Chi di teaser ferisce

La trottola impazzita sulla quale sono finita nelle ultime giornate mi porta a scrivere questo post a un orario che è meglio non dirvi per conservare un minimo di dignità ma ci tengo a tenere il blog aggiornato quanto più posso, per cui veniamo direttamente al teaser di oggi. Non sono appassionata di self, devo ammetterlo, perché spesso e volentieri sono un campo minato di orrori e poca sostanza, ma certe volte capita di trovare qualcosa di davvero bello ed è il caso di oggi, per mia fortuna.
Passate una bellissima giornata, amici! ❤
Ps: entro posso prometto di rispondere ai commenti in arretrato. Oggi proprio non riesco, sigh!

chi di teaser ferisce

Chi di teaser ferisce è una rubrica inventata dal blog Should be reading col titolo teaser Tuesday ma che io ho pensato di rendere casuale. Posterò quindi una citazione del tutto spoiler-free dal romanzo che sto leggendo e vi invito a fare lo stesso per scambiarci letture e invogliarci a prendere in considerazione nuovi libri!

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Salii la scalinata che conduceva all’ingresso con il cuore in gola. Denis era venuto a prendermi, le mie certezze finivano lì. Il tono beffardo con cui mi aveva risposto, quando l’avevo avvisato del mio ritorno, mi aveva messo i brividi. Temevo di tornare a Bologna per fare la conta dei danni di un rapporto compromesso e irrecuperabile.
In mezzo al via vai delle persone che affollavano la stazione impiegai diversi minuti prima di scorgerlo sotto un monitor, intento a scrutare il tabellone dei treni in arrivo.
«Se ti hanno dato buca, mi propongo per un abbraccio di benvenuto» azzardai.
Ero agitata come al primo appuntamento. Di più.
Denis si girò sorpreso, con un accenno di sorriso. Durò un attimo, poi svanì, nascosto dietro un’espressione impassibile.
«Ci sono sempre per una bella ragazza. Qualcuno potrebbe prenderla male ma rischierò» mi abbracciò per semplice cortesia, nemmeno l’ombra di un bacio. «Prendiamo un taxi» allungando la mano, mi invitò a porgergli il bagaglio. «Passiamo agli studi, i ragazzi sono impazienti di rivederti e dobbiamo discutere di alcune cose con Sten» mi fece strada verso l’uscita, barricandosi dietro gli occhiali da sole.
«Anche io ho voglia di rivederli» cedendo sul finale, la voce provò a giocarmi un brutto scherzo.
Lo seguii chiusa nel cappotto, le mani calcate nelle tasche alla ricerca di una protezione da quel freddo improvviso, la sua indifferenza.
Aspettando in fila, si accese una sigaretta.
«Ormai sei di casa a Milano.»
«Parli di questo?» feci un passo indietro, indicando il trolley e il suo contenuto. «Cristina mi ha trascinato a comprarmi qualcosa perché quello che avevo ormai camminava da solo.»
«Ricordo, non hai avuto tempo di fare molte cose.»
Le parole mi morirono sulle labbra. Benché volessi tornare indietro con tutto il cuore, non potevo farlo.
«Denis, non girarci attorno. Se devi dirmi qualcosa, fallo» lo incoraggiai, con le unghie piantate nei palmi.
Un taxi bianco si fece avanti, fermandosi con una frenata morbida. L’autista scese e aprì il bagagliaio, fissandoci con sguardo interrogativo.
«Andiamo» Denis gettò la sigaretta appena iniziata e salì.
Lo seguii come un automa. Dietro una facciata di apparente contegno, ero distrutta. Quello che stavo vivendo era il finale che non viene raccontato. Ero giunta al termine della mia favola, una favola triste, una favola finita male. Durante il viaggio scambiammo a malapena due parole. Arrivati agli studi, vedevo quel silenzio come una benedizione. Con il groppo che mi aveva preso la gola non avrei spiccicato parola, mi sarei sciolta in un pianto patetico, calciando via quel poco di dignità che mi restava. Salutai Stefano e i ragazzi, sedetti in disparte in fondo alla stanza fingendo di seguire la discussione.
«Isa, mi accompagni in bagno?» chiese Caterina, scuotendomi per un braccio.
Annuii, non cercavo che una scusa per uscire di lì […]
«Si può sapere che cazzo succede? Sembra di stare in piena guerra fredda. Tu hai una faccia da funerale e Denis è nero.»
«Credo che sia troppo tardi» asciugai le lacrime col dorso della mano, piagnucolavo senza riuscire a trattenermi.
«Di che parli?»
«Hai visto come mi tratta. Ho rovinato tutto, se non ci fosse stata questa riunione probabilmente non ci avreste nemmeno visti insieme.»
«Non dire stronzate!» spazientita, mi colpì sulla testa. «E ora finiscila di piangere.»
«Non sono sciocchezze.»
«Conosco Denis e credimi, per lui è tutto tranne che finito. Suonava fino a non reggersi in piedi. Si aggirava per gli studi con il cellulare incollato in mano, credo che ci dormisse perfino, perciò non dirmi che per lui è finita. In queste settimane ha reso la vita difficile a tutti. Un paio di volte ho pensato che lui e Julien venissero alle mani. Devo continuare?» Caterina snocciolava l’elenco dei danni.
«Forse si è reso conto che non ne valgo la pena.»
Scosse il capo con un sorriso lungimirante sulle labbra.
«Ora fa il duro, ma non ha vissuto bene la tua partenza, non sa gestire le separazioni. Credo che abbia scoperto che si può fare a meno di tante cose ma non si può rinunciare al cuore, quello è essenziale per vivere.»
Annuii, perché era esattamente quello che provavo quando lui era lontano.
«Credi che mi voglia ancora?»
«Senza ombra di dubbio. E se così non fosse, lo farò rinsavire a forza di calci nel culo» aggiunse, strappandomi un sorriso.

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La mia musica sei tuLa mia musica se tu
di Alessandra Angelini


EDITORE: self
ANNO: 2015
PAGINE:  552


È difficile essere all’altezza di un padre che è un’istituzione. Lo è per Isabella, cresciuta in una famiglia dove dimostrarsi inappuntabile non è una scelta, ma un dovere. Essere quello che gli altri si aspettano però non è sinonimo di felicità. Il tradimento del suo fidanzato storico le fa capire che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita, trasferirsi a Bologna e cambiare sede di studi sono i primi passi in questa direzione. In una notte che cambia tutto, Isabella conosce Denis, estroverso, vitale, l’antitesi del suo mondo. E in quella notte con lui, infrange tutte le regole. Tatuato e batterista in una punk rock band, i Bad Attitude, Denis non è il genere di ragazzo che possa portare a casa. Ma quando lui è l’unica persona che ti fa stare bene, ti fa sentire giusta, cosa sono le convenzioni? Quando i problemi con la band e una famiglia invadente si fanno seri, l’amore e la passione per la musica basteranno ad aiutarli a realizzare i loro sogni?

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Un pensiero su “Chi di teaser ferisce

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