Book blog awards and stuff

Non è stata una settimana semplice, quella che si è appena conclusa, e non lo è stata nemmeno la fine di quella precedente. Avrei voluto nascondermi solamente sotto le coperte, crogiolarmi nel mio dolore e piangere fino a non aver più lacrime e addormentarmi; invece, non so in che modo, ho fatto esattamente quello che avrei dovuto fare: ho pianto, eccome, ma ho anche sorriso nei momenti di incoscienza quando si attenuava quel vuoto che sentivo dentro da giorni e non mi son lasciata andare. E sono fiera di me, perché sono cresciuta così tanto nell’ultimo anno da poter esser riuscita a camminare a testa alta con la morte nel cuore. A voi manco interesserà, ma sentivo il bisogno di scriverlo qua, per non dimenticare di cosa sono capace se solo lo voglio. Ad ogni caduta, corrisponde una risalita, no? È un po’ questo il motivo per il quale sono qui, ma non solo. Perché devo dire grazie anche a voi, soprattutto a voi per questi bannerini che vedete qua affianco. Faccio fatica a crederci, e so principalmente a chi rivolgermi per la vittoria, ma è sempre un piacere vedere il proprio lavoro apprezzato. Ho sempre il terrore che la scarsa, talvolta inesistente, autostima che mi porto dietro possa esser letta come falsa modestia, perciò non vi dirò quel che mi passa per la mente da quando l’ho saputo, né quanto ci fossero persone più meritevoli. Mi limiterò a dirvi GRAZIE e a darvi appuntamento al mese prossimo per una piccola, piccolissima sorpresa. Tutto questo mi sembra assurdo, ancora, ma un modo di ringraziarvi devo pur trovarlo, no? Se ci aggiungiamo che tra meno di un mese, compio gli anni, avete il quadro della situazione. Vi ho avvisati, eh!
Ma veniamo alle ciane odierne! Per motivi di cui sopra, in settimana non ho dato tanto peso a niente e mi son scordata di rispondere alle domande dei Liebster Award 2015. Eh, lo so, vedete che non sono per niente una blogger organizzata? Ad ogni modo, ringrazio di cuore per la nomina Pam e Alex de Il cibo della mente, Pastozza di Pastozza in the books, la Chiù di Chiaraleggetroppo, la Clau de La ghiandaia imitatrice e l’Annie di Please another book.

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Il Liebster Award è un premio che viene conferito ai blogger al semplice scopo di farli conoscere in rete. I blog nominati avranno a loro volta il compito di conferire il premio ad altri blog, e così via. In questo modo ci sarà la possibilità di conoscere, magari, qualche angolino ancora inesplorato, o qualche blog nato da poco. Visto e considerato che i miei blog preferiti han già ricevuto nomination e sono solamente io che me ne occupo con un ritardo mostruoso, mi limiterò a rispondere alle cinquanta domande che mi son arrivate e a chiedervi la pazienza di sopportarle.

Da Pam e Alex de Il cibo della mente

Perché hai deciso di aprire un lit-blog?
Dopo una chiacchierata, al volo, senza rifletterci poi troppo. Mi son state dette forse le parole giuste, forse avevo bisogno di qualcuno che mi indicasse la via, forse solamente di un posto nel quale vomitar parole per iscritto anziché tenerle per me o far scoppiare la testa all’unica persona che ho attorno disposta a lasciarmi blaterare. Fatto sta che, più che un blog, lo vedo come un progetto, un gradino in più sulla scala che voglio salire.
Come recensisci un libro? Sull’onda delle emozioni del momento, subito dopo averlo letto, oppure dopo ore e ore di accurate revisioni di quello che hai scritto?
Scrivo di getto, l’ho sempre fatto e probabilmente lo si nota. Ma rileggo centomila volte quello che butto giù: WordPress tiene conto delle mie revisioni finché si stufa di conteggiarle e non le numera più. Il mio problema è l’esser pignola: odio gli errori di ortografia, ho bisogno di aver davanti un qualcosa che grammaticalmente sia sensato prima, e, successivamente, abbia un’oggettività che, pur filtrata da quel che provo, abbia delle basi reali sulle quali poggiarsi. Non so se mi spiego.
Preferisci recensioni brevi o lunghe?
Lunghe, senza alcun dubbio, ma non infinite. Generalmente le mie sono sulle duemila parole. Mi dà fastidio trovar recensioni minuscole che non riescono ad addentrarsi in quel che il libro vuol trasmettere. Fosse per me blatererei a valanga su quel che provo senza alcun freno ma credo che annoierebbero, quindi scelgo una strada a metà che spero piaccia a chi mi segue.
Cosa ne pensi delle trasposizioni cinematografiche dei romanzi che amiamo? Sei sempre diffidente, oppure speranzosa?
Non si può mai giudicare qualcosa che non si è ancora visto, letto, provato, no? Finché non ho visto il film o il telefilm, ho sempre infinita fiducia!
Sei una blogger organizzata oppure lasci tutto al caso?
Non sono per niente organizzata e credo si veda chiaramente. Non lo sono nella vita di tutti i giorni, non potrei esserlo sul blog nemmeno se ci provassi. Capita che parta con un piano in testa, un post da scrivere e finisca per buttar giù altro, sull’onda del momento.
Il tuo blog parla solo di libri?
Generalmente, sì. Ho una rubrica che vorrei riprendere in mano e un’altra in fase di elaborazione che trattano libri in maniera indiretta, ma sto aspettando di aver tempo per potermici dedicare senza alcuna pressione universitaria sulle spalle. Sigh!
Hai mai pensato di chiudere il blog? Se sì, per quale motivo?
Sì. Tante, tantissime volte fin da quando l’ho aperto, ma preferirei sorvolare sulle differenti ragioni.
Cosa ami di più del tuo angolino virtuale?
I miei lettori. Saper di esser letta, ascoltata, da qualcuno è forse una delle cose più belle che possano esserci, per me. Ma anche il aver uno spazio sicuro nel quale poter parlare di quella passione che spero di rendere un mestiere.
Quanti libri hai letto quest’anno? E l’anno scorso? Pensi di riuscire a leggere lo stesso numero nel 2015? O forse di più?
Da gennaio, credo sia intorno ai cinquanta al momento, mentre lo scorso anno qualcosa come 185, non ricordo il numero esatto. Visti i differenti impegni dei prossimi mesi, già riuscire ad eguagliarlo non sarebbe niente male!
Usi GoodReads? Ti piace?
GoodReads è il Male, è una droga che distorce le percezioni, ti obbliga ad aggiungere libri alla lista di quelli da leggere pur sapendo benissimo che mai ne avrai tempo e aver l’app è ancora peggio. Fuggite, sciocchi, finché siete in tempo!

Da Pastozza di Pastozza in the books

Come definiresti il tuo modo di recensire?
Assurdo. Apro WordPress, butto giù le cose più folli che mi passano per la mente sperando di dar loro un senso logico, rileggo in maniera ossessiva, alle volte abbandono sperando in un tempo migliore per scrivere. Se non è assurdo questo, non so come definirlo.
Se dovessi salvare solo quattro libri da un incendio, quale sceglieresti?
Oddio, questa è una domanda cattivissima. Non posso scegliere, non credo di riuscirci senza sentirmi in colpa per aver abbandonato qualcos’altro.
Come hai scelto il nome del tuo blog? 
Non sono capace di dire quello che mi passa per la testa e molte volte quando leggo mi ritrovo a pensare che se solo l’avessi saputo dire anche io in quel modo, forse… Da lì a Se solo sapessi dire il passo è stato brevissimo.
Quale generi preferisci?
Sono onnivora, non ho un genere preferito e a esser sincera le etichette proprio non mi piacciono. Ultimamente, prediligo young adult e new adult: romance, fantasy, paranormal non importa. Ma il mio grande, immenso amore restano e resteranno i classici.
E-book o cartaceo?
As long as I’m reading, I’m fine. Non mi importa il supporto, mi interessano i contenuti quindi non ci faccio neanche caso. È indubbia la comodità del Kobo/Kindle, ormai è l’unica cosa che non tolgo mai dalla borsa la sera quando cambio i quaderni e i libri; ma ho bisogno di avere i cartacei dei libri che amo. Li voglio sulle mie mensole, in libreria, sul comodino, talvolta anche in bagno.
Elenca tre libri che ti hanno fatto piangere. 
Tre sono pochissimi! Visto che sono proprio tanti quelli che mi commuovono (eh, sì, sono una piagnona che fa finta di esser dura!), dirò gli ultimi due: Ascolta il tuo cuore, di Sarah Dessen e Senza nuvole, di Alice Oseman. Il terzo è un racconto inedito che ha scritto un mio amico: è incredibile quanto, a volte, le parole degli altri scavino dentro di noi e aprano porte che non si pensava neanche di avere. Quello sì, che è stato un bel pianto.
Se potessi decidere di trasportare sul piccolo schermo una saga, quale sceglieresti?
Tanto per la cronaca, ho dovuto aprire l’indice delle recensioni per serie per sceglierne una, tante ne seguo. Ma non ho scorso neanche più di tanto. Black friars, di Virginia De Winter. Pagherei oro per poterla vedere adattata!
Quanto tempo ci metti per scrivere una recensione?
Per le ragioni che ho già detto, tantissimo. Ho tempi di gestazione su alcune recensioni pazzeschi e mi vergogno un sacco ad ammetterlo. Vorrei poter fare le cose di getto, senza pensarci, ma ho bisogno di ponderarle spesso.
The Must Have
Il libro da avere? Nah, non posso farlo, non posso decidere. Sono un’indecisa cronica e non posso dirne uno: non riesco proprio :O
Se per un giorno avessi la scelta di essere un personaggio dei libri che hai letto, quale saresti?
Fatemi vivere per un solo giorno da elfo, grazie, ciao. Ma basta che mi spediate nel mondo di Tolkien, non importa in fondo il personaggio, mi basta esser lì.

 

Dalla Chiù di Chiaraleggetroppo

 

Sei nata lettrice o lo sei diventata con il tempo?
Lo sono sempre stata. Non ricordo un momento della mia infanzia che non sia collegato a un libro; anzi, ricordo semmai la disperazione di mia mamma e della tipa della cartoleria che non sapevano più che libri darmi. In seconda elementare avevo quasi già concluso anche i volumi per i bambini più grandi del Battello a vapore ed ero disperata dal dover attendere nuove uscite. A pensarci adesso, rido: ho trilioni di cose ammucchiate che richiedono attenzione!
I tuoi genitori ti leggevano la classica favola della buona notte?
No. O meglio, ci provava mia mamma, ma finiva sempre con lei che si addormentava e io che andavo avanti a leggere fino a tarda notte.
Il libro preferito della te-bambina?
Matilde, di Roald Dahl. Avevamo dubbi? Ma anche Polissena del porcello di Bianca Pitzorno.
Immagina: qualcuno di molto vicino a te ha avuto un bimbo/a, ti viene chiesto di regalargli/le il suo primo libro di sempre. Non deve essere per forza legato all’età, potrebbe essere un titolo che saprà apprezzare anche da più grande – che libro è?
Mi ripeterò: Matilde, di Roald Dahl. Tutti i bambini hanno bisogno di qualcuno che gli ripeta che non sono soli, che da qualche parte qualcuno che può capirli e apprezzarli c’è, non importa quanto si sentano strani.
Il tuo personaggio di carta femminile preferito?
Al momento, sono due: Celaena Sardothien della Maas e Kestrel Trajan della Rutkoski. Badass nell’anima, due esempi da seguire. alle quali non somiglio neanche lontanamente, ma okay…!
Il tuo personaggio di carta maschile preferito?
Il blocco intero del Signore degli anelli vale? Ognuno di loro ha qualcosa che apprezzo, una qualità che vorrei condividere.
Quanto è brutto da uno a non posso farcela rispondere alle mie domande?
Non quanto pensi, testolina ❤
Cosa ti colpisce di più in un libro, la copertina o la sinossi?
Lascio a casa l’ipocrisia e dico la copertina, a prima vista. Poi la trama.
Ti lasci influenzare dalle recensioni altrui o preferisci evitarle fino a quando non ti sei fatta una tua idea?
Le evito come la peste, lo spoiler si nasconde in ogni dove e ho il terrore di beccarmene qualcuno quando meno me l’aspetto!
Se non avessi aperto un blog sui libri, lo avresti aperto comunque, su un qualsiasi altro argomento?
Ho avuto quintali di blog, in fondo è un po’ anche così che ci siam incrociate. Credo d’aver sempre avuto bisogno di un angolo tutto per me, nel quale sentirmi libera di poter dire quello che penso senza maschere né filtri, quelli che userei ogni giorno nella stessa identica situazione.

 

 

 Perché leggi?
Perché non so farne a meno, mi viene da dire di getto. L’ho sempre fatto e credo sia una delle pochissime cose che non mi ha mai stancata. Mi tuffo a pesce su cose nuove, le abbandono dopo lo slancio d’entusiasmo iniziale, ma non l’ho mai fatto coi libri o la lettura. Credo sia perché sanno parlar al cuore, direttamente.
Quando ti piace leggere?
A parte sempre, dici? Leggo appena sveglia, quando faccio colazione, anche se al volo, leggo da quando metto piede in treno a quando scendo, leggo quando sono in facoltà e i miei amici ancora non sono arrivati, leggo a pranzo o cena se sono sola, leggo prima di dormire e ben oltre l’orario di dormire. Mi troverai sempre col Kobo o un libro a portata di mano, è più forte di me.
Se dovessi consigliare un libro a caso, il primo che ti viene in mente in questo momento, quale sceglieresti?
Senza nuvole, della Oseman. L’ho concluso in questi giorni e ancora mi tormenta con la sua malinconica dolcezza.
Quale libro potresti considerare come quella della tua crescita?
Tutti i libri che ho letto mi han portata qui e forse sarò ripetitiva, ma per una bambinetta di sei anni che non trovava un angolo di quiete tutto per sé e si sentiva sola come me, Matilde mi ha dato tutte le risposte che cercavo. Ed ancora non l’ho in biblioteca, pare sensato?
Quale libro ti rappresenta di più?
Al momento, mi sento particolarmente affine con Senza nuvole della Oseman.
Quale personaggio letterario ti somiglia maggiormente?
Questa è la quarta volta che nomino questo libro, ma Tori di Senza nuvole è la me adolescente che sento di essere ancora dentro. Vorrei poter dire di non esser più così, di non esserlo mai stata, anche, ma in realtà mi ci ritrovo così tanto che mi perdo.
Se dovessi entrare in un libro e vivere anche solo un momento di esso, quale sceglieresti ed in quale momento entreresti?
Questa sì che è difficile! Avendolo già detto sopra, mi tufferei tra le pagine del Signore degli anelli: dovunque cadrò, mi andrà benone, fintanto che sono lì!
Quando leggi ti piace ascoltare musica per “accompagnare” le pagine? Se sì, cosa ascolti?
No. Mi capita spesso di aver le cuffie quando leggo perché quando salgo in treno ce le ho, ma appena tiro fuori il Kobo, mi scordo spesso di spegnere l’Ipod e finisce che non ricordo mai cosa stavo sentendo. Mi perdo in quel che leggo a tal punto che certe volte rischio di bucare la fermata…! Sono un caso umano, lo so.
Se dovessero bruciare tutti i libri di casa tua per un incendio molesto e selettivo, e ne potessi scegliere solamente 3 da salvare, su quali cadrebbe la tua decisione?
Mi tocca rispondere come prima. Non posso scegliere. Mi affiderei al caso, pur di non sentirmi in colpa nell’aver lasciato qualcuno indietro. Quanto sono melodrammatica…!
Visto che io sono appassionata di serie tv e cinema, se dovessi optare per un libro o una saga che ancora non sono stati “trasportati” sul grande/piccolo schermo, quale o quali sceglieresti?Black friars di Virginia De Winter sarebbe un telefilm pazzesco. Ha un universo talmente complesso e sfaccettato, personaggi così profondi e intrighi così da brividi che avrebbe bisogno di uno studio iperattento ma sono sicura che ne uscirebbe un prodotto a dir poco favoloso.

 

Hai altri hobby oltre la lettura?
L’attività fisica; l’esercizio in generale. Ho scoperto che mi rilassa, mi fa sentire piena di energie e propositiva. Se potessi lo farei la mattina prima di uscire, ma alzarsi alle sei è già tragica, se dovessi allenarmi e svegliarmi alle cinque finirei per non dormire mai. E girovagare per Firenze. Sono innamorata della mia città, di ogni cosa, anche dei suoi difetti e scoprirne angoli sconosciuti è una delle cose che mi piacciono di più. Chi mi segue su instagram, sa di cosa parlo, purtroppo per lui/lei.
Cosa rappresenta per te il blog?
Libertà, credo. Posso dire quel che mi passa per la testa sui libri come mai ho potuto fare e le opportunità che dà il web in questo senso sono il massimo per le persone riservate e asociali come me…!
Sei una blogger scrupolosa che programma i post, o decidi sull’impeto del momento?
Cerco di rispettare le scadenze che mi impongo: certe volte ci riesco, certe no. Non sempre ho pronti post da pubblicare, spesso mi scordo o ho in testa di scriverne uno ma finisco per scrivere tutt’altro e lasciare a metà pure quello. Non sono ordinata nella vita normale, come posso esserlo online?
Quando leggi mangi o bevi qualcosa?
Dipende dove sono. Quando esco da lezione e mi precipito sul treno, mentre leggo mangio qualcosina, giusto per arrivare ancora viva a casa. Ma solitamente no, mi tuffo nel libro e arrivederci a chi pensa di poter parlar con me!
Paperback o hardcover?
Mi piacciono tanto le hardcover, ma odio le sovraccoperte, soprattutto quando le togli e il volume sotto è a tinta unita con solo un nome scritto sulla costola. Quelli proprio non li sopporto, pur avendone alcuni. Ma alla fin fine mi è indifferente.
Leggi libri in inglese?
Da tipo il liceo. È cominciata come compito estivo per letteratura inglese, è finita con l’indirizzarmi nella scelta di Lingue all’Università, con altri libri da leggere in inglese (e francese) per i corsi e prosegue tuttora. Per me leggere in inglese, oltre che una necessità, è un “obbligo” universitario ma anche un modo per imparare la lingua vera, quella che nei testi di grammatica non trovi.
Preferisci andare in libreria o comprare libri da internet?
È indifferente. Ultimamente il giovedì mattina mi ritrovo a sbavare per due orette dentro La Feltrinelli di Santa Maria Novella e uscire senza un sacchetto tra le dita è un’impresa epica, per dire. Ma generalmente, su internet: non per tirchieria, ma il risparmio prima di tutto!
Qual è il tuo cattivo preferito?
Sebastian Morgenstern è proprio un cattivo con le contropalle, pur essendo inserito in una serie per adolescenti. Oserei dire che è il miglior personaggio di Shadowhunters, della Clare, e non me ne voglia nessuno. Ha una complessità d’animo e uno sviluppo narrativo che difficilmente si trova in testi così.
Se potessi acquisire dei “poteri” da quale libro li prenderesti?
Da Magisterium, della Clare e della Black. Sono affascinata da quel mondo magico.
Qual è il tuo autore (maschio) preferito?
Tolkien, non ho dubbi.
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2 pensieri su “Book blog awards and stuff

Ciao lettore! Se hai letto il post, mi piacerebbe che lasciassi traccia del tuo passaggio facendomi sapere cosa ne pensi per scambiare due chiacchiere. Ti va?

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