Recensione: “Manuale della perfetta adultera”, di Ella M. Endif

Buona giornata, amicetti! Mentre combatto con la mia voglia di schiacciarmi sotto le coperte e non riemergerne fino a primavera anziché legarmi di fronte alla scrivania e studiare, vi lascio la recensione di un libro che ho letteralmente divorato nel giro di tre orette e di cui sento il bisogno assoluto di parlarvi. Prima, però, posso gongolare un attimino perché la Fanucci, grazie a questa recensione, ha deciso di regalarmi una copia di un libro a scelta della serie The maze runner di Dashner autografata? Posso, posso, posso? Sono fuori di me dalla gioia da ieri, ma okay, torniamo alle cose importanti di oggi. Tipo questo romanzo. 

Manuale-della-Perfetta-Adultera

Titolo: Manuale della perfetta adultera
Autrice: Ella M. Endif
Editore: Self
Anno: 2014
Pagine: 494 (disponibile in formato digitale qui)

Loreline Preston vuole essere felice: vuole che il suo matrimonio funzioni, che le montagne che circondano North Conway inizino a piacerle, che suo figlio cresca amato e sicuro di sé. Ryan sa che nulla si ottiene senza sacrificio, perché nulla le è stato regalato e sa che rigore, disciplina ed onestà sono gli unici mezzi che ha per mantenere unita la propria famiglia. Non teme la rinuncia, anche se questo significa riporre i suoi sogni in un cassetto. Non teme la lotta contro se stessa perché, per amore di suo figlio, ha ridotto la sua voce interiore al silenzio e si è convinta di non desiderare altro.
Trevor Knight è un uomo ambizioso: vive a Chicago e lavora in uno studio legale prestigioso. Sa cosa significa avere potere, sa come manipolare persone e situazioni per trarne sempre un vantaggio. Autocontrollo e perseveranza sono i suoi tratti distintivi. Non ha legami e non ne sente la mancanza. Anche con la sua famiglia d’origine mantiene rapporti distaccati e quando i fratelli gli chiedono aiuto per un problema burocratico della scuola d’infanzia che dirigono, è costretto a trasferirsi per un po’ a North Conway.
Un solo bacio con uno sconosciuto è l’unico momento di pazzia che Ryan è disposta a concedersi nella sua esistenza fatta di doveri, prima di tornare ad Andy e a un matrimonio che le si sta frantumando tra le mani. Un solo bacio non basta a Trevor, che pensava di avere già tutto ciò che desiderava e scopre, invece, di avere un vuoto che soldi, successo e bellezza non sono mai riusciti a colmare.
Il caso congiurerà contro di loro per farli incontrare ancora, perché la vita è imprevedibile, i progetti sono fatti per essere rivoluzionati e le certezze per essere messe in discussione. Ryan e Trevor riconosceranno nell’altro il completamento di se stessi, ma lotteranno a lungo prima di capire che smarrirsi del tutto è l’unica strada percorribile per ritrovarsi davvero.

Sono un po’ in difficoltà, nel parlarvi di questo libro, devo ammetterlo. Se una piccola parte è dovuta al sapere che molto probabilmente la recensione finirà sotto gli occhi della sua autrice e questa cosa mi agita non poco, devo dare onestamente la maggior parte della colpa a quell’insopportabile necessità della mia mente di incasellare tutto al posto giusto, piazzare sotto l’etichetta più consona quel che mi ritrovo davanti, e il conseguente nervosismo del non riuscire a farlo. Potrei essere superficiale e dirvi che Manuale della perfetta adultera è un romanzo rosa, ma, se così fosse, non ci starei riflettendo da martedì, non mi avrebbe spinta a pormi delle domande. Lo avrei chiuso, soddisfatta dalla lettura, appagata per quel momento di svago che mi ha concesso e le nostre strade si sarebbero divise, non vi avrei prestato più attenzione. Invece non è così. Perché quel che questo libro nasconde dentro sé è più di quello che sembra e scoprirlo per la prima volta leggendolo direttamente dopo la revisione dell’autrice (il libro nasce come fanfiction che ha visto la luce in quella fucina di talenti che è Efp) è stato inaspettato, ma sorprendente. Coinvolgente eppure delicato, proprio come Trevor per Ryan, o Ryan per Trevor. Proprio come lo stile dell’intero libro.
Non è semplice parlare del tradimento, non è facile per niente farlo mostrandolo dalla prospettiva di chi tradisce senza lasciarsi scappare quegli odiosi giudizi morali che istantaneamente potrebbero balzare alla mente anche probabilmente di persone che ostentano apertura. C’è un finto perbenismo, una condanna silenziosa che, se da una parte ammissibile, se non direttamente giusta, dall’altra evita accuratamente di indossare i panni di chi tradisce (per paura di riconoscersi un po’ troppo, forse?). Io ci ho provato, una volta, a scriver di tradimenti e amori che sbiadiscono, ma non sono Ella M. Endif e la sua delicatezza non ce l’ho ed è un bene, perché ho potuto apprezzare il romanzo ulteriormente. Non starò qui a riassumervi la trama, perché quella dell’autrice è già esaustiva e non mi sento di aggiungere niente; quel di cui però voglio parlarvi è la sua straordinaria capacità di sondare l’animo dei personaggi, di scendere nel loro intimo e mostrarci, anzi, rendere vividi, i loro sentimenti e pensieri in modo che diventino nostri, che si riesca a provare davvero quel che loro provano. E per una come me che ama immergersi nelle storie di testa e pancia non è proprio niente. È semmai tutto il contrario. Perché leggere Manuale della perfetta adultera è capire chi è Loreline e perché tradisca suo marito, è sentire quei tentennamenti che la spingono a non cedere all’attrazione prima, e all’amore poi, che prova per Trevor realistici, ed è adorare e ammirare l’assoluta dedizione di una madre verso il proprio figlio. Ed è, allo stesso tempo, sentirsi soggiogate dalla perseveranza di Trevor, innamorarsi del suo mettere chi ama sempre sopra tutto quanto, persino se stesso, e un po’ avercela con la sua vena da supereroe che quasi sempre, ahimè, ci azzecca. Ma è soprattutto comprendere le loro ragioni e non giudicare, essere spettatori della loro storia, ma principalmente di quella di Ryan e lasciarla scegliere per se stessa, come non ha mai fatto in vita sua.

“Grazie” mormorò lei, più tesa di quanto desiderasse apparire.
“Prego.” La sua voce era calda. Nell’oscurità, gli occhi parevano quasi brillare, i lineamenti sembravano sfumarsi lì dove il buio inghiottiva la luce.
Rimase ferma a dondolarsi sui piedi.
Il pensiero improvviso di stringergli la mano la solleticò, ma poi decise che pronunciare quel “grazie” era stato sufficiente e stava per aprire la portiera, quando l’uomo fece un passo verso di lei. Non verso la propria auto o il market. Verso di lei.
Ryan sollevò gli occhi ed inclinò la testa all’indietro per guardarlo, realizzando che era davvero molto alto.
E lui avanzava ancora, con lentezza.
Era una situazione che aveva del surreale. Pensò, distrattamente, che avrebbe dovuto allarmarsi, ma non provava paura. Quell’uomo esercitava un’attrazione inspiegabile su di lei e la cosa la esaltava.
Quando le fu perfettamente di fronte, i suoi sensi si erano amplificati. Avvertiva il buio farsi più profondo, il silenzio interrompersi solo per i loro respiri.
La fissava dritto negli occhi con quello sguardo sfacciato e Ryan si accorse di non riuscire a muovere nemmeno un dito.

Siamo abituati a libri con tematiche complesse, che affrontano situazioni di degrado e disagio estreme, personaggi che combattono battaglie più grandi di loro stessi e un tradimento non rientra in questi casi. Io stessa vado pazza di libri di forte impatto, ma riconoscere il talento di quest’autrice è anche capire quanto non servano circostanze eclatanti per comporre un libro meraviglioso, e anzi, quanto la maestria stia nel rendere toccante e sensazionale una vicenda che di straordinario non ha niente, se paragonato ai tanti romanzi pieni di drammi che svettano nelle classifiche. Probabilmente sono una sentimentale, forse amo sognare più di quanto sia disponibile ad ammettere, ma uno dei motivi per i quali sto studiando Editoria e voglio lavorare in questo mondo è per libri come questi. Per dar luce a libri come questi. Valorizzarli. Dar loro la giusta spinta affinché possano sbucare tra gli scaffali e trovare uno spazietto nelle librerie di chi deciderà di dar loro una possibilità. Per far sì che tutti possano avere la possibilità di scegliere libri come questi. Perché, dopotutto, libri come questi sembrano la normalità e invece ti obbligano a riflettere su tematiche con le quali non sempre è facile confrontarsi.
È vero, all’apparenza ci si imbatte in un volume che sembra comune, un classico della letteratura da consumo, ma il messaggio che contiene dentro di sé va ben oltre le aspettative e vi giuro che non vi pentirete di quei tre euro scarsi che spenderete per averlo. Ed è vero, Manuale della perfetta adultera è in fondo una storia d’amore, ma dell’amore in tutte le sue declinazioni: l’amore di una madre per il proprio figlio, quello di una ragazza verso il suo uomo, quello di una donna verso se stessa. Ed è questa la cosa  con la quale la Endif raggiunge il mio cuore: nonostante tutti i personaggi siano ben caratterizzati e seguano, nel muoversi, una loro linea di pensiero ben evidente e coerente con quelle che sono le loro sfumature, sono l’immane lavoro che sta dietro la caratterizzazione della sua protagonista e la grazia con la quale ci presenta il suo tormento che rendono questo libro assolutamente diverso da ciò che lo circonda. E perciò imperdibile.

Quell’uomo regalava libri ad una donna. Non gioielli, né vestiti.
Libri.
Nessuno ne aveva mai regalato uno a lei, ad esclusione di Bess, mentre Ryan avrebbe gradito senza alcuna ombra di dubbio, così come adorava regalarli a sua volta. Offrire in dono un libro equivaleva ad impacchettare, oltre al volume, anche le ore, i pensieri, le riflessioni spese nei riguardi della persona che lo riceveva. E per quelli non esisteva un prezzo di copertina sufficiente.

Se cercate un libro facile, devo avvertirvi: non lo è, per cui partite un po’ preparati ma lasciatevi travolgere, come Ryan dalla capacità di  Trevor di insistere, ma con i guanti, per raggiungere un obiettivo e di prendersi cura di chi gli sta a cuore, a dispetto dell’amor proprio, e come Trevor dall’integrità di Ryan e il suo prender le parti di chi non può difendersi da solo. Leggetelo se siete disposti a perdervi nella bellezza delle parole e dei loro innumerevoli significati nascosti, se avete bisogno di struggervi per una passione devastante che fa dissolvere tutto il resto, se pensate che sia impossibile mostrare una situazione difficile con una delicatezza che manca a tanti oggigiorno. E leggetelo se amate l’italiano: in una marea di romanzi autopubblicati, in cui spesso finiscono per risaltare quelli a cui manca la cura del testo, potete forse farvi sfuggire chi ha amato i propri lettori a tal punto da regalarci un prodotto, che, rarissimi refusi a parte, è perfetto?

Voto: ❤❤❤❤

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2 pensieri su “Recensione: “Manuale della perfetta adultera”, di Ella M. Endif

  1. Sono senza parole e, questo, per chi fa delle parole il proprio santuario di meditazione, è allo stesso tempo terribile e meraviglioso.
    Posso capire il senso di agitazione che hai provato nello scrivere questa recensione: è lo stesso che ha pervaso me nell’allestire la pagina dei Ringraziamenti. Blocco di giorni, fumose battaglie ingaggiate con me stessa e, quindi, l’illuminazione.
    Le parole non sono mai insufficienti, ma sono uno strumento potente. Lasciare che penetrino le nostre carni (nel mio caso come autrice, ma prima di questo come lettrice esigente) ti lascia inerme ed esausto, è vero, ma è solo in questo modo che esse si caricano, si gonfiano, si arricchiscono di tutta l’emozione che sta scoppiando in chi le scrive.
    E a me è arrivata tutta, la tua emozione.
    Grazie.

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