Recensione ~ “Storia di anime gemelle”, di Tabata Baietti

Quando leggerete questa recensione sarò sveglia dall’alba letteralmente, per prendere un treno prestissimo e infilarmi in quella giungla cosmopolita che è l’Expo, nell’unico probabilmente giorno di ferie che riuscirò a ritagliare. Ma ci tenevo a lasciarvi il mio parere su questo libriccino, così tanto piccolo eppure così intenso, e ad augurarvi un bellissimo fine-settimana, all’insegna del caldo da sopportare ma soprattutto del relax!

13173371_10209247971661599_1648204725950399687_oStoria di anime gemelle
di Tabata Baietti


EDITORE: Self
Anno: 2016
Pagine: 122


“Se esistono le anime gemelle, questa storia parla di loro. E se il destino è già stato scritto, la loro storia è andata esattamente come doveva andare.”
A volte il fato è clemente. Capita che trovi la tua anima gemella dall’altra parte della strada. Non la stavi cercando, e non volevi trovarla, ma poi eccola lì. Sola e fragile, arrampicata sul tetto di una casa nel silenzio della notte.
Altre volte, ancora più rare, capita che le due metà di una mela siano gemelli. Così vicini e così simili che sembrano una persona sola. Sono, una persona sola. E ciò che il Destino ha unito, l’uomo non osi dividere.



· Recensione ·

Scoprì, in quell’esatto momento, dopo così tanti anni, che quelle notti silenziose erano state sufficienti a unirli ben più saldamente di qualsiasi abbraccio, di qualsiasi parola. In quel momento, non avrebbe mai voluto lasciarla andare. Non era più un ragazzino impaurito dalla crudeltà della vita, era diventato un uomo. Adesso sapeva come proteggerla, sapeva che avrebbe potuto offrirle una vita migliore. Già una volta l’aveva lasciata andare, permettendo che fosse qualcun’altro a prendersene cura, a renderla felice. Quello che, all’improvviso, desiderava più di ogni altra cosa era non commettere di nuovo lo stesso errore.
E allora prese la sua mano.

In medias res, così veniamo lanciati nelle esistenze di Matt e Heidi, e di Sam che pur non essendo presente c’è sempre. Non si capisce subito quel che succede, si ha l’impressione di essere in un sogno fumoso, con la nebbia che ancora non si dirada e impedisce di cogliere appieno ciò che sta succedendo. Ed è una nebbia che perdura, che travolge e circonda i pezzi che l’autrice ha sparso qua e là e che devono essere rimessi assieme per avere un’immagine nitida, completa. Lo si fa lentamente, assaporando la magia di vite disastrate che in passato hanno conosciuto la felicità, l’hanno assaporata avendo accanto la propria anima gemella. Sam che lo era per Matt, il fratello gemello, così legati l’uno all’altro eppure così speculari, tanto voleva Sam arrivare sopra le nuvole e le stelle e guardare dall’alto la vita scorrere al di sotto, tanto Matt inseguiva la linea del tramonto macinando chilometri ed esperienze magnifiche sotto le suole e negli occhi. E Sam che l’anima gemella lo era anche per Heidi, colui che le aveva regalato la favola dopo una vita spesa a pensare di non meritarla, talmente bello da non sembrare vero, quell’amore destinato a durare per sempre, di cui tutti parlano e tutti ammirano.
Ma Sam non c’è più e niente lo riporterà indietro, nemmeno la disperazione della sua perdita, nemmeno il pentimento per essere in qualche modo responsabili, nemmeno l’accettazione di una vita spenta che non avrà più la sua luce e che merita soltanto il buio del tormento, dell’odio di sé, fino allo stordimento e alla distruzione. Perché questo solamente ottengono i peccatori, due che han ceduto a un istante, o forse hanno assecondato il destino. Poco importa, in fondo, adesso che Sam non c’è più a loro la felicità è negata. Conta allora procedere lungo la fine, abbracciarne  i contorni e assaporarne ogni grammo, che sia sotto forma di alcool o droga non fa differenza, l’importante è consumarsi, bruciare sempre più finché non rimarrà che un corpo degradato dall’abuso di sostanze e che aveva visto tempi migliori, la cenere di un’esistenza conclusa prima ancora che sia davvero giunto il suo termine. E allora che tutto bruci, che giri laIMG_20150801_174234 stanza oppure la testa, lo sballo sia il padrone di ogni giorno e il sonno diventi quel limbo in cui sprofondare per impedire alla mente di sentire altro dolore perché questo solamente sono convinti di meritare Heidi e Matt, lasciati sulla terra a vivere una vita senza l’altra metà della loro mela, ma, al tempo stesso, anima gemella dell’altro lungo una via sterrata di silenzi che han parlato più di mille parole e han saputo far compagnia quando il tetto era l’unico riparo possibile per Heidi e quando quel tetto diventava il solo capace di starle accanto, prima dell’arrivo di Matt e dei suoi silenzi capaci di abbracci e carezze che la facevano sentire meno sola, meno vittima di una vita che le era piombata addosso nel peggiore dei modi per un bambino. Pur sempre amore, il loro, sbagliato e autodistruttivo quanto solo un amore condannato fin al principio può esserlo e pur sempre totalizzante, fino all’estremo, fino alla tragica fatalità di una decisione da cui non si torna più indietro.
Sembra non esserci via di fuga, per loro, che in realtà nemmeno la cercano, abbracciando il loro fato con ferma determinazione, anche quando questo li condurrà inevitabilmente all’ultimo capitolo delle loro vite, eppure quel che sembra spesso non corrisponde al vero e rende questo romanzo un inno alla vita. Suona strano dopo tutto quello che ho detto? Storia di anime gemelle, è vero, è il racconto disperato di due anime devastate e disperate che rincorrono la morte finché questa non si avvicina loro, consapevoli e coscienti di cosa li aspetta, vittoriosi, anzi, di quel che otterranno, ma è anche la storia di una rinascita, che prima di essere raggiunta deve passare attraverso l’oblio, la negazione della vita e l’abbrutimento più totale, per risorgere più grande, più luminosa di prima. Per guadagnare il perdono ed essere salvata. C’è speranza, una luce in fondo al tunnel che si accende nel momento meno sperato, quando tutto sta precipitando e corre a perdifiato verso i titoli di coda, e c’è vita. Perché le fiamme sanno bruciare ma sanno anche lavar via il passato, far spazio al nuovo, perché cresca più rigoglioso di prima e sappia accettare quel che l’attende, seppur non nei piani e richiesto. C’è un messaggio di felicità nascosto tra le righe di un addio, quando tutti i puntini concorrono a formare il quadro complessivo e finalmente si può smettere di tirare il fiato trattenuto per tutta la lettura. E non avrebbe potuto essere che così, perché si possa infine accettare il destino e quel che comporta. E poi c’è la mia sorpresa, perché la verità, amici, è che a un esordio così non ero preparata: lo stile di questo racconto è qualcosa che non si trova ogni giorno. Poetico e veloce, conciso e diretto, in una terza persona onnisciente che tutto sa e tutto vede e talvolta lascia il posto a una prima persona che si rivolge direttamente all’altro o a quel narratore che tutto muove dall’alto, dirige a suo piacimento i movimenti dei burattini di cui tiene le fila e che credono di potergli sfuggire scioccamente. Al destino non si scappa, ci dicono Matt e Heidi, e forse qualche volta è opportuno fare come loro e corrergli direttamente incontro. Quel che è certo è che, onirico, sorprendente e capace di tenervi incollati alla furia dei pensieri e delle azioni descritti, questa sorta di flusso di pensieri alternati che è Storia di anime gemelle non potete proprio lasciarvelo scappare.

Ho pensato di poterti salvare, con la stessa facilità con cui tu hai salvato me, tanto tempo fa. Ho sperato di poter allungare una mano, e ho sperato che tu l’avresti afferrata. Ma, lo so, non puoi salvare qualcuno che non vuole essere salvato. Non posso allungarti un biglietto sul tetto di casa tua e dirti che meriti di essere felice. Perché la verità è semplice. Meritiamo di bruciare per sempre nelle fiamme. Noi due insieme, peccatori senza morale.

4/5
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2 pensieri su “Recensione ~ “Storia di anime gemelle”, di Tabata Baietti

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