New adult cliches that really get on my nerves

Nuova lista, oggi! Ancora il wifi fa un po’ quel che vuole e nel frattempo, in pausa studio, ho pensato di pubblicare un’altra puntata dei luoghi comuni che più mi danno sui nervi (nella speranza che magari l’anno prossimo diminuiscano). Stavolta l’attenzione, dopo gli young adult, si sposta sul new adult: se avete suggerimenti o qualcos’altro da aggiungere, sono tutt’orecchi!

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1 – Like a virgin touched
for the very first time

Ovvero, la ragazza vergine che prende fuoco se un ragazzo le sfiora per sbaglio un braccio con un filo del suo maglione. Ci sta che una ragazza (o un ragazzo) arrivi vergine all’università, non c’è niente di male e dopotutto sono scelte. Quel che mi perplime è il balbettamento, l’arrossire se solo le si rivolge la parola, il diventare goffa come Pippo, il fatto che tutti se ne rendano conto prima ancora che parli (perché veste con gonne al ginocchio e non si trucca, oh, è chiaramente vergine!): non succede perché sei vergine, amica, ma perché sei socialmente awkward. Ti capisco, sai, ma fa qualcosa: leggerti è una continua fonte d’imbarazzo. Della tua verginità alla gente non interessa, sappilo: se è un problema è perché tu ce lo hai fatto diventare vedendolo come tale.

2 – I’m sorry, are we on
Criminal minds again?

Il passato traumatico. Sì, d’accordo, l’ho scritto anche nel post sugli young adult ma mai come in questa categoria di romanzi se ne trova di ogni sorta: genitori morti (suicidi o uccisi poco cambia) o scappati con l’amante, lo stupro o tentato tale che accomuna un po’ tutte quante le protagoniste, il padre o la madre alcolista/eroinomane o semplicemente assente e menefreghista, i fratelli, spesso quelli più piccoli, martoriati nei peggiori modi da autori sadici. Dio, che angoscia.

3 – How strange: they’re all tatted up

Dove ti giri, sono tutti tatuati. Sì, capisco che ce ne sono a bizzeffe di persone tatuate e ne incontriamo ogni giorno ma mai come in un college di un romanzo new adult troverete tanta gente piena di tatuaggi, di ogni tipo, su ogni parte del corpo, a tal punto che Fedez sembrerà un pivello. Insomma, più che in un campus pare di stare a una convention sui tatuaggi.

4 – God, Karen you’re so stupid!

Ed eccolo qua: l’incontro-scontro. Io sono goffa oltre ogni possibile immaginazione, riesco davvero a inciampare sui miei piedi, ma se c’è una cosa che ogni goffa sa bene è il dover prestare doppia attenzione a dove si mettono i piedi onde evitare figuracce colossali in pubblico. Quindi, è mai possibile che due protagonisti debbano sempre incontrarsi scontandosi e facendo volare caffè, libri e quant’altro? Non esistono altri modi? Che ne è stato della sana e innocua stretta di mano? E poi, perché lei deve sempre scambiare il povero cristo di turno con un tronco d’albero? Ma ti pare che l’addome di un uomo assomiglia a un albero? Ma cosa hai toccato finora, figlia mia, gli alberi della tenuta di famiglia mentre fumavi marijuana credendo fossero schiere di aitanti giovanotti?

5 – You look like my next mistake

Chiaramente la vergine del punto uno con chi andrà a fare coppia? Ma col tipo che si è fatto tutto il campus e non si sa come sia ancora immune da una qualsiasi malattia a trasmissione sessuale (visto che probabilmente usa quando proprio deve il preservativo). Ovviamente non succederà in modo semplice: prima devono litigare perché lui le dà della frustrata sessuale e lei del maniaco depravato, accapigliarsi perché un po’ si piacciono ma non possono dirlo e si vergognano. E sì, lui sarà il suo primo, ma mica avevamo dubbi, no?

6 – What are you, two?

Alzi la mano chi di voi a vent’anni o poco meno si metteva a far scommesse con gli amici all’università per portarsi a letto qualcuno o baciarlo. Seriamente, su. Io mi domando che razza di gente frequenta chi scrive queste robe. Perché dovrebbero far cose così? Non hanno altre cose a cui pensare o con cui divertirsi? MA LA DROGA? Questi devono tornare all’asilo, quando si scommetteva di riuscire a far canestro con le palline di carta o a beccare la maestra col purè spiattellato sul cucchiaio da lontano [per la cronaca: l’ultimo è vero e ho fatto centro].

7 – Love will conquer all

I ragazzi problematici non appena si innamorano, o poco dopo – ché altrimenti è troppo ovvio – guariscono miracolosamente: riescono a dimenticare passati torbidi che li tormentavano, possono dormire notti intere quando prima si svegliavano ogni due ore urlando, non hanno più crisi di panico o attacchi d’ansia quando prima erano la costante che scandiva le giornate.
Oh, amici, io vorrei davvero potesse esser così e che l’amore, di qualsiasi tipo esso sia, possa salvare. In un certo senso lo fa, ma non basta uno schiocco di dita, purtroppo.

8 – You go, cowgirl!

Può mai essere che la vergine di cui sopra, quando lo fa col tizio, senta solo un leggero fastidio, un bruciore che passa in tipo un istante, perché, oh, lui è bravo, ha esperienza, sa come si fa e visto che lo ama allora passa in secondo piano il dolore. E dopo i due fatidici secondi di un dolorino sordo che nemmeno si sente più di tanto, ecco che da imbranata cronica che nemmeno aveva mai dato un bacio abbiamo dinanzi la regina del rodeo.
Ah-ha proprio credibile.

9 – Smell like teen spirit

Quel momento imbarazzante in cui la tizia con l’ormone in subbuglio inizia a disquisire dell’odore del tipo: non ha mai un odore normale – anzi, spesso sa di bucato fresco, mi dicono – e, persino dopo che ha corso due ore, non puzza; no, al massimo, sa di pino. Ma io mi domando: tu che ne sai di come profumano i pini? Li sniffi abitualmente? Non è una cosa che ti fa guadagnare punti se lo dici a voce alta, io ti avverto. Ma la parte migliore è quando ci viene detto che profuma “di lui”: ma dai, guarda che è proprio una roba strana che non avrei mai detto!
E, oltre all’odore, il sapore. Quando i due si baciano, ci dobbiamo sempre sorbire quel che lei sente nel bacio. Mi spiego: sigaretta, retrogusto di dentifricio, cioccolata appena mangiata, il pandoro del Natale 2010, le patatine alla paprika e i popcorn del cinema di due settimane prima. Ma oh, non puoi godertelo senza ammorbarci così? Ma, soprattutto, sei sicura si lavi i denti?

10 – Go bring a lawsuit against
your parents, young lady

E ultimi: i nomi strani. Non possono chiamarsi Hannah, Kate o Jane, no. Le protagoniste dei new adult devono avere nomi come Auburn, Dahlia, Tally, Lucinda e via dicendo. E oltre al nome ridicolo che mi farebbe intentare una causa contro i miei genitori non appena possibile, hanno soprannomi scemi usati dal tipello di turno che le schernisce e pensa pure di essere simpatico continuando a dirlo con la ripetitività di un bambino che impara una parola nuova. Mi sto sbellicando dalle risate, vedi?

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2 pensieri su “New adult cliches that really get on my nerves

  1. Ahaha strepitoso questo post!! Sono tutte cose che ho sempre pensato anch’io, soprattutto il punto n.4,.. Ma dico, è mai possibile che in ogni libro i protagonisti si conoscano scontrandosi? Per non parlare dell’ultimo punto.. Odio anch’io i nomi strani dei protagonisti, che irritazione mi danno certe volte!

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    • Ma poi non si fanno mai male con tutte le craniate e botte che si suonano? Io minimo ruzzolerei dalle scale e mi spaccherei un osso!
      Per quanto riguarda il nome… non è che se si chiamano con nomi particolari sono per forza di cose particolari, cari autrici!

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