato uno dei primi libri letti quest’anno e uno che più mi è piaciuto. Anche se è dolorosamente bello, ma probabilmente proprio per quello. Ha saputo catturare lo spirito delle creature fantastiche e malevoli nel quale è nato Peter Pan di Barrie ma soprattutto creare un’eroina meravigliosa. Dura, caparbia e tenace, ma dal cuore anche tenero e fragile.
Spero solo che arrivi presto anche in Italia, abbiamo bisogno di libri così.

Dov'è finita Audrey?Dov’è finita Audrey di Sophie Kinsella
Non me lo aspettavo un libro tanto intenso da quest’autrice, devo ammetterlo. Sono abituata a considerarla la mia lettura da relax e quindi mi ha piacevolmente sorpresa la sua prima prova con lo young adult. Superata a pieni voti. Perché, finalmente, finalmente!, ho trovato qualcuno che parla di malattie senza renderle dei vezzi, trattandole con delicatezza e il giusto tocco e, soprattutto, senza la risoluzione magica dell’amore.
Pollici su alla grandissima per questo romanzo di cui vi parlerò prestissimo.

Tutte le volte che ho scritto ti amoTutte le volte che ho scritto ti amo di Jenny Han
Io ho odiato con tutta me stessa la precedente trilogia di quest’autrice, per cui se vi dico che qui è tutta un’altra storia potete starne certi. Abbiamo di fronte un’adolescente che si comporta e parla come tale, delle situazioni realistiche e divertenti, una caratterizzazione consapevole e attenta, una prosa nettamente migliorata. Insomma, devo scriverne una recensione perché posso solo dire cose belle di questo romanzo.

Principe azzurro per un giornoPrincipe azzurro per un giorno di Kasie West
Mi sono divertita da matti a leggere questo libro e mi sono pure commossa. Nonostante un titolo raccapricciante che fa presagire solo cose noiose e già viste, troviamo in realtà un romanzo piacevole con dialoghi davvero carini e soprattutto una maturazione lenta, persino dolorosa in alcuni punti, come è proprio quella traumatica dell’adolescenza.
Devo scriverne qualche parola in più, già.

MENZIONI PARTICOLARI

Ci sono dei libri che ho recensito, altri no, che però meritano di essere citati: Still star-crossed di Melinda Taub, A un passo dalla vita di Thomas Melis, Solstice. L’incantesimo d’inverno di C.E.A. Bennet, Noi due ai confini del mondo di Morgan Matson, Il mio splendido migliore amico di A.G. Howard, Io, Romeo e Giulietta di Rebecca Serle, Il re di picche e la regina di cuori di Angelica Cremascoli, Storia di anime gemelle di Tabata Baietti e L’importanza di chiamarsi Cristian Grei di Chiara Parenti (di cui vi parlerò a breve).

The worst books I read in 2015

RECENSITI

AfterAfter di Anna Todd
Ho già scritto tanto su questo romanzo ed eleggerlo come il più brutto dell’anno è d’obbligo. Ecco le motivazioni: perché è scritto male, malissimo, con frasi sconclusionate e metafore e/o similitudini buttate a casaccio senza curarsi di trovare un senso che le sappia reggere e senza alcuna descrizione né cura dei dettagli più basilari per la costruzione di un mondo narrativo, tant’è che i personaggi non presentano alcun approfondimento di nessuna sorta e non si denota alcuna trama che possa chiamarsi tale; perché è di un bigottismo esagerato ed esasperato che promuove l’idea di due tipi di donne contrapposti che non posso condividere, una mentalità maschilista che fa male a chiunque lo legga e non se ne renda conto; perché la violenza non è mai amore ed è sbagliatissimo promuoverla come tale. [Qui la recensione]

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Mai più senza di te di Rachel Van Dyken
Commedia degli equivoci di bassa lega, con espedienti già visti ormai triti e ritriti, quel che manca a questo romanzo, oltre a un buon editing già nella versione originaria, è la presenza dei suoi protagonisti, che finiscono in realtà per essere solamente delle marionette mosse da una nonna scaltra e senza freni che a me dà solo un senso di grottesco micidiale anziché far sorridere, un po’ come un cinepanettone che non fa sbellicare nessuno o le risate registrate in una sit-com anni ’90. [Qui la recensione]

la confessione

La confessione di Jodi Ellen Malpas
Il manuale del perfetto stalker e della sottomissione della donna perpetrata tramite lavaggio del cervello mascherato da sveltine simil-stupro: così si sarebbe dovuto chiamare questo libro. Mi ha inquietata, così tanto che ancora ricordo cosa ho provato leggendolo, e dubito fosse quello che voleva l’autrice. Leggere di una donna che accetta tutto da un tipo appena conosciuto, che la pedina, la chiude in casa, le usa violenza fisica e psicologica, che viene riconosciuto come un eroe romantico persino dall’amica di lei e che viene osannato semplicemente per del sesso – ma avrei da discutere su questo – mi ha davvero dato il voltastomaco. [Qui la recensione]

La prima volta che ti ho incontratoLa prima volta che ti ho incontrato di Pippa Croft
Una protagonista che sembra uscita da una fanfiction scadente (bella ma non sa di esserlo, bionda, ricca, goffa al punto giusto per permettere l’immedesimazione, convinta di essere al centro del mondo), dei personaggi maschili che sono l’apoteosi del ridicolo, cavernicoli che sanno solamente menare le mani e buttarsi sulle donne come lupi affamati e in calore, una trama che si porta avanti solo con futili litigi di coppia volti solamente al chiarimento a suon di scene di sesso orribili e per di più con orrori grammaticali che nemmeno un bambino alle elementari commette. [Qui la recensione]

Love & the cityLove & the city. L’amore ai tempi dell’Expo di Lidia di Simone
A cominciare da un titolo che rimanda all’Expo che viene disatteso, quel che abbiamo di fronte è un romanzo scialbo, che ripete gli stessi schemi consolidati fino alla noia e che ha al suo centro delle mere macchiette incapaci di elevarsi a veri personaggi, inseriti addirittura solamente nei momenti in cui sono funzionali alla narrazione per poi sparire nel dimenticatoio e ricomparire al bisogno di una prosa spenta e che pecca di banalità. [Qui la recensione]

NON (ANCORA) RECENSITI

odiare amare baciareOdiare amare baciare di Ella Gai
Premetto di aver letto la versione self prima che Newton Compton la rilevasse e ne facesse un edito (e quindi magari le cose lì sono cambiate, non posso saperlo ma me ne accerterò appena posso), ma ho trovato ripugnante leggere di una ragazza vittima di abusi che sfoga la sua giusta rabbia non sul suo carnefice ma sulla vittima successiva. Ho provato a spiegarmela come un meccanismo psicologico tra vittima e aguzzino, ma non avendo riscontrato un grande approfondimento psicologico del personaggio principale non ci sono riuscita granché. Aspetto di leggere la versione editata per parlarvene meglio però.

All-improvviso-la-scorsa-estate-sarah-morganAll’improvviso la scorsa estate di Sarah Morgan
Tornare nel Vermont, d’estate, non è stata un’esperienza piacevole come avevo pensato. Ho un ricordo invece opposto del primo romanzo di questa serie, mentre di questo solo un gran dispiacere. Il problema non è che è brutto, quanto piuttosto ripetitivo: ripete cose già viste, già dette, scene che si anticipano con facilità e senza nemmeno troppa inventiva e soprattutto che diventa anche noioso leggere. E io con un chick-lit non voglio annoiarmi.

Cotugno_Amami per un estate_300X__exactAmami per un’estate di Katie Cotugno
Credo d’aver odiato ogni parte di questo romanzo e francamente non so se mai ve ne parlerò, quel che vi basti sapere per ora è che va benissimo una protagonista che cambia umore più dei vestiti e si incasini la vita con le sue stesse mani, combinando un pasticcio dietro l’altro, ma per lo meno che sappia crescere e ricavare qualcosa da tutto quello che ha combinato mi sembra il minimo. Qui invece no, tutto torna alla normalità e non si sa cosa sia cambiato dall’inizio.

Quanto ti ho odiatoQuanto ti ho odiato di Kody Keplinger
Per Bianca, tutte le altre sono delle troie. Lo dice lei, e io volevo soltanto metterle un calzino in bocca o bloccarle le rotelle del cervello per farla stare zitta. È stato irritante leggerla, a dir poco, perché ha un’altissima opinione di sé e chiunque non sia come lei automaticamente non è all’altezza né un essere umano degno. Ecco, no, non posso farcela quando mi trovo davanti protagoniste di questo tipo. Devo assolutamente scriverne una recensione.

una meravigliosa bugiaUna meravigliosa bugia di Jamie McGuire
Il realismo se ne va sgommando in questo libro. Capitano cose che solamente in un romanzo di serie B, i problemi che da tutta la vita assillano la protagonista si risolvono con una bacchetta magica sotto mentite spoglie e in una maniera ridicola, impossibile da prendere sul serio. Se ci aggiungiamo che in poco più di cento pagine troviamo tre personaggi che hanno lo stesso nome, cosa che crea solamente confusione, capirete che ve ne parlerò il prima possibile dopo aver letto gli altri due e concludere la serie.

MENZIONI PARTICOLARI

Tra i romanzi che invece non mi sono piaciuti avrei dovuto anche citare Ti lascio ma restiamo amici di Molly McAdams, Ho imparato ad amare di Lia Riley, Nothing left to lose di Kirsty Moseley, Ricordati di sognare di Rachel Van Dyken e Untouched di Lauren Hawkeye. Non posso dire che i due di Colleen Hoover (Le confessioni del cuore L’incastro (im)perfetto) stiano tra questi ma la delusione è cocente.

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E voi, amici, quali sono le vostre migliori e peggiori letture dell’anno? Qual è il libro che più vi ha colpito e quello che più avete detestato?

Vi mando una caterva di baci ma soprattutto vi auguro un anno meraviglioso, pieno di gioia e affetto, di bei libri e ricordi memorabili. Di tutto cuore a ognuno di voi.
Felice anno nuovo, amici,
che possiate ottenere tutto quel che più desiderate.

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2 pensieri su “The best and worst books I read in 2015

Ciao lettore! Se hai letto il post, mi piacerebbe che lasciassi traccia del tuo passaggio facendomi sapere cosa ne pensi per scambiare due chiacchiere. Ti va?

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