Chi di teaser ferisce ~ #Blogmas 24

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Ultimo giorno di #Blogmas e quasi Natale! Manca poco e i pacchetti accumulati sotto l’albero potranno essere scartati e, con loro, anche i nostri partecipanti al giveaway sapranno se avranno vinto qualcuno dei libri messi in palio. A nome di tutte quante le altre ragazze coinvolte in quest’iniziativa bellissima, mi sento in dovere di ringraziarvi per la partecipazione. Per una piccola blogger come me, con un angolino di web nato da pochissimo tempo, prender parte a questa cosa è stato davvero bellissimo, soprattutto per le meravigliose ragazze che col proprio entusiasmo hanno reso quest’attesa ancora più magica e divertente, ma anche per la costante presenza di chi ci ha seguito in questi ventiquattro giorni.
Ma veniamo al perché siamo qui oggi. Tocca a me concludere quest’avventura in attesa della premiazione di domani e non credo di poter trovar qualcosa di meglio che lasciarvi con dei teaser per meglio calarsi nella giusta atmosfera delle festività e lasciar riposare nell’armadio il Grinch che avete in voi se ancora odiate queste giornate. Sì, lo so, sono fissata con il Natale ma che devo farci se tutto è più bello in questo periodo?
Ah, va da sé che sono libri che straconsiglio: Il dono della Ahern, che con la sua semplicità, sa creare un’atmosfera magica che lascia col sorriso incantato e soddisfatto di chi ha appena concluso una favola; L’ordine della spada della De Winter perché è nella top-ten dei libri più belli letti quest’anno e ha praticamente tutto quello che potete cercare in un libro, TUTTO!, e questa scena mi ha lanciata nel mood da ottobre, che è pressoché il periodo in cui per me iniziano le feste natalizie e capirete che non c’è stata cosa migliore che iniziarle così; e Comunque vada non importa della Caruso perché mi ha presa a schiaffi proprio dove faceva più male e mi ha fatto un bene dell’anima (niente masochismo, solo dura realtà dei fatti) e in questo caso mi ha fatto tornare in mente i Natali passati a casa dei miei nonni a Napoli, tavolate di trenta persone che parlano l’una sopra l’altra, un gran casino di cui sento la mancanza costantememente di questo periodo e mi ricorda che domani è fatto anche di nostalgia. Col sorriso sulle labbra però, mi raccomando!

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Titolo: Il dono
Titolo originale: The gift
Autrice: Cecelia Ahern
Traduttrice: Marcella Maffi
Editore: Rizzoli
Anno: 2009
Pagine: 303

Lou Suffern è un uomo in carriera, in guerra perenne con l’orologio: per lui svegliarsi la mattina vuol dire passare direttamente “dal sonno al lavoro”; vorrebbe, dovrebbe essere sempre in almeno due posti contemporaneamente; e nella sua agenda ormai da anni non ci sono spazi vuoti: nemmeno per i suoi due bambini, che pure amano di un amore testardo quel papà che non c’è. Finché, a pochi giorni dal Natale, ogni cosa cambia. A compiere l’incantesimo è un incontro, inatteso come sanno essere a volte le cose più belle. L’incontro con un uomo misterioso, forse un imbroglione, forse un pazzo, di certo un angelo. Nella notte più magica dell’anno, Lou riceverà da lui il dono più straordinario: un po’ di quel tempo che ha così tenacemente sprecato nella sua vita frenetica, proprio mentre pensava di sfruttarlo il più possibile, dimenticando le cose e le persone importanti. Perché il tempo non possiamo comprarlo o ipotecarlo: possiamo solo condividerlo con quelli che amiamo.

Se una mattina di Natale, sul presto, vi trovaste a passeggiare in uno di quei quartieri residenziali dove le villette assomigliano a colorati dolci natalizi, non potreste fare a meno di paragonare le facciate delle case alle sgargianti confezioni che avvolgono i doni sotto l’albero. Entrambe racchiudono dei segreti. La tentazione di curiosare dentro un pacchetto è la stessa che spinge a sbirciare dalla fessura di una tenda per cogliere l’immagine di una famiglia occupata nei primi festosi preparativi e catturare così un istante prezioso al riparo da sguardi indiscreti. Perché nel silenzio tranquillizzante e misterioso che si ripete ogni anno quella mattina, le case sono come soldatini schierati, petto in fuori e pancia in dentro, fiere e decise a proteggere ciò che contengono.
La mattina di Natale le case sono scrigni di verità nascoste. La ghirlanda appesa a una porta somiglia a un dito posato sulla bocca, le veneziane sono palpebre chiuse. Poi, in un momento imprecisato, da dietro le tende tirate emerge un bagliore soffuso, un timido segnale che qualcosa sta accadendo. Come le stelle che appaiono a una a una nel cielo notturno, o le minuscole scaglie d’oro catturate dal setaccio, dietro le finestre le luci si accendono nella penombra dell’alba. Mentre il cielo si riempie di stelle, stanza dopo stanza, casa dopo casa, la strada inizia a svegliarsi.
Sulla mattina di Natale aleggia una quiete assoluta. Le vie deserte non incutono timore. Al contrario, ci si sente al sicuro e, nonostante la stagione fredda, c’è calore. Per ragioni diverse, ogni famiglia sceglie di trascorrere la giornata a casa. All’interno c’è un mondo di colori vivaci e frenetici, un delirio di carta da regalo strappata e nastri variopinti. L’aria si riempie di musiche natalizie, di festose fragranze di cannella e spezie e di tutto ciò che rallegra il cuore. Grida di gioia, abbracci e ringraziamenti esplodono come stelle filanti. Il Natale va trascorso a casa; in giro non c’è nemmeno un peccatore, perché perfino loro hanno un tetto sopra la testa.
Soltanto quelli che lasciano una casa per raggiungerne un’altra animano le strade. Parcheggiano e scaricano i regali. Gli auguri filtrano nell’aria fredda dalle porte aperte, allettanti anticipazioni di ciò che accade all’interno. E poi, proprio quando state per immergervi in quell’atmosfera e accoglierne l’invito, pronti a varcare la soglia, perfetti estranei ma comunque benaccetti, la porta d’ingresso si richiude intrappolando dentro il resto della giornata, come a ricordarvi che quel momento non vi appartiene.

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Titolo: L’ordine della spada
Serie: Black Friars #1
Autrice: Virginia de Winter
Editore: Fazi
Anno: 2010
Pagine: 682

Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane? La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita.

I corridoi dei piani superiori erano avvolti nella semioscurità, la luce dal basso saliva morbida sfumando sui pianerottoli più in alto; tra le rose bianche immobili sui tavolini e la luminosità notturna appena più chiara del buio tra le mura, i quadri erano sagome scure incorniciate di vaghi barlumi dorati, volti in ombra e barbagli di pelle chiara dove arrivava il chiarore sbiadito della luna.
Eloise stava contando le porte per individuare quella della sua stanza, senza dover chiamare un valletto con una lampada, quando ebbe l’impressione di un movimento nell’oscurità.
Si avvicinò mentre la luna catturava un bagliore d’oro nell’ombra del corridoio e le sue dita trovarono il tessuto raffinato di una giacca da sera. In quel momento due mani si posarono sui suoi fianchi.
L’oscurità della notte si confuse con quella dietro gli occhi chiusi, la carezza di capelli soffici le toccò il viso mentre le mani riconoscevano le braccia che la circondavano con forza. Nel silenzio vegliato dalle porte sbarrate ascoltò il proprio sospiro spegnersi in un bacio che le fece perdere per un istante il senso di ogni cosa, la festa al piano di sotto e la musica svanita di colpo dalla sua mente.
Lui separò di un soffio le labbra dalle sue e le sfiorò la fronte con la propria, poi cercò di nuovo il suo bacio.
La lasciò, dileguandosi all’improvviso, inghiottito dalla stessa oscurità da cui era emerso, senza fare rumore così come l’aveva sorpresa, ed Eloise rimase con una mano appoggiata a una porta e l’altra premuta sul petto alla base della gola, trattenendo il respiro e il senso di calore che aveva dentro.
L’interno della stanza era ordinata e accogliente, i cuscini sprimacciati e le lenzuola girate sulle coperte come se lei già abitasse in quella casa. Schermò l’unica candela accesa su un tavolino e la portò vicino al letto, ai piedi del quale era posato un certo numero di pacchetti.
Non sembravano nuovi acquisti, alcuni avevano un impercettibile velo di polvere e i nastri erano leggermente schiacciati, come se fossero rimasti conservati a lungo sul fondo di qualche armadio.
Aprì un pacchetto a caso e vi trovò una spilla d’argento col blasone della Societas di Medicina. Rimase a contemplarlo a lungo finché, colta da una strana frenesia, non aprì anche gli altri pacchi, le mani che tremavano, ansiosa di scoprire se la sua intuizione era stata corretta.
Qualche minuto dopo era inginocchiata sul tappeto, col dorso di una mano premuto sulla bocca e un mantello da matricola stretto al seno.
Un regalo per ogni anno di Università che aveva trascorso da sola, a cominciare da quello da matricola, in cui Axel l’aveva calpestata con una crudeltà che aveva spaccato la sua vita in due parti, prima e dopo di lui. Ogni anno le aveva comprato un regalo, consapevole che lei non avrebbe potuto riceverlo.
Un libro di antiche romanze di studenti, una catena d’oro a cui appendere il simbolo della Fraternitas, se mai avesse deciso di far parte di qualcuna; il blasone della Societas di Medicina dove in cuor suo aveva deciso di entrare quando era appena una matricola; una sciarpa bianca ornata di trine che solo una studentessa anziana poteva permettersi di indossare al posto di quella più semplice imposta dalla divisa. Tutti quei regali erano un racconto silenzioso di come lui l’avesse sempre seguita passo per passo, senza mai abbandonarla.
Aveva avuto la stessa impressione in passato ma, a quei tempi, ciò che Axel metteva in atto era una pura e semplice persecuzione: punizioni che l’obbligavano a restare in collegio oppure a svolgere i compiti che le aveva assegnato. Momenti talmente penosi che anche il solo ricordarli le strappava una fitta di dolore.
«Non capisco», disse, ascoltando la propria voce forte e nitida e centellinando le parole come se servissero a chiarire qualcosa. La spiegazione, qualunque fosse, le era preclusa, Axel lo aveva fatto capire chiaramente. Eppure, mentre lisciava con dita distratte i nastri sciolti che qualcuno aveva legato intorno a quelle scatole all’epoca in cui lei lo aveva odiato e in cui aveva creduto che lui la odiasse, pensò che forse la verità era semplice: le aveva detto di essersi separato da lei contro la sua volontà e, quale che fosse il motivo, forse era una cosa che poteva cominciare ad accettare. Tuttavia, era un pensiero fin troppo simile a quelle che erano state le sue misere speranze e le faceva male.
Uscì dalla stanza col mantello ripiegato sul braccio, dimenticando la porta socchiusa; solo quando fu raggiunta di nuovo dal suono del pianoforte e delle chiacchiere ai piani inferiori ricordò che la casa era piena di ospiti e che probabilmente avrebbe dovuto attendere ore prima di riuscire a passare un istante da sola con Axel.
Quando però, arrivata sull’ultimo pianerottolo, prima della rampa che scendeva verso i saloni, lo vide seduto sui gradini in alto, nell’ombra delle scale, pensò che dopotutto avrebbe dovuto prevederlo.
Era in abito da sera formale, nero con la camicia a piegoline e la cravatta candida fermata da una spilla, eppure il modo in cui si appoggiava ai gradini era disinvolto, del tutto incurante di avere la casa praticamente invasa di gente che aspettava la sua compagnia.
Le sorrise voltando sicuro la testa, anche se lei sapeva che il folto tappeto aveva attutito il rumore dei suoi passi, come se non avesse mai dubitato che il suo sorriso potesse trovare altri che lei.
«Stai per ricordarmi di quando ci nascondevamo in cima alle scale per guardare i ricevimenti perché eravamo troppo piccoli per partecipare?», gli domandò.
Axel rise e la luce creava aloni di miele sul suo viso, qualcosa che la spingeva a inginocchiarsi accanto a lui per poterla raccogliere con le dita.
«Sì, confesso che stavo per diventare così banale».

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Titolo: Comunque vada non importa
Autrice: Eleonora C. Caruso
Editore: Indiana
Anno: 2012
Pagine: 220

Darla vive arenata sul divano di casa, incollata al computer, esce solo per andare in fumetteria. Manga e cartoni giapponesi sono il suo universo, veri e propri oggetti salvifici, le uniche coordinate per lei valide. Tra Twitter, social network e battute al vetriolo, a ventidue anni si è asserragliata in un fortino apparentemente inespugnabile, chiudendo fuori un padre con cui non riesce a dialogare, il fratello Andrea che l’ha sempre messa in ombra, un’università che non ha nulla da offrirle. Ma quando Andrea si ammala gravemente, vittima dell’odio per se stesso, Darla è costretta a distogliere gli occhi dal monitor e a guardarsi intorno: scoprirà che il suo mondo non le basta più, e avrà bisogno di amare, di litigare, di fare spazio a chi, fino a quel momento, ha sempre respinto.

È quasi Natale. In realtà è appena l’inizio di novembre, ma secondo la televisione dovrei già correre in giro per accaparrarmi lettori mp3 di scarsa qualità e cellulari in super offerta per fare regali non sentiti e dozzinali. Io i regali li faccio a me stessa, e questo è quanto. Sono quella che li merita di più e so cosa voglio. Vorrei un albero, anche, questo sì, ma non lo farò. Adoro il Natale, però mi ricorda troppe belle cose, che per il fatto di essere passate diventano brutte. Neanche quest’anno tornerò a casa. Andrea non verrebbe e non voglio stare sola con papà. Riesco a vederlo mentre sfoglia un libro d’arte preraffaellita, davanti al camino dove bruciano bucce d’arancio. Di cosa parleremmo, adesso, degli errori che abbiamo commesso? Mi sembra che da una certa età in poi sia l’unico argomento. Potremmo anche parlare di Andrea e della sua pazzia. I dottori, però, lo trovano lucido.

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Che cos’è #Blogmas? È un’iniziativa ideata da Anncleire di Please Another Book, Cee di Se Solo Sapessi Dire, Chiara di Chiaraleggetroppo, Erika di Wonderful Monster, Federica di Folle Pazza Meravigliosa Idea, Franci di  Coffee and Books e Kikkasole di Testa e Piedi tra le Pagine dei Libri. Queste sette blogger vi accompagneranno dal 1 al 25 dicembre in un incontro giornaliero all’insegna del Natale in ogni sua forma, passando per i libri, i film, i telefilm, i regali e tutto quello che passa loro per la testa per rendere l’attesa per una delle feste più meravigliose dell’anno ancora più emozionante. I giorni non saranno fissi, ogni settimana il calendario sarà sconvolto, perciò seguiteci sulle nostre pagine Facebook e su Twitter dove promuoveremo ogni post.
Preparatevi ad essere stupiti! “Il Natale è il tempo che unisce il tempo intero” e noi ci siamo unite per regalarvi idee e spunti.
Ma non finisce qui. Che Natale sarebbe, senza un pacchetto da scartare ad attendervi sotto l’albero?
Non potendo però destinare un regalo a ciascuno di voi, abbiamo deciso di organizzare un GIVEAWAY e sfidarvi a conquistarvelo, il premio.
Partecipare è semplice, vi basterà inviare una fotografia che rappresenti ciò che il Natale rappresenta per voi, all’indirizzo ladyjadis [at] hotmail.it e condividerla sui vostri social utilizzando gli hashtag #nataleperme e #blogmas. E non dimenticatevi di segnalarci le vostre entry, non si sa mai che ce ne sfugga qualcuna!
Inoltre, chi intende partecipare deve assicurarsi di:
– mettere il like alle pagine facebook relative ai blog partecipanti;
– seguire ciascuna di noi su Twitter;
– seguire tutti e sette i blog.

Sono previsti dei punti extra per chi volesse seguirci anche su GoodReads, ma questo non è vincolante ai fini dell’estrazione dei vincitori che, per inciso, si terrà nella giornata del 25 dicembre. La partecipazione attiva a tutto il #Blogmas, va da sé, verrà tenuta in considerazione…!

Cosa si vince? Eccoli qua, i premi: un libro in lingua inglese (Arouse di Nina Lane), Trevor di James Lecesne, Noi siamo grandi come la vita, di Ava Dellaira e Un regalo per te, di Nora Roberts.

Arouse (A Spiral of Bliss #1) di Nina Lane. Potete leggere la recensione sul blog Please Another Book.
Alle prese con un passato tormentato, la studentessa Oliva Winter una volta conduceva una vita seria ma isolata. Poi ha incontrato il Professore Dean West, un brillante studioso di storia medievale che ha sciolto le inibizioni di Liv e le ha insegnato il significato dell’amore e del piacere sessuale. Ma dopo tre anni di matrimonio, lussurioso e pieno di contentezza, Liv e Dean si ritrovano ad affrontare una crisi che minaccia tutto quello che credono l’uno sull’altro. Frustrata per i suoi fallimenti professionali, la ricerca di Liv di uno scopo la porta a considerare una delle cose che aveva escluso dal principio: un  bambino. Quando Dean tentenna, le tensioni nascoste escono in superficie. Liv viene assillata da dubbi e paure su quanto bene conosce sé stessa e suo marito. Dean lotta per proteggere il loro passionale matrimonio, ma neanche lui può sconfiggere la devastante onda di sfiducia che sta investendo la loro relazione. Quando la ricerca di Liv forza Dean a rivelare i propri oscuri segreti, le conseguenze potrebbero separarli per sempre.

Trevor di James Lecesne. Potete leggere la mia recensione qui.
Trevor, tredici anni, è un inguaribile ottimista, uno spirito effervescente ed entusiasta, un artista in erba che con la sua vita sogna di cambiare il mondo, proprio come Lady Gaga. A scuola, però, le sue passioni iniziano ad attirargli battutine e insulti, che nella sua limpida ingenuità Trevor non capisce, e così facendo contribuisce a rinfocolare. Abbandonato dagli amici, frainteso dal mondo degli adulti, genitori compresi, Trevor si ritrova presto affibbiata l’etichetta di gay. Una storia che si ripete spesso in molte scuole del nostro Paese. Per fortuna, però, nel caso di Trevor questo è solo l’inizio.

Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira. Potete leggere la recensione di Chiara sul blog Chiaraleggetroppo.
Tutto comincia con un compito in classe. «Scrivi una lettera a una persona famosa che non c’è più.» Per Laurel è il primo giorno in una nuova scuola, e si sente trepidante, spaventata, e con tanta voglia e paura di cominciare. Si sente anche vuota: quel vuoto gigantesco che si chiama May, la sorella più grande che se n’è andata silenziosamente durante l’estate, lasciandole un dolore esterrefatto e incredulo. Laurel scrive a Kurt Cobain, perché era il cantante preferito di May. E poi scrive a Amy Winehouse, Elizabeth Bishop, River Phoenix. Tutte persone che sua sorella amava. E che, come May, sono morte. Persone che possono ascoltare ciò che Laurel ha da raccontare – il suo primo anno di liceo, le cotte, le amicizie, l’emozione di crescere – e aiutarla a comprendere, e superare, un dolore troppo grande per i suoi quindici anni.

Un regalo per te di Nora Roberts.
Arriva un momento dell’anno in cui tutto assume un’aria speciale, in cui pare che i miracoli avvengano davvero e la speranza si accende di nuovo, tanto da spingerci a desiderare l’impossibile, o quasi. È il Natale! Saranno le luminarie, il freddo, la neve… tutto appare diverso a grandi e piccini. Che si tratti di un giornalista che vuole riavere con sé la ragazza che ha lasciato, o di una coppia di gemelli che desiderano una nuova mamma – e hanno già in mente chi sarebbe perfetta per papà – oppure di un tipo solitario, che chiede solo di essere lasciato in pace, il Natale ha in serbo un regalo che può cambiare la vita in meglio. Basta lasciarsi andare e seguire l’amore. Il resto viene da sé.

Cosa fare quindi per vincerli? Correte immediatamente qui e completate il form in tutti i suoi punti!
Avete tempo fino allo scoccare della mezzanotte! Domani riveleremo i vincitori, perciò stay tuned!

In bocca al lupo a tutti i partecipanti e, a tutti voi, buon Natale, di cuore ❤

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2 pensieri su “Chi di teaser ferisce ~ #Blogmas 24

Ciao lettore! Se hai letto il post, mi piacerebbe che lasciassi traccia del tuo passaggio facendomi sapere cosa ne pensi per scambiare due chiacchiere. Ti va?

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