Recensione ~ “Trevor” di James Lecesne

Lo so che ho pubblicato una recensione appena ieri pomeriggio, ma sento l’assoluta urgenza di parlarvi di questa novella e se non lo faccio oggi scoppio. Avrei voluto raccontarvi dell’amicizia di Althea & Oliver della Moracho, ma devo assolutamente spazio a Trevor e alla meraviglia che è e racchiude tra le sue pochissime pagine e ieri pomeriggio mi è balzata addosso. Sappiate che questa sarà una recensione entusiasta ed entusiastica, dovuta all’amore spropositato per quel che ho letto ma soprattutto per l’intero progetto che gli sta dietro e devo consigliarvelo, caldamente. Leggetelo, leggetelo e amatelo dal profondo del cuore. Poi andiamo insieme a fare un monumento alla Rizzoli per averlo portato anche da noi.
Buon venerdì, mie amicetti!

I giovani, tutti i giovani, appartengono al nostro futuro, e senza di loro anche noi non avremmo un domani. Convincere un ragazzo o una ragazza che la sua vita merita di essere vissuta è convincere noi stessi che il mondo merita di essere salvato. Sono convinto che ogni giovane abbia bisogno di trovare storie in cui riconoscersi, storie che lo aiutino a capire che è perfetto com’è. Spero che la storia di Trevor sia proprio questo per le generazioni future (dalla postfazione dell’autore, James Lecesne).

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Trevor. Non sei sbagliato: sei come sei
di James Lecesne


TITOLO ORIGINALE: Trevor
EDITORE: Rizzoli
TRADUTTORE: G. Aterini
ANNO: 2014
PAGINE: 108


Trevor, tredici anni, è un inguaribile ottimista, uno spirito effervescente ed entusiasta, un artista in erba che con la sua vita sogna di cambiare il mondo, proprio come Lady Gaga. A scuola, però, le sue passioni iniziano ad attirargli battutine e insulti, che nella sua limpida ingenuità Trevor non capisce, e così facendo contribuisce a rinfocolare. Abbandonato dagli amici, frainteso dal mondo degli adulti, genitori compresi, Trevor si ritrova presto affibbiata l’etichetta di gay. Una storia che si ripete spesso in molte scuole del nostro Paese. Per fortuna, però, nel caso di Trevor questo è solo l’inizio.



· Recensione ·

La mia personale forma di tortura era ritrovarmi prigioniero in un ambiente in cui tutti quelli che avevo intorno continuavano a ripetere che ero gay. Se io lo sia davvero o no non conta. Il punto è un altro: è sbagliato rendere pubblico l’orientamento sessuale degli altri, ed è altrettanto sbagliato andarsene in giro a pretendere che qualcuno renda pubblico il suo orientamento sessuale se lui/lei non se la sente. Solo perché a uno disturba l’ambiguità e non sopporta l’equivocità e/o la contraddizione, non vuol dire che tutti nel mondo debbano comportarsi di conseguenza. Alcuni di noi preferiscono rimanere un mistero – persino a se stessi – fino a quando non si sentono pronti.

Se non avete ancora letto questo libriccino, fatelo. Fatelo perché amare Trevor è facilissimo e conoscerlo merita più di tanti altri libri che ho letto quest’anno. Fatelo perché forse cambierà la visione che avete di alcune cose oppure non farà che confermare ciò che pensate ma di sicuro vi farà riflettere. Fatelo perché questo non è solo un libro, ma principalmente lo sbocco di un progetto che da solo negli Stati Uniti ha aiutato e continua ad aiutare milioni di ragazzi che altrimenti sarebbero soli. Ed essere soli quando si è in crisi è quanto di peggiore possa capitare a qualcuno. Fatelo perché lo amerete nel profondo, riderete grazie alla splendida spontaneità di Trevor e verserete lacrime per quel che è nonostante la merda gli piova addosso da tutte le parti senza sconti. Fatelo non perché ve lo dico io ma perché non ve ne pentirete neanche per un secondo e sarà una delle letture migliori che intraprenderete. Fatelo perché come me siete in qualche misura dei Trevor o vorrete essere dei Trevor e imparare a volervi bene proprio come lui fa con se stesso.
Trevor è un ragazzo di appena tredici anni ma soprattutto è un concentrato di energia e vitalità che adora l’arte in tutte le sue manifestazioni, sogna di cambiare il mondo lanciando messaggi sociali come l’amatissima Lady Gaga e come lei non ha paura di essere quel che è, a dispetto di ciò che ha attorno. Ma essere diverso nell’adolescenza significa essere isolato, deriso, appellato con nomignoli che ti si appiccicano addosso e ti seguono ovunque e fanno sì che anche i tuoi amici si adeguino alla massa e ti abbandonino al tuo non essere come gli altri. Ma Trevor nella sua tenera inconsapevolezza non capisce perché stia succedendo tutto questo proprio a lui, vuol solo gestire al meglio il musical della scuola, vestirsi da Lady Gaga per Halloween, parlare con l’amico Pinky di ciò che vorrebbe fare da grande senza sentirsi ridicolizzato. Lentamente, intorno a Trevor, si crea un silenzio assordante, fatto di pugni nei corridoi della scuola che non indignano nessuno, genitori che non capiscono cosa non vada e costringono il figlio a parlarePhotoGrid_1466189651370 con un prete finendo per scioccarlo ulteriormente, amici che per paura voltano le spalle e finiscono per entrare a far parte dei bulli che alimentano la caccia al gay, passioni che vengono accantonate come i brillantini e la parrucca bionda che finiscono nella pattumiera perché essere diverso è troppo difficile se non hai accanto qualcuno che ti accetti per quello che sei. Ma, Trevor, lo dice molto meglio di me.
Trevor è piccolo, quasi un bambino ancora, ma ha da insegnare qualcosa a ognuno e lo fa con la naturalezza dei suoi anni, con la spontaneità di chi cade e si rialza pronto a sorridere in faccia a chi lo deride, condannato ad essere ingabbiato in pregiudizi che lo limiteranno sempre. Ma non sta qui quel che vuol dirci: Trevor non sa se è gay e quello solo lui potrà capirlo col tempo, con l’esperienza, con la libertà delle emozioni; ma capisce – anche se l’ha sempre saputo sotto sotto – che l’essere differente sarà il suo punto di forza, che la sua grinta lo porterà lontano e che è bellissimo quanto un fuoco d’artificio che illumina a giorno tutta la bassezza che lo circonda. Perché Trevor sa amare senza condizioni e senza riserve: ama i genitori che non si accorgono che è caduto a terra morto (e poco importa che sia un gioco) perché impegnati a guardare un quiz televisivo; ama l’amico che gli chiede di essere meno gay perché ha paura che quell’etichetta sarà affibbiata anche a lui e quindi lo allontana da sé; ama quel ragazzo che gli è stato accanto quando nessun altro c’era e poi se n’è andato come tutti non appena i genitori gli hanno detto di girare alla larga dal ragazzino gay. Trevor sa amare e sa perdonare, ha un cuore così grande da inglobare chi legge e perciò volergli bene è di una facilità impressionante. È vita, Trevore questo quelli che ha attorno possono solo sognare di essere e mai saranno, e lo è nonostante tutto quanto perché Trevor brilla e la sua luce è accecante.
Di Trevor ce ne sono tanti in Italia, nel mondo, tanti di noi lo sono stati e forse lo saranno sempre, anche David Levithan lo dice nella prefazione americana e tradotta anche da noi. Questa non è la storia di un ragazzino bullizzato perché gay, sarebbe riduttivo riassumerla così: questa è la storia di un ragazzino che ama la vita e la ama in tutti i suoi colori e sfumature e per questo viene messo al bando da chi lo circonda e non lo capisce. È successo a Trevor ma è semplice riconoscersi, sentirsi quel diverso emarginato e senza appigli. Be’, a tutti voi, dico che Trevor ce la fa e ce la fa alla grande e che la sua storia può aiutare a far uscire dal guscio tanti piccoli Trevor sparsi per il globo. Già lo ha fatto, continuerà a farlo: prima pièce teatrale, poi cortometraggio vincitore di un Oscar, in seguito Telefono Amico capace di dare ascolto e sostegno a giovani uomini e donne in crisi e infine il racconto di cui vi sto parlando. Trevor e tutte le bellissime persone che vi stanno dietro cambiano il mondo un piccolo passo alla volta e ci dimostrano (nonostante sia assurdo che ne esista la necessità) che non sono i ragazzi a dover cambiare quel che sono, ma è il mondo in cui vivono a doverlo fare. Non sei sbagliato: sei quel che sei; esiste forse messaggio più bello da lanciare?

Quando sei giovane, qualsiasi cosa ti capiti la gente ti dice che la supererai, che te la butterai alle spalle; lo dicono come se ciò che provi, i tuoi sentimenti, non fossero veri, o al limite soltanto un semplice allenamento per affrontare quello che poi arriva crescendo. Ma a contare è solo ciò che abbiamo nel presente. L’amore che oggi sentiamo è ciò che sappiamo dell’amore; è ciò con cui dobbiamo fare i conti. La gente rifiuta di ammettere che a volte proviamo sensazioni così forti che vorremmo solo stenderci per terra e morire piuttosto che continuare a provarle. Non sto dicendo che sia una bella cosa, questa; dico solo che è così che va. E lo so perché a me è successo.

5/5
📚📚📚📚📚

In fondo al libro sono presenti i recapiti ai quattro principali servizi italiani di Telefono Amico Gay e mi sembra giusto riportarli, nel caso qualcuno capitato da queste parti ne sentisse la necessità. Sogno un mondo in cui non servano questi numeri e l’essere gay sia per tutti normale come avere i capelli rossi o gli occhi verdi, ma purtroppo quel mondo ancora non esiste e se ne avete bisogno non esitate a chiedere aiuto:

BOLOGNA http://www.telefonoamicogay.it 051.555661
MILANO http://www.arcigaymilano.org 02.54122227
ROMA http://www.gayhelpline.it 800.713.713
TORINO http://www.contattoglbt.it 011.5211132

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2 pensieri su “Recensione ~ “Trevor” di James Lecesne

    • Infatti. È uno libro che affronta una tematica particolare e delicata tramite l’innocenza del protagonista ma al tempo stesso con una maturità impressionante. Non c’è posto per banalizzazioni o sfruttamento di una tematica tanto delicata ma spesso bistrattata.
      Lo consiglio più di tanti altri che ho letto!

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