Sunday read-day #2

Nel primo appuntamento con questa rubrica, primissimo post del blog!, mi ero ripromessa di leggere cinque libri il mese scorso e, accidenti a me, uno non l’ho letto! Okay, okay, ne ho letti altri che non erano in programma e mi sono resa conto che per riuscire a recensire tutti i libri che leggo o ho letto dovrei pubblicare un post al giorno e no, non ve lo meritate ché poi sì che mi bannano in eterno dal web. Perciò, ho pensato di continuare a utilizzare quest’appuntamento mensile per propormi le letture del mese che segue, ma di aggiungerci delle mini recensioni per quei libri che, per un motivo o per un altro, non riuscirò a recensire singolarmente e non meritano del tutto di finire nel Thank God it’s over. Dunque, due velocissime recensioni e poi le letture del mese! Buona domenica, fanciulli, e buon inizio settimana!

downloadTitolo: Paranormalmente
Serie: Paranormalcy #1
Autrice: Kiersten White
Traduttrice: Sara Reggiani
Editore: Giunti
Anno: 2011
Pagine: 416

Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un’agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un’avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile… Ma fra mille avventure e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un’oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i conti con la sua vera identità, Evie, accoccolata sotto una coperta con Preston, il suo mutaforma, sentirà le loro anime fondersi e l’amore trionferà su tutto, nel mondo normale, e anche in quello un po’ più strano.

Da quando ho finito di leggere questo libro, sono preda di sentimenti contrastanti, perché, per quanto abbia apprezzato alcune sue caratteristiche, altre mi hanno annoiata enormemente e insomma, passata una settimana dall’averlo finito, non mi ricordo granché dell’azione e questo non è un grande pregio, giusto? A sua discolpa, posso dire che l’ho letto praticamente nel giro di qualche ora, e, complice l’insonnia, ho finito col divorarlo a notte fonda e probabilmente i miei neuroni già stavano dormendo ma, rimane il fatto, che sì, in più punti mi ha annoiata: la trama, l’eroina, il cattivo, persino il potenziale interesse amoroso di Evie ed è tutto dire! Ma andiamo con ordine, ché altrimenti mi perdo in frasi sconclusionate. Evie, adolescente capace di vedere i mostri che si nascondono dietro sembianze normali e ingaggiata dal Centro di controllo e contenimento del paranormale creato in seguito a un accordo internazionale per proteggere l’umanità, è barricata dentro le mura del posto dove lavora e vive, non è mai andata a scuola e l’unica cosa che vuole è la normalità, poter avere un armadietto a scuola come nei telefilm che segue e andare a fare shopping con le amiche mentre spettegolano sui gossip più recenti. Ma tutto questo le viene negato: il suo operato è fondamentale per il Centro e il suo capo, diventata una sorta di mamma che l’ha accudita e cresciuta negli anni da quando è stata trovata in un vicolo, non le permette neanche di mettere la testa fuori dalla sua stanza se non per ragioni prettamente professionali. Non compatirla è impossibile, dopotutto: passa le sue giornate a catturare mostriciattoli, ha un taser rosa con gli strass – sa perciò difendersi da sola! -, l’unica amica che ha è rinchiusa dentro un acquario e non ha la minima idea di chi siano i suoi genitori. La sua è una routine così triste e vuota, interrotta soltanto dalla visione di quello che appare come un Dawson’s creek in piena regola, che quando al centro appare Preston e lei sgattaiola nella cella in cui lui è rinchiuso che gioiamo con lei. Insieme si divertono, le loro battute sono ironiche, l’alchimia perfetta, eppure… non arriva. La staticità è la caratteristica preponderante di tutta la narrazione e dei suoi personaggi: ci sono tutte le potenzialità affinché ci si immedesimi e si speri nell’happy ending per Evie, nel privato e nella sua vita “lavorativa”, ma niente li fa saltare fuori dalle pagine. Piatto è il cattivo, quasi noioso e prevedibile in più momenti, così come la storia tra Preston ed Evie che appare carina, divertente ma nulla che lasci il segno e faccia sognare. Ma, non per questo, meritevole di bocciatura, anzi: a contribuire al voto tendenzialmente positivo l’ampia varietà di creature paranormali, oltre gli ormai classici vampiri, fate e folletti, ognuno col proprio potere ben delineato, cosa che fa sentire chiaramente lo studio dell’autrice delle credenze popolari e questo non può non piacermi! Insomma, ci ho scritto una tesi sopra, mi conquisti facilmente, Kiersten! Darò sicuramente un’altra chance alla serie.

Voto: ❤❤❤

Lo specchio delle fate

Titolo: Lo specchio delle fate [TO Glimmerglass]
Serie: Faeriewalker #1
Autrice: Jenna Black
Traduttrice: Cristina Baccarini
Editore: Newton Compton
Anno: 2012
Pagine: 288

Dana Hathaway non lo sa ancora, ma sta per cacciarsi davvero nei guai. Quando sua madre si presenta al saggio di fine anno ubriaca, la ragazza capisce di averne abbastanza: è giunto il momento di prendere un volo che dagli Stati Uniti la porterà fino alla lontana Inghilterra. È diretta verso la mitica città di Avalon, l’unico posto sulla terra in cui il mondo umano e quello delle fate entrano in contatto e dove vive il suo misterioso padre. Ad Avalon però, il viaggio comincia ad andare storto e Dana si trova invischiata in un gioco molto pericoloso: qualcuno sta cercando senza dubbio di farle del male. Ma soprattutto, sembra che tutti vogliano qualcosa da lei: sua zia Grace, Ethan, un affascinante ragazzo dotato di straordinari poteri, e Kimber, sua sorella. Ma cosa, esattamente? Persino suo padre pare intenzionato a tenerla all’oscuro di tutto quello che le sta accadendo… Intrappolata tra due mondi, coinvolta in oscure trame di potere, la ragazza non sa più di chi può fidarsi, ma ha capito bene che la sua vita non potrà più tornare quella di una volta.

Prendiamoci un attimo per ammirare la bellezza di questa copertina. Cioè, dai, non è bellissima? Ammetto di aver agguantato Lo specchio delle fate dalla pila sul comodino principalmente per questo motivo; se poi ci aggiungiamo quel “fate” che mi occhieggiava dal titolo… non potevo resistere. Ed ho fatto bene. Va bene, non è stata una lettura esaltante, ma ho passato un venerdì sera a passeggiare per Avalon rimanendone incantata assieme a Dana e deve pur significare qualcosa. Sebbene l’idea dell’ennesima ragazza che, stanca della propria vita malmessa, decide di lasciarsi tutto alle spalle e partire non mi avesse fatto fare i salti di gioia perché, in fondo, non è per niente un’idea nuova, non appena Dana arriva ad Avalon, la magica città in cui il mondo fatato e quello umano convivono pacificamente, non si può non apprezzare le descrizioni della realtà che esiste al di là della frontiera proibita agli umani e sperare prima o poi di varcarne il confine per viverla appieno e non di riflesso. Oltre ad un ambientazione da sogno, leggere e seguire la narrazione di Dana non è stato noioso, tutto il contrario: spesso mi ritrovo infastidita da alcuni punti di vista, come se entrare nella testa di un personaggio invece che di un altro rendesse automaticamente noiosissimo o irritante tutto il resto (per dire, seguire i capitoli di Simon nel quarto libro degli Shadowhunters è stato atroce), ma fortunatamente la nostra non è un’eroina di quelle che prenderesti a mazzate in fronte dall’alba al tramonto. Dana, infatti, ha passato praticamente tutta la sua vita a far da badante alla madre, sempre troppo ubriaca per prestarle attenzione, ma, nonostante questo, non si lascia compatire facilmente, è brillante e alcune volte compie errori stupidi, errori che la rendono più umana di quello che il suo sangue per metà fae farebbe sembrare. Lo stesso partire senza conoscere minimamente il padre e quello che l’attende ad Avalon ne è la prova lampante e il suo finire dalla padella alla brace dimostra quanto non pensi razionalmente spesso e volentieri prima di compiere una scelta. Ma, proprio per questo, le ho voluto bene: Dana è una sedicenne e come tale si comporta, e, francamente, ci voleva proprio. Se a lei sommiamo un mondo – quello fatato – in cui la corte Seelie e quella Unseelie sono in una lotta sfrenata per il potere politico di Faerie, due personaggi maschili che fregni è dire poco (perché buon sangue fae non mente mai) e dei colpi di scena nascosti dietro l’angolo che, per la maggior parte, non ci si aspetta… farselo scappare è quasi impossibile, capirete bene. Anche perché le basi gettate sono niente male e quel che rimane in sospeso – a partire dall’evoluzione di Dana e della sua maturazione fino a tentare di prender finalmente in mano le redini della propria vita – invoglia chiaramente ad accalappiare il seguito al volo. Cosa che farò prestissimissimo.

Voto: ❤❤❤

Recensioncine veloci e indolori, visto? Oh, lo so, sto blaterando cose da circa millecinquecento parole e sarebbe l’ora di smetterla, ma devo pur scrivere da qualche parte quel che devo leggere questo mese, prima che me ne scordi e mi perda, non vi sembra?
downloadOltre a voler leggere a tutti i costi Black ice di Becca Fitzpatrick perché, insomma, la Piemme ne sta facendo un hype immenso e devo pur averlo tra le mani e giudicare di persona, di cui vi avevo già parlato qui (se cliccate ci trovate la trama), ho in programma una serie infinita di letture che molto probabilmente non porterò a termine ma chi può saperlo? Ammesso e non concesso che il corso che frequenterò questo semestre parta perché raggiungiamo il numero minimo di iscritti, dovrei aver relativamente tempo per farlo, tra una ripetizione alle mie bambine e lo studio e, francamente, lo spero proprio.
img-passion-coverFinalmente, in questi giorni, mi sono decisa a completare la saga di Lauren Kate, Fallen, e ho finito ieri il secondo, quindi molto probabilmente, sebbene la noia e gli sbadigli non preannuncino niente di buono, devo assolutamente leggere almeno il terzo, Passion. Non mi aspetto niente di buono e questo dovrebbe contribuire positivamente, visto che ormai ho perso le speranze verso dei libri come questi, pieni di potenziale ma sfruttati malamente e con protagoniste così bionde (dentro) da far paura alle corteggiatrici di Uomini e Donne (non me ne vogliano).
Be’, ce l’ho in cartaceo, nel caso lo scaglio contro il muro.
No, non posso, devo finire l’intera saga e solo al pensiero sto malissimo, ma masochismo docet. Temo che ne sentirete presto parlare in Thank God it’s over ma spero proprio di ricredermi. Pareri in proposito, anyone? Aiutatemi che su Goodreads mi hanno scoraggiata tantissimo e ho il terrore!
download (1)Oltre questo, sul comodino ho pronto Cercando Alaska, di John Green, che ho già iniziato a leggiucchiare ieri sera. Con 4,19 di punteggio sui social, per chi ancora, come me, non lo avesse letto, narra la storia del sedicenne Miles, introverso quanto basta per collezionare Ultime Parole Famose, che decide di lasciare la scuola che frequenta e casa dei genitori per trasferirsi in una scuola preparatoria dell’Alabama alla ricerca del suo Grande Forse. Qui conosce e diventa amico di Chip e Alaska, la ragazza di cui là dentro tutti vorrebbero poter dire “è mia”. I tre insieme condividono tutto: si divertono a fare scherzi, si ubriacano, fumano, chiacchierano fino a notte fonda. Finché un giorno Alaska muore, schiantandosi con l’auto, e il mondo di Miles si ferma: è stato davvero un incidente o si è uccisa spinta da quell’infelicità che le leggeva sempre negli occhi?
You had me at hello, diceva Renee Zellweger in Jerry McGuire e qualcosa di simile potrei dire io a Green: basta che ci metta la sua firma sopra, sono sicura che avrò sempre voglia di leggerlo per scoprire se e quanto mi farà soffrire da uno a Mi piacciono, Augustus. Mi piacciono.
downloadDa domani, poi, due libri da iniziare e condividere. Col read-along organizzato da Anna Chiara di Please another book (qui accanto trovate il banner e se ci cliccate sbucate direttamente sul post appositamente dedicato), The giver. Il donatore, di Lois Lowry, il cui film è uscito nelle scorse settimane al cinema e che mai avrei iniziato, molto probabilmente, se non lo avessi visto proposto nel suo blog.
Primo di una quadrilogia e pubblicato per la prima volta nel 1993, il libro è ambientato in una società futura organizzata e pacifica nella quale sono stati rimossi il dolore, la passione e le differenze individuali; allo stesso modo, nessuno decide chi sposare né quale mestiere svolgere. Durante la Cerimonia dei Dodici, durante la quale ad ogni dodicenne viene assegnato il lavoro che svolgerà nella propria vita, Jonas riceve il compito di custodire le memorie dell’umanità, che deve ricevere dal Donatore, provando così un caleidoscopio di emozioni che nessun altro deve conoscere. Intrigante, no?
9788804635260-doll-bones-la-bambola-di-ossa_carosello_opera_scale_widthUltimo della lista, da leggere assieme alle pupe del Club del libro, Doll bones. La bambola di ossa, di Holly Black. A parte che ha un’immagine di copertina così meravigliosa che voglio averlo nella mia libreria a prescindere dal fatto che mi piacerà o no, non vedo l’ora sia domani per cominciarlo. Doll bones è la storia di Zach, Poppy e Alice e dei loro pomeriggi passati a inventare storie al cui centro regna la Regina, una bambola di porcellana talmente perfetta da sembrare viva, ma è anche la storia di Eleonor, la bambina che appare in sogno a Poppy per rivelarle che le sue ceneri sono all’interno della bambola e chiederle di seppellirla in una cittadina dall’altra parte degli Stati Uniti donandole la pace. Una richiesta che non può non essere ascoltata e che fa sì che i tre partano di nascosto all’avventura, domendo dove capita, talvolta nei cimiteri, e facendo strani incontri con personaggi bizzarri, in un viaggio che li cambierà per sempre.
Per il momento direi che può bastare, vi ho annoiati a sufficienza; ma, prima di chiudere, posso dire una cosina una sola l’ultima e poi scompaio e non torno fino a domani? Grazie. Un mese fa ho aperto questo angolino più per dar seguito a un progetto universitario che voglia di dar vita all’ennesimo bookblog, ma col passare delle settimane è diventato qualcosa di più e condividere una delle mie passioni nel mio piccolo è diventata una cosa indispensabile. Perciò, ecco, grazie, amici, siete dei tesori ❤
Buona domenica!

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