Recensioni · “Meno male che ci sei”, di Maria Daniela Raineri, “Tutta colpa di New York”, di Cassandra Rocca, e “Lo sbaglio più bello della mia vita”, di Kate Cotugno

Ho accumulato così tante recensioni in arretrato che, per forza di cose, nelle prossime settimane troverete il blog bombardato di mini recensioni come quelle di oggi, perché: 1. la mia OCD mi spinge a voler recensire TUTTO quello che leggo, facendomi sentire in colpa se non lo faccio; 2. in fondo, mi va di parlarvi anche di quei libri che non mi hanno entusiasmata né irritata, quei libri che lasciano il tempo che trovano ma di cui non ho proprio voglia di scriver le solite recensioni chilometriche. E quindi, eccoci qui, tre libri letti – tenetevi forti – l’estate scorsa. Uno via l’altro.
Vi auguro un inizio di settimana iper-piacevole, miei cari ❤

534978886061GRA_1_227X349_exactTitolo: Meno male che ci sei
Autrice: Maria Daniela Raineri
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2007
Pagine: 322

A diciassette anni, Allegra si sente invisibile: i suoi genitori la trascurano, le compagne della nuova scuola non socializzano e Gabriele la tratta come una sorellina. Lei, Gabriele se lo sogna di notte. Invece Luisa, che ha trentacinque anni, si sente soffocare. È single, è tormentata da un mutuo trentennale e divide il suo affetto tra le due uniche amiche e l’amante. Part-time, perché ovviamente è sposato. Allegra e Luisa non si conoscono, finché un incidente non le fa incontrare. E se all’inizio si trovano costrette a una tempestosa convivenza, finiranno per scegliersi come migliori amiche.

Sono stata spinta verso questo libro dall’irrefrenabile voglia di capire cosa potesse contenere di così meraviglioso per far sì che l’ex del mio ragazzo continuasse a spedirgli da anni citazioni tratti qua e là dalle sue pagine ma, nonostante avesse dalla sua il mio non aver letto niente per cinque giorni e aver un assoluto bisogno di inchiostro e parole stampate, non l’ho capito.
Alice è una ragazzina che diciassette anni li ha solo sulla carta d’identità, odia la sua famiglia come il novanta per cento delle adolescenti che si rispetti ed ha una cotta dalla notte dei tempi per Gabriele; Luisa, invece, è l’altra, l’amante del padre di Allegra, il classico esemplare di donna innamorata che si convince che lui lascerà moglie e figli per stare con lei. Alice e Luisa conducono vite separate, finché i genitori della ragazza, partiti per un safari che avrebbe dovuto essere tacitamente una riconciliazione o la fine del loro matrimonio, muoiono e lei si ritrova a vivere dai nonni. E scopre dell’esistenza di Luisa. In un rocambolesco e inspiegabile paio di pagine, le due si ritrovano a vivere insieme, coinquiline per compassione o necessità, e a dividere pensieri, compagnia e amicizie. Gli avrei dato tre stelle, quelle che riservo a quei libri che trovo carini ma che non mi lasciano nessuna emozione permanente, letture disimpegnate nei momenti di noia o stallo; ma non ho potuto. Alice, fin dall’inizio, si presenta come dotata di un’alta stima di sé, pronta a giudicare chiunque e a guardare dall’alto verso in basso chiunque incroci il suo cammino. Lo si può accettare, trattandosi di un’adolescente, che ha appena perso le figure genitoriali che dei veri genitori non sono mai stati, se non che utilizzi la loro morte come scusa per comportarsi egoisticamente, a proprio piacimento, solo per il gusto di ferire chi l’ha sempre e solo protetta e aiutata. Luisa e Gabriele, per l’appunto, grazie ai quali non ho strappato ogni pagina per farci degli aeroplanini. Avrei voluto vedere Alice crescere, maturare, ma ho come l’impressione che quella scintilla di egoismo che prende il sopravvento nei momenti in cui vede tutto nero non si sia spenta del tutto.

Voto: ❤ ❤

18779575Titolo: Tutta colpa di New York
Serie: Tutta colpa di New York #1
Autrice: Cassandra Rocca
Editore: Newton Compton
Anno: 2013
Pagine: 206

Fare un regalo non è sempre facile. Lo sa bene la giovane Clover O’Brian, che in qualità di personal shopper aiuta i suoi clienti nell’ardua impresa di scovare doni speciali. Natale è alle porte, New York è in fermento e Clover, da sempre innamorata dell’atmosfera natalizia, si gode il periodo dell’anno che preferisce. Cade Harrison è un uomo molto fortunato. È un attore di Hollywood bello, ricco, famoso e amato. Anche il successo, però, ha i suoi lati negativi: appena uscito da una relazione disastrosa con una collega, Cade sente il bisogno di rifugiarsi in un luogo poco frequentato dalle star, lontano da occhi indiscreti e soprattutto dai paparazzi! E allora accetta volentieri di trascorrere le feste a New York, nella casa che gli presta un amico. Ma il caso vuole che la villetta in questione si trovi proprio di fronte a quella dove vive Clover che, fino a quel momento, gli attori hollywoodiani li ha visti solo sul grande schermo. E così due vite, apparentemente inconciliabili, inciamperanno l’una nell’altra nel periodo più romantico dell’anno. Basterà la magia del Natale a far scoccare la scintilla?

Sì, ve lo dico io, sì. Basta una spruzzata di neve, le lucine intermittenti sopra i portici delle case e la meraviglia che solo quel periodo dell’anno sa portare. Sarà che l’estate scorsa, quando l’ho letto, non assomigliava minimamente a quello che doveva essere ma aveva le forme di un autunno anticipato che talvolta lasciava il posto a un inverno piovigginoso, ma leggere di una New York ricoperta di bianco che aspetta eccitata l’accensione dell’albero del Rockefeller Center non è stato per niente strano. Ciononostante, non ho saputo amarlo come avrei pensato. Non disdegno romanzi il cui finale si intuisce dall’incipit, se non direttamente dal titolo, i cui personaggi sopra le righe e divertenti al punto giusto mi lasciano sempre un sapore zuccheroso sul palato, ma stavolta non c’è stato il colpo di fulmine. Tutta colpa di New York ha ai miei occhi la parvenza di una fanfiction non ben sviluppata, avviluppata in situazioni così irreali e talvolta noiose da non riuscire ad accettarle come figlie del genere a cui fanno riferimento e nella quale muovono passi incerti personaggi le cui azioni sono campate in aria così come i loro discorsi. Non so, non sono riuscita ad apprezzarlo come hanno fatto tutte e un po’ mi spiace.

Voto: ❤ ❤

569978882005HIG_2_227X349_exactTitolo: Lo sbaglio più bello della mia vita
Titolo originale: How to love
Autrice: Kate Cotugno
Traduttrice: Simona Mambrini
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2014
Pagine: 288

Questa è una storia d’amore. Ma non è la solita favola. Non parla del primo bacio. Non parla del primo appuntamento. Non parla del colpo di fulmine che arriva a un tratto ad aggiustare tutto. Parla di Reena, che da sempre è innamorata di Sawyer e pagherebbe per un suo sguardo. E parla di Sawyer, che un giorno all’improvviso si accorge di lei e la trascina in una storia bellissima, tormentata, imprevedibile. E un altro giorno all’improvviso se ne va, senza una parola, lasciandola sola con i suoi sedici anni, i suoi sogni infranti e una bambina in arrivo. Reena voleva andare all’università, girare il mondo, diventare una scrittrice. Invece abbandona la scuola, resta in città e diventa mamma. Una scelta coraggiosa, di cui non si pentirà mai, perché la piccola Hannah è la cosa più bella che le sia mai capitata. Anche se nei suoi occhi rivede ogni giorno quelli del ragazzo che le ha spezzato il cuore. Poi, dopo tre anni, ecco che Sawyer torna dal nulla a sconvolgerle l’esistenza. Proprio quando Reena stava provando a vivere una nuova storia, proprio quando stava mettendo in pratica tanti buoni propositi (essere forte, odiarlo, dimenticarlo), lui è di nuovo lì, con quelle labbra e quelle mani irresistibili, pronto a incrinare la sua rabbia e il suo orgoglio, a far riaffiorare quel sentimento che lei ha fatto di tutto per spegnere. Così. Come se il cuore di Reena fosse un giocattolo da smontare e rimontare. Come se fosse scontato perdonare e concedere una seconda possibilità. Come se per imparare ad amare fosse necessario farsi del male. Sbagliare e riprovare. Come se Reena e Sawyer stessero vivendo una vera storia d’amore.

 

Lo sbaglio più bello della mia vita, titolo ridicolissimo e stentata parafrasi di How to love, è uno di quei libri che sembra aprire pagine di possibilità che non vengono sviluppate per rimanere sospese nell’indefinito, una sequenza di interessanti punti di sospensione che sarebbe stato bello veder prendere vita. Ma, nonostante questo, non mi è dispiaciuto: mi ha tenuta compagnia, scaldandomi con la prevedibilità della sua narrazione in un pomeriggio pieno di tensione e distraendomi dal resto del mondo, per lasciarmi perdere nella carta stampata; mi accontento di poco, alle volte, allo stesso modo in cui a Reena basta rivedere Sawyer per capire che i due anni passati senza lui al fianco erano solo una copia sbiadita e mal fatta della felicità, perché felici senza l’amore della propria vita non si può esserlo propriamente. È un rapporto accennato il loro, piatto come la carta dal quale prende vita, incapace di entrarti sotto pelle e spingerti a patteggiare per il loro lieto fine, di quelli che ti scordi non appena concludi l’ultima pagina e che certo non rientrerà tra i tuoi preferiti. In fondo, devo ammettere che non mi hanno toccato nemmeno le tragedie che inevitabilmente negli young adult si succedono a perdita d’occhio. Come se tutto sfumasse e non avesse contorni ben definiti. E forse proprio per questo lo classificherei come una lettura rilassata che piacevolmente svuota la mente nei pomeriggi di noia, quando non si ha niente di meglio da leggere e non si vuol concentrarsi un po’ troppo.

Voto: ❤ ❤ ❤

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