Recensione: “La sedicesima luna”, di Kami Garcia e Margaret Stohl

Buongiorno, amici, e buon venerdì, soprattutto! Ultimo mio fine settimana prima dell’inizio dei corsi e ultimi giorni di pseudo-normalità che passerò attanagliata dall’ansia per tutto quello che qualcosa che ho atteso per così tanto potrà portarmi. Ovvero, tre giorni da passare accovacciata a dondolarmi sui talloni in un angolo della stanza rivolta verso il muro mormorando parole in lingue che nemmeno conosco, perché farcela mai e, cosa più importante, mai farsi prendere dal panico. Ma va bene, siamo qui per una cosa meno stupida di me: la recensione di oggi! Vi avevo già nominato questo libro, letto qualche settimana fa – del quale ancora devo vedere il film che mi dicono sia orribile – e, specialmente, una delle sue due autrici, la Garcia, della quale è uscito quasi un mesetto fa Unbreakable, di cui vi avevo parlato e che ancora non ho avuto l’opportunità di leggere. Perciò, niente, vi lascio alla recensione e vi auguro un buon week-end! Appuntamento a domenica, bamboli! ❤
[Ps: ho modificato il menu qua sopra, rendendolo più snello e più pratico. Le recensioni, adesso, potete trovarle suddivise in ordine per autore, editore, punteggio, serie e titolo, perché una maniaca dell’ordine affetta da disturbo ossessivo complusivo come me aveva bisogno di renderle più presentabili e ordinate, ecco.]

la sedicesima luna

Titolo: La sedicesima luna [TO Beautiful creatures]
Serie: Caster Chronicles #1
Autrici: Kami Garcia e Margaret Stohl
Traduttore: Maria Cristina Leardini
Editore: Mondadori
Anno: 2011
Pagine: 528

Le notti di Ethan sono tormentate da strani sogni che hanno per protagonista una misteriosa e bellissima ragazza. Un giorno, nel cortile della scuola, Ethan se la ritrova davanti. È Lena Duchannes, “la ragazza nuova” appena arrivata in città, nipote di Macon Ravenwood, il vecchio eremita pazzo che vive ai confini di Gatlin. Lena è diversa da qualsiasi ragazza Ethan abbia mai incontrato, talmente diversa che a scuola viene subito emarginata. Solo lui, assecondando l’inspiegabile connessione che sembra legarli, la avvicina e se ne innamora perdutamente. Ma Lena nasconde un segreto: la terribile maledizione che da generazioni perseguita la sua famiglia e che si compirà il giorno del suo sedicesimo compleanno.

Alcune volte, dei libri, mi lasciano addosso un fastidio che non riesco a spiegare, come se le mie attese non venissero ripagate pienamente ma al contempo non potessi dirmi insoddisfatta del tutto di quel che ho appena finito di leggere. Sempre meglio qualcosa, che il niente, per come la vedo io, perciò non posso dire che La sedicesima luna mi abbia appagata né che mi abbia irritata al punto tale di non finirlo o non farmi piacere niente. Sta a metà, nel limbo dell'”avrei potuto far di più ma mi accontento di questo” e a volte va benissimo così.
Ethan è all’apparenza un normale sedicenne che trascorre le sue giornate tra scuola, allenamenti di basket e l’amico Link; annoiato a sufficienza dalla vita di paese – Gatlin, una cittadina più interessata al suo fantomatico glorioso ruolo cruciale nella Guerra d’Indipendenza, votata più alla rievocazione della battaglia storica che ha coinvolto gli antenati dei suoi cittadini, che al vivere il proprio presente -, stanco delle bigotte che si prendono carico dell’istruzione dei ragazzi, proibendo libri lontani dal Vangelo e screditando tutto ciò che è differente da questo, e tradito dal padre che si è letteralmente rinchiuso nello studio della madre a scrivere quel che lui chiama “il grande romanzo americano” dopo l’accidentale morte della moglie, ha tutta l’intenzione di lasciar trascorrere gli ultimi anni del liceo in tranquillità, per poi far domanda in tutti i college più lontani possibili da casa e lasciarsi alle spalle una città e una vita che gli stanno decisamente troppo strette. Ma qualcosa non va secondo i suoi piani. A cominciare dal ricorrente sogno che lo perseguita da mesi: la sensazione di cadere, di non riuscir a stringere la mano di una ragazza che lo chiama disperatamente, mentre anche lei sta cadendo, la sensazione di aver perso la cosa più importante, l’odore di rosmarino e limoni che gli entra nelle narici e non lo lascia. Ethan non la conosce, non sa chi sia, almeno finché a Gatlin non arriva una nuova ragazza che guida un carro funebre, nipote di quello che il paese definisce un matto, il vecchio Macon Ravenwood, barricatosi in casa e mai più uscito; così, mentre parte la gara a isolarla, perché tutto ciò è differente non può essere accettato, Ethan è l’unico a sentire una forza di attrazione che lo spinge da lei, una connessione che va al di là della sua immaginazione.

Ogni giorno era come un giorno della vita di un altro. Non mi era mai capitato nulla e adesso mi stava succedendo di tutto, e con tutto intendevo Lena. Un’ora era diventata più veloce e più lenta nello stesso tempo. Mi sentivo come se avessi risucchiato tutta l’aria di un palloncino gigante, come se non mi arrivasse abbastanza ossigeno al cervello. Le nuvole erano più interessanti, la mensa era meno disgustosa, la musica mi sembrava più bella, le battute di sempre erano più divertenti, e la Jackson si trasformò da un grumo di prefabbricati grigioverdi in una mappa di tempi e di luoghi in cui potevo incontrare lei. Mi ritrovavo a sorridere senza ragione, mi tenevo le cuffiette e ripetevo le nostre conversazioni tra me e me, solo per il gusto di riascoltarle. Avevo già visto questo genere di cose.
Solo che non le avevo mai provate.

Lena Duchannes è diversa, così diversa da riuscire a rivoltare e a rendere finalmente interessante vivere a Gatlin, a scatenare una caccia alle streghe degna di Salem, così diversa perché dei poteri ce li ha davvero e soltanto al compimento dei suoi sedici anni saprà se entrerà a far parte del mondo della Luce o di quello delle Tenebre, senza possibilità alcuna di scelta. Così, allo stesso modo in cui Ethan conta i giorni che lo separano dal lasciarsi Gatlin alle spalle, Lena scrive sulla mano il numero di giorni che mancano al suo sedicesimo compleanno e non può lasciare che nessuno le si avvicini, col rischio che passerà letteralmente al lato oscuro e possa ferirlo. Due ragazzi all’apparenza lontani anni-luce, provenienti da mondi che scorrono su binari paralleli destinati a non intersecarsi, ma in fondo più compatibili di quanto siano disposti ad ammettere, legati da un legame così potente da andar oltre la loro volontà e le loro paure, due poli opposti che inevitabilmente spingono l’uno verso l’altra e che finiranno per ritrovarsi, com’è inevitabile, nonostante tutti intorno si rendano quasi ridicoli nei loro tentativi di tenerli separati.

Lena sarebbe stata Reclamata il giorno del suo sedicesimo compleanno, ma io ero stato reclamato sin dalla nascita. Non avevo controllo sul mio destino più di quanto ne avesse lei. Forse nessuno di noi ne aveva.

Come ho detto, non ho disdegnato la lettura della Sedicesima luna ma l’avrei amato molto di più se fosse stata più breve. Cinquecentoventotto pagine di angst adolescenziale, di Lena che continua a ripetere a Ethan quanto non possa capirla o di Ethan che continua a difendere Lena dagli attacchi degli altri sono DAVVERO troppe. Tutte cose così ripetitive che potevano benissimo essere riassunte e che avrebbero facilitato la lettura, resa infinitamente più pesante dalle innumerevoli descrizioni minuziose dei tentativi delle bigotte del paese di cacciare Lena da scuola e di quelli delle sue compagne di classe di metterla in ridicolo di fronte a tutti. Una caccia alle streghe ben fatta, certo, scrupolosa e che dà l’idea di fino a dove la cattiveria possa spingersi per screditare la diversità, ma che penalizza la scorrevolezza del testo e allunga i tempi di lettura fin troppo. Allo stesso modo, non mi ha colpita la caratterizzazione dei due protagonisti: se Ethan ha talvolta pensieri così femminili da tradire le sue autrici ma fa sì che la sua narrazione sia comunque piacevole da seguire, Lena rimane una macchiolina sul suo sfondo, non riesce ad emergere come carattere indipendente da lui, ma solo in sua funzione; non c’è ragione per la quale lui ne sia attratto, tolto il profumo di limoni e rosmarino e l’averla sognata per mesi, e tutte quelle volte in cui spende parole per spiegarci quanto lei lo abbia salvato e sia grandiosa sembrano campate per lo più in aria. Ci prega di volerle bene, chiede compassione per la sua sorte, ma per la maggior parte del libro non se ne vede lo scopo. Se non nelle ultime centocinquanta pagine, a dir poco fenomenali, ovvero come avrebbe dovuto essere il libro fin dal suo principio: azione, tanta, tantissima azione, poche spiegazioni, col passare, uno dopo l’altro, degli ultimi giorni che portano inesorabilmente al sedicesimo compleanno di Lena e quindi alle sua Reclamazione. Pagine al cardiopalma, nel quale tutto prende a girare così vorticosamente da far avere le vertigini anche a me che non ne ho mai sofferto, in cui niente si rivela essere come sembra e fino all’ultimissima pagina non si ha la certezza di come finirà. Tutto il potenziale sprecato nella stesura dell’ottanta per cento del libro trova la sua realizzazione massima nel finale e riesce finalmente a catturare l’attenzione. Meglio tardi che mai.

Voto: ❤❤❤

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