Vampiri sul comodino: Un classico al giorno (anzi tre) Halloween edition

Amicetti, stasera festeggerete Samhain o Halloween? Be’, anche nel caso non vi interessino queste celebrazioni, la recensione di oggi sarà un po’ particolare. Insieme ad Annachiara (del Please another book), la Chiù (di Chiara legge troppo) e la Federica (di Folle pazza meravigliosa idea), abbiamo ideato un viaggetto alla scoperta del mondo dei vampiri, croce e delizia di ogni lettore, soprattutto negli ultimi anni. Mentre le altre bambole, rispettivamente, confronteranno le copertine dei romanzi a tema, vi faranno sbavare su quelli più fighi mai creati e vi costringeranno a maratone infinite di una quantità spropositata di telefilm a loro dedicati, ho pensato di regalarvi un po’ di background. Sì, lo so, la mia parte da letterata ha preso il sopravvento e l’amore spropositato per le credenze folcloristiche ha fatto il resto, ma, non temete, nessuna lezione di letteratura inglese per oggi. Soltanto due novelle e un romanzo che non potete perdervi e a cui sono particolarmente legata. Per cui correte a seguire le pupe di cui sopra, provate ad aggiudicarvi il giveaway sul blog di Annachiara seguendo le sue regolette e mettetevi seduti comodi, insomma. Anche se di star comodi non è proprio il caso in una giornata così, non si sa mai, perché sapete come si dice, no?, non è vero ma ci credo.

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Vi siete mai chiesti da dove è sbucato il vampiro per come lo conosciamo oggi? La sua nascita, in realtà, si perde nella notte dei tempi e fior fiore di critici si impegnano da secoli per stabilirla con precisione; impresa, si capisce, quanto mai ardua e, francamente, impossibile da realizzare, ma ciò che però si può dire con certezza è che il vampiro non sempre è stato come oggi ce lo dipingiamo. Sebbene le prime cronache parlino di creature, definite sanguisughe, che non si nutrono di sangue ma ne sono assetate, è soltanto nell’Ottocento che la credenza dei morti che ritornano in vita per tormentare le proprie famiglie e i conoscenti diventa soggetto di una moltitudine di libri che, sì, sono i diretti antenati anche dei vampiri fluo di Twilight, cosa che sono certa non piacerebbe loro. Ma d’altronde neanche a noi piace. download (1)
Il primo vampiro letterario, destinato a diventare il prototipo con il quale tutti i suoi successori dovranno fare i conti, è, senza dubbio il Lord Ruthven di John Polidori, che getta le basi che saranno poi fissate in seguito del cliché del vampiro: un nobile, dal colorito pallido e dallo sguardo capace di stregare chiunque, uomo o donna che sia, tutto il contrario delle credenze popolari che lo volevano un contadino rozzo e gonfio di sangue. La trama di questo racconto (che si legge tranquillamente in un’oretta) è estremamente semplice ma ricca di rocambolesche avventure: il giovane Audrey incontra a un ricevimento Lord Ruthven, un aristocratico sotto tutti i punti di vista perfetto per il suo ambiente: abile conversatore, capace di far pendere dalle proprie labbra chi si trova di fronte, affascinante nell’aspetto e nei modi di fare, e con occhi grigi e profondissimi. Come non aver voglia di partire per l’Oriente accompagnati da una figura tanto stimabile e degna di nota? Non fosse che durante il viaggio si riveli esattamente l’opposto, ovvero un sadico che prova piacere nel mandare sul lastrico padri di famiglia e nel rovinare la reputazione di ragazze in età da marito, e Audrey decida quindi di proseguire per Atene senza di lui. Qui, in un paesino nel quale la gente consiglia di non girovagare dopo il tramonto perché succedono cose strane, incontra e si innamora di una ragazza, la quale però viene ritrovata morta con degli strani segni sul collo. Scosso violentemente, Audrey si ammala e quando si riprende trova ad assisterlo come un amico fedele Lord Ruthven. E, capirete, dimenticare quel che è successo durante la prima parte del viaggio è semplicissimo se è l’unica faccia amica che ha in una situazione estremamente infelice; così partire nuovamente con lui gli sembra la cosa migliore da fare per riprendersi e cercare di dimenticare la tragedia capitata. Ma no, le peripezie non sono affatto finite e, durante un attacco alla carrozza sulla quale viaggiano, Lord Ruthven viene ucciso da alcuni briganti, non prima, tuttavia, di aver fatto promettere a Audrey di non parlare di ciò che sa di lui e della sua morte per un anno e un giorno. Ma cosa succede se, tornato in Inghilterra, durante l’ennesimo ricevimento si ritrova di fronte proprio colui che pensava morto e sepolto?
Se oggi abbiamo dei vampiri così fighi, fondamentalmente, dobbiamo dire grazie al medico personale di Lord Byron che odiava a tal punto il proprio datore di lavoro da creare Il vampiro, con protagonista uno stronzo bellissimo che gli assomigliasse: amabile e maestro di seduzione, conquistatore e intrattenitore, ma infinitamente cinico e al di sopra della morale. Non sareste partiti anche voi per un viaggio con uno così? cop
E che dire delle vampire? Non me ne sono certo dimenticata, ecco perché voglio parlarvi di Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu, che mi sento assolutissimamente di consigliarvi perché è davvero bello e ricco di suggestioni. Di fronte a un castello di una regione austriaca, nel quale vivono una bambina di dieci anni, Laura, suo padre e qualche membro della servitù, una notte buia e senza luna una carrozza ha un incidente. A bordo ci sono una donna e sua figlia Carmilla, la quale, poiché la madre ha urgentissime questioni da sbrigare e non può portarla con sé, viene ospitata a castello. Carmilla, piccola, malinconica e coi capelli e gli occhi scuri, di una bellezza languida e sensuale, è tutto il contrario della bionda e vivace Laura, che ne rimane affascinata e la rende in pochissimo tempo la sua migliore amica, nonostante non possa fare a meno di notare che questa abbia un comportamento strano quando l’argomento di discussione è la religione o che assomigli in modo inquietante alla contessa Millarca Karnstein, colei che duecento anni prima era la signora di quelle terre. Nel frattempo, se i suoi atteggiamenti stravaganti non bastassero, si succedono una dopo l’altra le stranezze: numerose ragazze del villaggio muoiono in circostanze stravaganti, Laura si ammala e nessun medico sa cosa le succeda e un vecchio amico del padre di quest’ultima arriva a castello, ancora distrutto dalla morte della nipotina, uccisa a suo dire da una vampira che assomiglia, eh sì, proprio a Carmilla.
Intuibile il finale, deliziosa, tuttavia, la narrazione e di notevole impatto e provocazione l’aver avvicinato il vampirismo ad un’educata e all’apparenza docile ragazzina di buona famiglia che, però, mantiene in sé per la gran parte le credenze popolari, tolto, mi duole rivelarvelo, proprio il pallore cadaverico che, Le Fanu ci tiene a sottolineare, è mera finzione letteraria. E, aggiungo io, proprio per niente affascinante. download
E ultimo, ma non per ultimo, poteva forse mancare il vampiro più famoso al mondo prima che Edward Cullen e il suo sbrilluccichio arrivassero a togliergli la corona? Dracula di Bram Stoker è un must-read, anche perché se oggi sappiamo chi sia Vlad III di Valacchia lo dobbiamo a lui e non certo agli storici, e, mi spiace, probabilmente deluderà inizialmente quelli che hanno visto la maggior parte delle trasposizioni, che pochissimo, in effetti, ci azzeccano (con buona pace di quel bonazzo di Jonathan Rhys Meyers), ma sono sicurissima che ve ne innamorerete.
Costruito come una fusione di frammenti diaristici, lettere e ritagli di giornale, il romanzo si apre con l’arrivo dell’avvocato Jonathan Harker in Transilvania, per discutere, per conto del capo, col ricco conte Dracula di alcune questioni circa l’acquisto di uno stabile a Londra. Nonostante la gente del posto non abbia fatto altro che sconsigliargli di recarsi al castello e incontrarlo, pena le cose più indicibili, è soltanto col passare dei giorni in compagnia di quello che descrive come un uomo dai denti aguzzi, dai lunghi peli neri che crescono nei palmi delle mani e dalle unghie appuntite che Jonathan realizza di essere prigioniero del castello e non propriamente un ospite e, inoltre, che il suo aguzzino ha delle particolarità che mai aveva notato in nessuno: non mangia, scompare durante il giorno, di notte scivola lungo le pareti come un animale, non si riflette negli specchi, tanto per dirne qualcuna. Si capisce che non appena trova il modo di fuggire da quel posto non osa guardarsi indietro finché non ha messo chilometri e chilometri di distanza tra sé e Dracula.
Nel frattempo, in Inghilterra, mentre la fidanzata di Jonathan, Mina, è colpita dal radicale cambiamento che ha subito l’amica Lucy, ma, temendo per la vita di lui, di cui non ha più notizie, parte per l’Ungheria intenzionata a ritrovarlo e sposarlo, l’altra vede peggiorare drasticamente le proprie funzioni vitali fino a morire, nonostante l’intervento dell’esperto di vampiri, Val Helsing. Tuttavia, è solo dopo il ritorno di Lucy come vampira e la sua successiva eliminazione che tutti si adoperano per catturare e uccidere la minaccia rappresentata dal conte.
A dispetto di quanto si possa credere, Dracula effettivamente, nel romanzo, compare pochissimo. Nelle fattezze di un cane idrofobo che scende da una nave, di un pipistrello che continua a sbattere contro un vetro, della fitta nebbia che rende tetra ogni cosa che copre e raramente, sempre per pochissimo tempo, in quelle di un nobile dal sangue risalente addirittura ad Attila re degli Unni, uomo di mondo che preferisce vivere in un castello in rovina senza alcun domestico pur potendo – udite udite – camminare alla luce del sole senza sentire l’impulso di azzannare colli a destra e a manca! Ad onor del vero, niente ci mostra direttamente un vampiro ma Stoker è abilissimo nel tessere un intreccio che, con un’atmosfera cupa e terribilmente oscura, mette al centro della narrazione una minaccia che mai abbandona la scena e che tormenta i suoi protagonisti in un climax di angoscia e terrore che inevitabilmente finirà come tutti ci aspettiamo. Ma, ehi, mi sento in dovere di avvertirvi, Val Helsing non segue alla lettera le istruzioni indicate per uccidere un vampiro definitivamente. I’m just saying!

[Un grazie infinito per l’entusiasmo e le mille idee alle bambolotte sopracitate. È un piacere parlar di libri, ma è meraviglioso farlo con qualcuno come loro. Seguitele, seguitele, seguitele. Che le amerete è garantito! ♥
Trovate i loro post qui: 1, 2 e 3. Non perdeteveli ché c’è un bellissimo giveaway che vi aspetta!]

I libri del post potete acquistarli qui:
Il vampiro, John William Polidori: CARTACEO ED E-BOOK
Dracula, Bram Stoker: CARTACEO ED E-BOOK
Carmilla, J.S. Le Fanu: CARTACEO ED E-BOOK

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10 pensieri su “Vampiri sul comodino: Un classico al giorno (anzi tre) Halloween edition

  1. È la prima volta che arrivo in questo blog e già il nome mi piace, sia come suono che come significato. Complimenti per la scelta *annuisce annuisce*
    Il post è un sacco interessante e ho come l’impressione che passerò i prossimi giorni (notti più che altro) a leggermi quelli passati xD *fine premessa*
    Dracula è sul serio un must, ma quando l’ho letto (piccola marmocchietta delle medie) mi ricordo di esserci rimasta un po’ male per il fatto che il nostro vampiro fosse così tanto messo da parte. Mah, probabilmente rileggendo il libro ora lo apprezzerei di piu 😉
    Un titolo che mi sono segnata è ‘Carmilla’ *-* non vedo l’ora di leggerlo!
    Grazie per il post e per la cura che hai messo per scriverlo ❤

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    • Sì, hai ragione, a primo impatto è destabilizzante la non-presenza di Dracula. In un libro a lui intitolato, è proprio il protagonista che non compare fisicamente in scena, però in fondo c’è sempre. E’ più la minaccia in sé, ad esserci, ed è quella che fa muovere tutti gli altri e scatenare il panico. Non so, a me è piaciuta tanto come cosa, suggerisce delle idee che mi affascinano. Del tipo “Ma Dracula è esistito davvero o se lo sono solo immaginato?”, “Ma Lucy è morta perché vampirizzata o perché Van Helsing le fa una trasfusione di sangue (dopotutto siamo nel 1800 e non erano come le nostre)?”. Ma questa è la mia follia da letterata, non ci fare caso!
      Ad ogni modo, son contenta che ti piaccia il post, il nome del blog e che ti abbia dato spunti per qualche lettura ❤
      PS: Se posso essere sfacciatissima, ti suggerisco anche "Trevor", di James Lecesne, letturina veloce veloce ma davvero bellissima. L'ho recensito qualche settimana fa e non faccio che suggerirlo a chiunque per quanto l'ho amato!

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  2. Ho scoperto questo Blog grazie a Please Another Book e me ne sono innamorata!
    Questo post è stra-interessante, e da ignorante in materia non sapevo neanche la metà delle cose che hai detto.
    So di avere Dracula di Stoker da qualche parte in casa e sono tentata di cercarlo e leggerlo. Ho visto una decina di anni fa una delle trasposizioni a film (non so quale) che mi aveva scandalizzato, giuro. Bella, eh. Ma io ero piccola e innocente e vedere due (o tre?) vampire che cercando di bere il sangue del tipo gli apparivano tra le gambe con un fare molto lascivo mi aveva sconvolto. Ricordo che mio padre si era lanciato in una filippica dove diceva che in realtà Dracula rappresentava la passione carnale e la conseguente voglia di trasgredire. Credo. Una cosa sul genere, comunque.
    In ogni caso, complimenti per il blog!

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    • Ed ha ben ragione. Potremmo trovarci anche il tema del tramonto del vittorianesimo, l’avvento di una nuova epoca e la voglia di non “cambiare”, ma fondamentalmente il vampiro è una metafora del sesso, lo si può ben capire anche dal modo in cui vengono uccisi (un paletto, il cuore, rituali sempre più aggressivi sulle vampire che sui vampiri comunque, tipo la povera Carmilla!). Ma a parte tutto questo, lo si può leggere anche solo per il piacere di farlo e trovarci quel che ognuno vuole, insomma. Per me è bellissimissimo e se il post ti ha messo voglia di leggerlo son contentissima!
      Sei davvero gentilissima, grazie mille dei complimenti ❤ Spero di continuare a esserne all'altezza!

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  3. Ciao, mi sono iscritta a questo blog e, dopo aver letto ciò che scrivi, devo dire che ci passerò molto spesso… è davvero interessante! Così come è davvero interessante anche questo post! *-* Sebbene i vampiri siano delle creature di cui amo molto leggere, non sono poi così tanti i libri di vampiri che mi ritrovo a leggere, e poi mi manca sempre qualcosa… ovvero la lettura del classico “vampiresco” per eccellenza, il romanzo di Bram Stoker, che ho recuperato da poco e spero di poter leggere presto. Il mito di Dracula è davvero intramontabile e molto amato, ecco perché molti autori cercano di sfruttarlo, ma non sempre il risultato è piacevole. Ci sono storie di vampiri davvero illeggibili, altre abbastanza piacevoli, ma devo ancora leggerne una che mi faccia davvero scalpitare! Tanto per restare in tema, ieri sera sono andata a vedere Dracula Untold.. un film sulle origini della leggenda di Dracula, in cui Dracula viene presentato come un eroe e un uomo dedito alla famiglia e al reame. Il film è bellissimo, il protagonista anche (Luke Evans lo adoro in tutti i panni che veste!), ma , inevitabilmente, ho fatto un confronto col film di Coppola e non ci sono paragoni. Però, se sei amante del mito di Dracula quanto me, ti consiglio di andarlo a vedere 😉
    Un bacio, a presto!

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    • Ciao Franci! Grazie mille dei complimenti, sei davvero troppo gentile ❤
      Hai ragione, i libri su vampiri sono tantissimi, specialmente dopo "Twilight" che li ha resi più "adatti" a un pubblico più giovane (un merito diamoglielo dai!) e li ha fatti spopolare ovunque. Però sì, trovarne di effettivamente ben scritti e belli è difficile. Ma non solo coi vampiri, lo stesso si può dire dei licantropi, delle fate (quelle soprattutto!), degli angeli… Qualsiasi creatura leggendaria o fantastica, alla fine. Ma non perdo le speranze! v.v E qualcosa di bello si trova eccome: vedi la saga "Black Friars", che se non hai letto ti straconsiglio!
      Sicuramente vedrò il film, perché son curiosissima di scoprire com'è stato fatto e poi… Luke Evans! Come perderlo!
      Grazie mille ancora ❤

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