A titolo di esempio

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A titolo di esempio è una rubrica da me creata in cui, in maniera casuale, proporrò tre romanzi mettendo a confronto i titoli originali e quelli che hanno assunto in traduzione, cercando di capire quanto siano scelte azzeccate. E in cui spetta a voi l’ultima parola col sondaggio finale! 

 

Terzo appuntamento con una delle mie rubriche preferite. Ci ho messo un po’ a riprenderla, ma ce l’abbiamo fatta. Il problema è che volevo renderla settimanale, ma avendo ancora poche recensioni qui (e odiando parlare di qualcosa che non ho recensito/approfondito sul blog), ho aspettato di averne qualcuna in più. Sto valutando se renderla bisettimanale o forse mensile, di modo da avere più materiale a disposizione, ma bando alle ciane, partiamo coi risultati dell’ultimo sondaggio: i titoli in questione erano Le coincidenze dell’amoreStai con me in ogni respiro Il tuo meraviglioso silenzio. È stato quasi un plebiscito: l’orrore della traduzione di Hopeless non ha avuto rivali e dubito che la cosa vi stupisca. Sono decisamente d’accordo con voi.

Cattura

Lo straordinario mondo di Ava LavenderTitolo italiano: Lo straordinario mondo di Ava Lavender
Titolo originale: The strange and beautiful sorrow of Ava Lavender
Traduzione dell’originale: Le strane e belle sofferenze di Ava Lavender

The strange and beautiful sorrows of Ava Lavender
Questo è uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni e il titolo italiano perde tanto di quello che l’originale invece ha. Non c’è il dolore, che, quasi, diventa uno dei protagonisti del romanzo, accompagnando le tre donne della storia lungo le loro vite. Sì, il mondo di Ava Lavender è straordinario, perché lei lo è, così come tutta la sua splendida famiglia matriarcale ma soprattutto è doloroso. Doloroso, strano, bellissimo. Tre aggettivi che insieme descrivono alla perfezione il significato dell’intera narrazione. E, soprattutto, “sorrows” è legato inscindibilmente a un personaggio, mette in piedi un gioco di parole che è centrale nel romanzo: toglierlo è, insomma, assurdo.

 

Mai per amore

Titolo italiano: Mai per amore
Titolo originale: Bully
Traduzione dell’originale: Bullo

Bully

Lo è, un bullo, il protagonista di questo romanzo. Lo è sotto ogni aspetto e, sebbene si cerchi di giustificarlo con un passato tormentato, poco cambia. Jared è un bullo, così come Tate ne è la vittima preferita. Metter la parola “amore” nel titolo è sbagliato, e molto. Di amore, se ce n’è, ne troviamo davvero poco, risicato, come quelle briciole di affetto che Tate accetta e che io ancora non riesco ad accettare, invece.
Propendo per il titolo originale: lì, quel che si mette in mezzo (e poco conta come, al momento) è ben evidente e non volutamente mascherato.

 

Cancella il giorno che mi hai incontrato

Titolo italiano: Cancella il giorno che mi hai incontrato
Titolo originale: Bad Romeo
Traduzione dell’originale: Cattivo Romeo

Bad Romeo

Ho il prurito a leggere il titolo italiano. Questa volta non semplicemente per la sua traduzione che è alquanto discutibile, quanto per il suo non essere corretto grammaticalmente. Alla stregua di Jovanotti, che ormai usa il “che” con qualsiasi subordinata e tanto fanno molti altri, anche all’ufficio marketing della Fabbri pensano che possa andare. Il fatto è che non è così. Ricordo una lezione di storia della lingua italiana con una professoressa, cruscante per di più, in cui si discuteva e si riconoscevano usi estesi di questa congiunzione sempre più frequenti. A me disturba, all’orecchio suona malissimo e viene voglia di strappare la copertina e darle fuoco, in verità. Forse un giorno suonerà normale, dopotutto la lingua è fatta da chi la usa e non da chi ne scrive le grammatiche, ma per il momento diciamo che è un grande no. Anche se, rispetto all’originale, toglie quel “bad” che a Ethan secondo me non sta troppo calato bene addosso. Certo, è vero che dà qualche falsa speranza a Cassandra ma è anche vero che la ragazza sogna a occhi aperti mondi interi partendo dal niente e arrivando ad allungar mani dove non batte il sole quando lui dorme. Be’, se ci riflettiamo, a generi inversi, l’avesse fatto lui, tutti l’avrebbero condannato: ma qui lo fa una timida e pudica ragazza che col sesso non ha dimestichezza, per cui fingiamo di dare la colpa a Ethan e chiamiamolo cattivo.
Sono incerta, insomma. Se l’italiano è davvero orrendo e urticante, l’inglese getta l’intera colpa su Ethan e non è giusto. Non è un cattivo Romeo, per il semplice fatto di aver rifiutato delle avances.  Non so scegliere, quindi lascio a voi la parola finale!

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6 pensieri su “A titolo di esempio

  1. Ah, ecco. Quindi non sono l’unica a pensare che Bad Romeo (anch’io mi rifiuto di chiamarlo in quel modo) in italiano sia scritto scorretto? A volte mi fanno venire dei dubbi. Una pensa che, dato che ci troviamo davanti una grande casa editrice, tutto quello che esce dalle loro penne sia corretto e si fida (erroneamente).
    Comunque ho votato anch’io per questo. Terribile.

    Liked by 1 persona

    • Anche io ho avuto un attimo di dubbio quando lo lessi, perché hai ragione, pensi che una case editrice non commetta errori grammaticali così palesi, non in copertina almeno… E invece! Andai direttamente da Mirya a chiedere se era o meno sbagliato da quanto non capivo!
      Uno dei più orridi che abbia mai visto, mamma mia

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