Oops I did it again!

Ho questo irrisolvibile problema per il quale non ci si può fidar di me nei pressi di una libreria e mi si deve attendere anche ore nel malaugurato caso in cui riesco a entrarci. Non so come se ne esce, han provato qualsiasi terapia, anche quell’orribile cosa che è la povertà dello studente borsista con un contratto a chiamata, ma vi giuro che non fa effetto. Non importa quanto ci si provi, guarire è praticamente impossibile, per cui chi vuole avere a che fare con me deve esserne cosciente e accettarne le conseguenze. Non è per tutti, alcuni lo capiscono, altri storcono il naso. Quel che vi garantisco è che se davvero è una malattia, non credo ne esista una più bella.
A che si deve questo sproloquio senza capo né coda? Al lancio di una nuova rubrica – tanto perché ne ho poche! – in cui ho deciso di riversare gli ultimi acquisti e regali letterari che mi son stati fatti o mi concedo. Pronti per una full immersion che vi farà venir voglia di metter mano al portafoglio a tempo record?
IMG_20150605_183418Shopping selvaggio e compulsivo degli ultimi tre-quattro mesi:
– Tutto ciò che sappiamo dell’amore, di Colleen Hoover – acquistato in una disgraziata domenica mattina in cui mia madre ha ben pensato di spedirmi alla Coop per comprare quel che aveva scordato facendo la spesa… Ah, ingenua! Vendono libri anche lì, già.
– Forse un giorno, di Colleen Hoover – se non erro è frutto sempre dell’ingenuità di mia mamma nello spedirmi al supermercato.
– Il mio splendido migliore amico, di A.G. Howard – piccolo bottino di un paio d’ore trascorse alla Feltrinelli in stazione a Santa Maria Novella nell’attesa del treno e di un’amica.
– Senza nuvole, di Alice Oseman – come sopra. Mi chiamava, voleva che io lo portassi con me. Non si abbandonano i cani, si può forse lasciare i libri alla stazione?
– Le sintonie dell’amore, di Colleen Hoover – acquistato sempre alla Coop, ha una gradita sorpresa sul retro copertina: una citazione tratta dalla recensione dell’Annina di Please another book, unica italiana tra le quattro presenti (vedere per credere); potevo forse lasciarlo lì?
– Will ti presento Will, di John Green e David Levithan – in edizione tascabile, a prezzo stracciato, come potevo lasciarlo alla Mondadori solo soletto?
– Raven boys, di Maggie Stiefvater – edizione economica, anche questa, intercettata per puro caso all’IBS e immediatamente abbracciata e portata con me in cassa.

IMG_20150605_183050Omaggio della Fanucci, ancora da leggere e programmato non appena finirò gli scritti a fine giugno, nella speranza di averli passati, poter dedicarmi agli orali di luglio e aver allo stesso modo tempo per dedicarmi a leggere qualcosa che sicuramente sarà piacevole: Virtnet runner. Il giocatore, di James Dashner, autore che mi ha tenuto compagnia l’estate scorsa e a cui sono particolarmente legata. Il motivo è presto spiegato: con lui ha preso vita il club del libro e con lui ho condiviso la lettura, qualcosa che non avevo mai fatto, con quattro donzelle meravigliose.
Inutile dire che spero di avvicinarmi alla nuova fatica dello zio Dash con loro!

IMG_20150605_182943Omaggi dei rispettivi autori:
– Die for me, di Amy Plum – ancora mi devo prendere a pizzichi per indurmi a credere di esser stata contattata dalla Plum per una traduzione e aver ricevuto in cambio il libro autografato e due bookplate. No, non ci credo.
– Storia di anime gemelle, di Tabata Baietti – una delle mie prossime letture, regalo di una ragazza che definire carina è decisamente poco. Me ne sentirete parlare a breve, assicurato!
– Chelsea & James, di Roberto Giuseppe Cozzo – altro romanzo che non vedo l’ora di leggere, a cui mi dedicherò non appena avrò smaltito quelli arrivati prima e il tempo degnerà di essere un po’ di più. Nel frattempo, vi dico, sul web troverete solo pareri positivi. Come sopra, non vedo l’ora di leggerlo!

IMG_20150605_183847Il mercatino dell’usato dell’IBS, nel quale è facilissimo trovare un sacco di libri a 2 e 4 euro, oppure novità a metà prezzo se non meno. Tappa settimanale obbligata.
– Raccontami di un giorno perfetto, di Jennifer Niven – era aprile, quando sarei dovuta essere a Milano per incontrarla. Era aprile quando decisi che le mie priorità – soprattutto economiche – erano altre. Ciò non toglie che sia da mesi stato uno dei libri che più ho voglia di leggere. Pagato la bellezza di 5 euro, posso forse lamentarmi visto che raramente compro cartacei di libri che non ho ancora letto?
– Il trono di ghiaccio, di Sarah J. Maas – altri 5 euro per un primo volume di una saga strepitosa che ne vale di più.
– Il confine di un attimo, di J.A. Redmerski – adoro i road trip, ho apprezzato in particolar modo questo e voglio assolutamente dimenticare il suo sequel. 2 euro e passa la paura.
– A un cerbiatto assomiglia il mio amore, di David Grossman – 2 euro, eh già. Rinuncio volentieri a un paio di caffè per Grossman.
– La rivelazione, di James Dashner – l’ultimo dello zio che mi mancava per completare la serie, impossibile frenarmi dal portarlo a casa, specie se me lo stanno praticamente tirando dietro a 4 euro.
– L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, di Rachel Joyce – non l’ho letto, ne ho sentito parlare così tanto che per un prezzo bassissimo ho deciso di dargli fiducia. Anche perché la cover in rilievo è una delle più belle che ho visto ultimamente!
– Novemila giorni e una sola notte, di Jessica Brockmole – dietro consiglio di un’amica, non appena l’ho visto, per i soliti 4 euro, ho dovuto farlo mio. Era doveroso, so che mi capite.
– L’uomo che credeva di non avere tempo e La donna che non poteva essere vera, di Guillaume Musso – ne sento dire solo cose belle, erano lì in coppia che mi chiamavano, occhieggiavano coi loro 2 euro a copia: potevo dire no?

IMG_20150605_183144E infine lui.
Non il mio amore peloso e coccolone, ma L’estate dei segreti perduti, di E. Lockhart, regalatomi tramite la splendida iniziativa – un po’ meno splendida la sua esecuzione  – #ioleggoperché. Avevo vinto questo libro, nell’edizione De Agostini, a gennaio in un give-away e mai mi è stato spedito (non temete, solitamente i blogger sono persone meravigliose che tengon fede alla parola data), perciò con l’amaro in bocca ho talmente assillato su quanto lo volessi che, alla fine, qualcuno ha per deciso di regalarmelo e tapparmi la bocca. Non mi lamento mica!

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Questi dunque gli ultimi arrivati a Ceelandia, con sommo orrore dei miei familiari e mia invece inarrestabile gioia. Ditemi, avete lo stesso problema? Avete deciso come me di soccombere, alzando bandiera bianca e assecondando la compulsività o ancora pensate di poter vincere la lotta?
Vi do appuntamento a domani, con la rubrica sulle prossime uscite, tanto per rimanere in tema!

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