Chi di teaser ferisce

chi di teaser feriscePrima di scappare a prendere il treno e andare ad immergermi nel romanzo giallo europeo degli anni ’30 (YAY! Il corso bellissimissimo è partito!), vi lascio i tre teaser dei libri che sto leggendo (The giver in inglese per un corso che sto seguendo, ma comunque citato in italiano ché son precisina e poi sclero se non c’è coerenza tra le varie parti del post), due dei quali in read-along, un’esperienza che, se non l’avete mai fatto, dovete assolutamente sperimentare. Perdersi nei mondi di carta è meraviglioso, condividerli con le amiche o, perché no?, con sconosciuti, che attraverso questo forse non saranno più tali, è davvero bello. Buone letture, qualsiasi cosa stiate leggendo!

9788804635260-doll-bones-la-bambola-di-ossa_carosello_opera_scale_widthTitolo: Doll bones. La bambola di ossa
Autrice: Holly Black
Traduttore: Giuseppe Iacobaci
Editore: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 228

A dodici anni, Zach passa i pomeriggi a inventare storie con le sue due migliori amiche, Poppy e Alice: i tre hanno affidato il dominio del loro regno immaginario all’enigmatica Regina, una bambola di porcellana così perfetta da sembrare viva. Un brutto giorno il padre affronta Zach intimandogli di crescere e di cominciare a interessarsi a cose “da grandi”. Il mondo di Zach sembra andare in frantumi, finché una notte la Regina compare in sogno a Poppy, rivelandole di essere stata una bambina in carne e ossa di nome Eleanor, le cui ceneri si trovano ora all’interno della bambola; Eleanor non avrà pace finché non sarà seppellita nella sua tomba, in una lontana cittadina dall’altra parte degli Stati Uniti.
I tre ragazzi partono nel cuore della notte, dormendo sotto le stelle, accampandosi nei cimiteri, incontrando bizzarri personaggi che parlano alla bambola scambiandola per una bambina vera, in un viaggio che cambierà per sempre le loro esistenze.

Prima di uscire, scrisse il bigliettino e lo lasciò sul suo letto. Diceva:
MI SONO ALZATO PRESTO. SONO ANDATO
A GIOCARE A PALLACANESTRO.
FORSE NON TORNO PER CENA.
“Forse non torno più” pensò, ma non lo scrisse.
Mentre usciva di casa e chiudeva piano la porta, si domandò di nuovo, per un istante, se non fosse
un trucco. Una bugia. Un tentativo di Poppy di giocare un’ultima volta.
Le ceneri però sembravano vere, si disse.
In fin dei conti, non sapeva se andava perché un po’ ci credeva al fantasma o perché era abituato a
seguire il filo delle storie di Poppy, o semplicemente perché partire era una scusa per fuggire sapendo di poter tornare indietro.
Se avesse voluto tornare.

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Titolo: The giver. Il donatore
Autrice: Lois Lowry
Traduttrici: Angela Ragusa e Sara Congregati
Editore: Giunti
Anno: 2014 (p.e. 1995)
Pagine: 176

Jonas è un adolescente che vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte individuali.
Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Comitato degli Anziani nella cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento cruciale sta arrivando…

C’è molto di più. C’è tutto quello che va al di là… cioè l’Altrove… e va indietro e indietro e indietro nel tempo. Quando fui scelto, ricevetti tutte queste memorie. E qui, in questa stanza, in solitudine, le ho vissute e rivissute. Così si acquisisce la saggezza. Così forgiamo il nostro futuro.

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Titolo: Veronika decide di morire 
Autore: Paulo Coelho
Traduttore: Rita Desti
Editore: Bompiani
Anno: 2011 (p.e. 1999)
Pagine: 186

Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l’esistenza. Conosce Mari, Zedka, Eduard, persone che la gente “normale” considera folli, e soprattutto incontra il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’Amargura, l’Amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere. Veronika spalanca così le porte di un nuovo mondo, un mondo che, attraversato con la consapevolezza della morte, la spinge, sorprendentemente, alla consapevolezza della vita. Fino alla conquista del dono più prezioso: sapere vivere ogni giorno come un miracolo.

Al di là dell’inferriata, il cielo appariva punteggiato di stelle, con un quarto di luna crescente che stava sorgendo dietro le montagne. I poeti amavano la luna piena, e su di essa avevano scritto migliaia di versi; Veronika, invece, era innamorata dello spicchio di luna, poiché poteva ancora aumentare, espandersi, colmare di luce tutta la sua superficie, prima dell’inevitabile decadenza (…) Nella sua vita, aveva spinto fino alle estreme conseguenze moltissime cose, ma solo tra quelle non particolarmente importanti, come trascinare dei litigi che si sarebbero risolti con semplici parole di scusa, o non telefonare più ad un uomo di cui era innamorata, pensando che la relazione non avrebbe condotto a niente. Era stata intransigente solo quando era risultato facile esserlo: per esempio dimostrando a se stessa la propria forza e la propria indifferenza, anche se in realtà era una donna fragile (…) aveva debellato i difetti più semplici, per ritrovarsi sconfitta nelle cose importanti e fondamentali. Riusciva ad assumere i tratti della donna indipendente, nonostante avesse un disperato bisogno di compagnia (…) Per questo non le erano rimaste forze sufficienti per essere se stessa: una persona che, come tutte, aveva bisogno degli altri per essere felice. (…) Forse, con la sua forza e la sua determinazione, aveva fatto colpo su molta gente. Ma dov’era arrivata? Nel vuoto. In una totale solitudine. A Villette. Nell’anticamera della Morte.

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