Recensione ~ “L’estate dei segreti perduti” di E. Lockhart

Prosegue la mia opera nel cercar di scrivere le recensioni di (quasi) tutti i romanzi letti nell’ultimo anno o che mi son scordata di recensire lo scorso, e oggi è il turno de L’estate dei segreti perduti di E. Lockhart, un romanzo di cui mi son innamorata perdutamente nell’estate 2014 e che ho voluto a ogni costo cartaceo. Be’, in realtà, lo avevo vinto a un giveaway ma non mi è mai arrivato… Già. Ho l’edizione stampata in occasione di #ioleggoperché, comunque, e la cosa mi va più che bene!


L'estate dei segreti perdutiL’estate dei segreti perduti
di E. Lockhart


TITOLO ORIGINALE: We were liars
EDITORE: De Agostini
TRADUTTORE: Simone Mambrini
ANNO: 2014
PAGINE: 315


Da sempre la famiglia Sinclair si riunisce per le vacanze estive su una piccola isola privata al largo delle coste del Massachusetts. I Sinclair sono belli, ricchi, spensierati. E Cady, l’erede di tutta la fortuna e di tutte le speranze, non fa eccezione. Ma l’estate in cui la giovane Sinclair compie sedici anni le cose cambiano. Cady si innamora del ragazzo sbagliato e ha un incidente. Un incidente di cui crede di sapere tutto, ma di cui in realtà non sa nulla. Finché, due anni dopo, torna sull’isola e scopre che niente è come sembra nella bellissima famiglia Sinclair. E che, a volte, ci sono segreti che sarebbe meglio non rivelare mai.



· Recensione ·

Qui non ci sono criminali.
Non ci sono drogati.
Non ci sono falliti.
I Sinclair sono atletici, alti, belli. Siamo una facoltosa famiglia di stirpe democratica. Abbiamo sorrisi smaglianti, menti squadrati e un temibile servizio a tennis.
Non importa se i divorzi straziano i muscoli dei nostri cuori. Non importa se il fondo fiduciario si sta esaurendo e le fatture inevase si accumulano sul ripiano della cucina. Non importa se i flaconi di pillole affollano il comodino.
Non importa se uno di noi è perdutamente, disperatamente innamorato.
Un amore così estremo da richiedere un rimedio altrettanto estremo.
Siamo Sinclair.
Nessuno di noi è spiantato.
Nessuno commette mai errori.
Passiamo l’estate su un’isola privata al largo delle coste del Massachussets.
E forse non vi serve sapere altro.

Non mi aspettavo tanto da questo libro, devo ammetterlo. Quando l’ho aperto credevo di essere di fronte a un classico young adult di cui ormai sono diventata dipendente, e invece mi sono ritrovata a leggere quello che a tutti gli effetti sembra l’inizio di una storia banale, già letta e vista – ovvero l’idillio di Cady, quindicenne che trascorre le sue estati nell’isola privata di famiglia, con la mamma, i nonni, le zie, i loro figli e un branco di scodinzolanti Golden retriever – ma che lentamente lascia il posto a piccole, inesorabili fratture: infatti, nell’estate numero 15 qualcosa cambia; la fotografia di una famiglia bellissima, biondissima e stereotipo dell’American way of life sfoca per lasciar posto a misteri che si infittiscono, liti a voce bassa che avvengono nel cuore della notte, ricordi che cominciano a scivolare via e non si riesce a trattenere. Tutto era perfetto, prima, sull’isola, vero e proprio mondo a parte precluso a chiunque non faccia parte della famiglia e aperto a questi tutti assieme soltanto d’estate, in cui necessariamente, si ritrovano tutti a contatto e i nodi di vite che vivono separati per i restanti nove mesi dell’anno vengono al pettine, mostrando come sotto l’oro non ci sia niente di luccicante ma soltanto silenzi, rabbia, gelosie e malattie che si finge di non vedere. QualcosaPhotoGrid_1450712975726 che i Bugiardi – Cady, i cugini Mirren e Johnny e il fratellastro di lui, Gat – non avevano mai notato prima. E qualcosa che Cady, ritornata ormai diciottenne sull’isola senza ricordi dell’ultimo periodo e senza capire perché non sia riuscita a mettersi in contatto con gli altri ragazzi ma con l’ostinata voglia di dar via tutto quello che possiede e al contempo cercare di capire perché i suoi amici vivano quasi separati dal resto della famiglia sul Paradiso privato, come mai la maestosa casa dei nonni sia stata abbattuta e sostituita con un edificio nuovo, perché nessuno si prende la briga di spiegarle cosa succede. Ed è solo affrontando i suoi ricordi, quello che è successo nella fatidica estate numero 15, che potrà ricostruire le fila di quel passato che a distanza di tre anni ancora le sfugge e non riesce a ricordare, quegli istanti di oblio che farmaci ed emicranie le rendono oscuri e inaccessibili.
Persi nel buco dei ricordi di Cady, si cerca di trovare un senso, qualcosa che spieghi tutti i perché senza risposta e di collegare i tasselli che pagina dopo pagina vengono lanciati alla rinfusa nel mucchio, senza la possibilità di cavarci un filo logico o di tirarne le fila ma mescolandoli sempre più, fino a far sentire l’angoscia della perdita dei ricordi della protagonista, il suo non capire cosa nascondano tutti i segreti dell’isola e dei suoi abitanti estivi. Fino a una risoluzione tagliente, che toglie il fiato e spiazza, rifiuta categoricamente di dar certezze: inevitabile ma non per questo meno intenso, semmai l’opposto.
Probabilmente L’estate dei segreti perduti è un libro ostico, se si è abituati a leggere libri che hanno uno stile più diretto, più vivace: qui la prosa è semplice, We were liarsfatta di frasi brevi e decise, che però rendono la narrazione ricca di suspense, vera e propria seconda protagonista per la quasi totalità del romanzo, in un rincorrersi di frammenti e spezzoni che ritornano dal passato per non chiarire niente. Ed è quello il bello, o almeno quello che io ho trovato tale: non amo i thriller, mi stufo facilmente di cercare di collegare i puntini e non veder mai la forma prender vita fino alla fine, ma in questo caso non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine, nel tentativo di ricostruire un mosaico che non si lascia vedere finché Cady non ricorda e nel frattempo si è costretti ad affidarsi a lei, a una dei Bugiardi. E quasi ci si scorda che tutti mentono, che i ricordi di Cady sono offuscati, che guardiamo attraverso i suoi occhi e ci mancano i dettagli ma anche gli eventi. Quasi ci si scorda che da un romanzo non ci si aspettava un viaggio tanto grandioso quanto doloroso, in cui ci si ritrova a ricordare non solo sul primo amore, ma anche a riflettere sul valore delle apparenze, sulla ricchezza e la conquista del potere; sul perdono. Un’escalation tanto dolorosa quanto meravigliosa di un libro al cardiopalma, che non dà tregua né certezze, ma mette in dubbio ogni nuova scoperta fino all’arrivo di un finale inaspettato.

La vita è meravigliosa quel giorno.
Noi quattro Bugiardi, uniti come siamo sempre stati. Come lo saremo sempre. Non importa se andremo all’università, se diventeremo grandi, se ciascuno di noi si farà una vita per conto proprio, se io e Gat staremo insieme o no. Ovunque andremo, ci ritroveremo per sempre sul tetto di Cuddledown House a guardare il mare. Questa è la nostra isola. In un certo senso, qui resteremo giovani per sempre.

4/5
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2 pensieri su “Recensione ~ “L’estate dei segreti perduti” di E. Lockhart

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