Recensione: “Le sintonie dell’amore”, di Colleen Hoover

Buongiorno, amici, e buon inizio del mese più bello e atteso dell’anno! Ho finito al volo la recensione di oggi che dovevo assolutamente postare per raccontarvi poi della splendida iniziativa che, con altre sei meravigliose blogger, abbiamo intrapreso da oggi fino al Natale, per accompagnarvi e aiutarvi a staccare, giorno dopo giorno, un post per volta, le pagine di un calendario dell’avvento tutto rivisitato. Ma, se ne volete sapere di più, dovete aspettare la fine del post perché quest’anno avete una ragione in più per attendere il 25 dicembre!
Non è improvvisamente diventato più bello il vostro lunedì?

Le sintonie dell'amore _coverTitolo: Le sintonie dell’amore [TO Losing hope]
Serie: Hopeless #2
Autrice: Colleen Hoover
Traduttrice: Lisa Maldera
Editore: Leggereditore
Anno: 2014
Pagine: 310

Ci sono ricordi che è pericoloso portare alla luce, cicatrici che è doloroso riaprire: ma per Holder e Sky, due ragazzi difficili con un tragico segreto alle spalle, è fondamentale affrontare quello che è stato per poter vivere quello che sarà. Holder vive perseguitato dal proprio passato, schiacciato dal senso di colpa per il suicidio di sua sorella Leslie. E poi c’è il ricordo di Hope e di quel maledetto giorno, quando ha lasciato che la sua vicina di casa di quando era bambino salisse su quella macchina e sparisse per sempre dalla sua vita. Il rimorso che incupisce la sua esistenza lo costringe a continuare a cercarla, fino a quando in un supermercato incontra Sky, che ha gli stessi occhi della sua amica di un tempo, e pensa di averla ritrovata.

Se avete letto la mia recensione a Le coincidenze dell’amore, saprete che ho amato – e amo – Dean Holder a tal punto da ritenerlo uno dei migliori personaggi maschili mai creati, quel ragazzo assolutamente imperfetto nella sua imperfezione impossibile da non amare proprio per questo e, quindi, be’, non potevo esimermi dal leggere questo volume, nonostante la paura di dover affrontare cose già lette da un differente punto di vista. Fortunatamente, così non è stato; o, almeno, non del tutto. Perché la Hoover è stata sì geniale nel regalarci i momenti migliori di Holder e Sky visti dalla prospettiva di lui ma ha saputo, al contempo, creare un romanzo a sé stante, collegato al precedente, ma indipendente e ricco di particolari che sfuggivano nel primo capitolo. E, se il primo mi aveva fatta palpitare per poi angosciarmi e infine arrivare a una redenzione, Le sintonie dell’amore mi ha travolta con la sua intensità e lasciata con un groppo in gola come poche altre volte mi era capitato.
Per come la vedo io, è difficile rendere la sofferenza di un uomo, o di un ragazzo, come in questo caso. C’è, purtroppo, ancora quell’orribile mentalità che vede il genere maschile sempre padrone dei propri sentimenti, mai sottomesso ad essi o sconvolto a tal punto da mostrarlo agli altri nonostante provi con tutte le sue forze a celarli; vive ancora, ahimè, nei romanzi, del genere rosa soprattutto, quell’idea dell’uomo tutto d’un pezzo, forte fisicamente e mai intaccato da ciò che lo circonda, o, anche quando lo è, si avverte sempre qualcosa che stride, una forzatura nel volerlo rendere umano a tutti i costi che non fa che renderlo, paradossalmente, più di carta e inchiostro di quanto già non sia. È difficile mostrare contemporaneamente un ragazzo provato dalla vita ma capace di sorridere, e, perché no?, ridere di cuore, ma Colleen Hoover ce l’ha fatta e ha costruito un personaggio a tutto tondo di una complessità e una profondità delicatamente struggenti. Perché, amici, Dean Holder è tutto quello che sto per dirvi e quello che probabilmente mi dimenticherò, visto che leggere un sequel (che tanto sequel non è neppure) di un romanzo non è mai stato tanto intenso e meraviglioso quanto il romanzo che lo precedeva fino a che non ho avuto tra le mani questo. E, nonostante il terrore, fino a che non l’ho iniziato, che potesse essere soltanto una raccolta di momenti dal punto di vista opposto, devo avvertirvi che questa è la sua storia, niente più, niente meno: non dimenticatevi il ragazzo che avete conosciuto, ma aggiungetevi tutti i dettagli che mancavano per colorare appieno la sua personalità e arricchire la sua storia, prima di Sky, indipendentemente da lei ma in qualche modo grazie a lei.

La gente crede che una persona possa morire soltanto una volta. Pensi di poter trovare il cadavere di tua sorella soltanto una volta. Pensi di dover assistere alla reazione di tua madre che scopre di aver perso la propria figlia soltanto una volta.
Ma ciò è ben lontano dalla verità delle cose.
Si ripete.
Ogni volta che chiudo gli occhi vedo quelli di Les. Ogni volta che mia madre mi guarda, la vedo mentre le dico che Les si è suicidata, per la seconda volta. Per la terza. Per la centesima. Ogni volta che respiro, che sbatto le ciglia, che parlo, rivivo la sua morte, ancora e ancora. Non sono qui a chiedermi se riuscirò mai ad accettare di averla persa. Sono qui a chiedermi quando smetterò di vederla morire.

Non so come recensire questo libro senza sciupare la lettura a chi non ha ancora messo mano a quello precedente, perché parlar di Holder è difficile senza far riferimento alle carrellate di merda che la vita gli ha offerto in omaggio e con le quali si ritrova a dover fare i conti, ma qualcosa dovrò pur dirvi per farvi capire quanto seguirlo tra queste pagine sia una pugnalata così dolorosa da essere poi bellissima e no, non è solo il mio masochismo latente a farmi parlare.
Hopeless è ciò che si è tatuato su un avambraccio, un promemoria per le due persone che ha deluso: Hope, quando, bambino, le ha voltato le spalle tornando a casa qualche attimo prima che venisse rapita, e Lesslie, la sorella che un anno prima si è tolta la vita per ragioni che non riesce a comprendere e di cui non si è accorto in tempo. Senza speranza, Holder è un ragazzo che si attribuisce più colpe di quelle che davvero ha e che per questo manda avanti la propria vita senza interesse e senza impegno. Di ritorno a casa dopo un anno trascorso dal padre ad Austin, lontano da tutti, alla ricerca di un modo per far tacere i propri pensieri e paure, crede che tutto ciò che la vita possa offrirgli siano dolore e sofferenza. Fino a che non incontra Sky e la possibilità che un briciolo di felicità esista anche per lui finalmente sembra reale. E, lasciatemelo dire, il modo in cui questa ragazza spensierata e ironica riesce ad accendere una scintilla di vita nei suoi occhi è semplicemente fantastico. Lettera dopo lettera, sempre indirizzate alla sorella, lo seguiamo innamorarsi una caratteristica alla volta di lei, starle accanto anche quando lei non ha il coraggio di dire che è l’unica cosa che vuole, riprendere a vivere come merita finalmente. Ma non è solo questo che mi fa dire che Colleen Hoover è un genio del male: Le sintonie dell’amore è sì un libro d’amore, di quelli che provocano un batticuore emozionante e sanno prenderti dal didentro, ma è anche un libro sulla perdita e sul lutto, delle fasi più nere e atroci e di quelle più rabbiose, ed è una storia sul perdono. Perdono che Holder deve a chi lo ha ferito in maniera indelebile e perdono verso se stesso; perdono che per lui si traduce in una nuova consapevolezza e accettazione di sé e che lo porta, infine, a tornare a essere Dean. Solo Dean.

Corro. Corro dritto a casa di Sky perché è l’unica al mondo in grado di farmi respirare di nuovo. Queste settimane, in cui mi sono sforzato di evitarla in tutti i modi, mi hanno succhiato via tutte le energie: non ce la faccio più. Pensavo di essere forte riuscendo a starle lontano, ma starle  lontano mi ha reso più debole di quanto non fossi mai stato. So che non dovrei essere qui e so che lei non mi vuole qui, ma ho bisogno di vederla. Ho bisogno di sentirla, toccarla, di tenerla stretta, perchè il weekend che ho trascorso con lei è stato l’unico momento (…) che io abbia mai atteso con impazienza.

Difficilmente sento sulla pelle le sensazioni dei personaggi di cui leggo le storie e ancor più difficilmente riesco a provarle come fossero le mie ma leggere di Holder è farsi travolgere dal suo sarcasmo e dalla sua generosità e accettare, al tempo stesso, il risvolto della medaglia, quel dolore che si porta negli occhi e che non lo abbandona neanche un istante e che la Hoover riesce a rendere del lettore in un modo così delicato da mai suonare forzato. È uno dei miei libri preferiti e non riesco a parlarne come vorrei, un po’ per evitare spoiler e un po’ perché non son semplicemente capace di farlo, ma quel che voglio è consigliarvelo dal cuore perché, se esiste un ragazzo da essere eletto fidanzato libresco, quello è Dean Holder, che si porta a casa anche il premio di fratello del secolo e se non lo conoscete vi perdete proprio tanto.

Voto: ❤❤❤❤❤

prova 4

Che cos’è #Blogmas? È un’iniziativa ideata da Anncleire di Please Another Book, Cee di Se Solo Sapessi Dire, Chiara di Chiaraleggetroppo, Erika di Wonderful Monster, Federica di Folle Pazza Meravigliosa Idea, Franci di  Coffee and Books e Kikkasole di Testa e Piedi tra le Pagine dei Libri. Queste sette blogger vi accompagneranno dal 1 al 25 dicembre in un incontro giornaliero all’insegna del Natale in ogni sua forma, passando per i libri, i film, i telefilm, i regali e tutto quello che passa loro per la testa per rendere l’attesa per una delle feste più meravigliose dell’anno ancora più emozionante. I giorni non saranno fissi, ogni settimana il calendario sarà sconvolto, perciò seguiteci sulle nostre pagine Facebook e su Twitter dove promuoveremo ogni post.
Preparatevi ad essere stupiti! “Il Natale è il tempo che unisce il tempo intero” e noi ci siamo unite per regalarvi idee e spunti.
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Calendario della settimana
1-7 dicembre
Lunedì 1 dicembre Kikkasole su Testa e Piedi tra le pagine dei libri
Martedì 2 dicembre Anncleire su Please Another Book
Mercoledì 3 dicembre Federica su Pazza Folle Meravigliosa Idea
Giovedì 4 dicembre Cee su Se Solo Sapessi Dire
Venerdì 5 dicembre Erika su Wonderful Monster
Sabato 6 dicembre Chiara su Chiaraleggetroppo
– Domenica 7 dicembre Franci su Coffee and books

Ma non finisce qui. Che Natale sarebbe, senza un pacchetto da scartare ad attendervi sotto l’albero?
Non potendo però destinare un regalo a ciascuno di voi, abbiamo deciso di organizzare un GIVEAWAY e sfidarvi a conquistarvelo, il premio.
Partecipare è semplice, vi basterà inviare una fotografia che rappresenti ciò che il Natale rappresenta per voi, all’indirizzo ladyjadis [at] hotmail.it e condividerla sui vostri social utilizzando gli hashtag #nataleperme e #blogmas. E non dimenticatevi di segnalarci le vostre entry, non si sa mai che ce ne sfugga qualcuna!
Inoltre, chi intende partecipare deve assicurarsi di:
– mettere il like alle pagine facebook relative ai blog partecipanti;
– seguire ciascuna di noi su Twitter;
– seguire tutti e sette i blog;
Sono previsti dei punti extra per chi volesse seguirci anche su GoodReads, ma questo non è vincolante ai fini dell’estrazione dei vincitori che, per inciso, si terrà nella giornata del 25 dicembre. La partecipazione attiva a tutto il #Blogmas, va da sé, verrà tenuta in considerazione…!
Cosa si vince? Sorpresa! Anche questo verrà rivelato a tempo debito – be’, mica possiamo dirvi tutto subito no? -, ma quale modo migliore per ingannare l’attesa che non accompagnandoci giorno dopo giorno fino al tanto agognato Natale?

Cliccate subito qui per iscrivervi al giveaway e completare il form!

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2 pensieri su “Recensione: “Le sintonie dell’amore”, di Colleen Hoover

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