Un, due, tre, stella #2. Recensione: “L’estate nei tuoi occhi”, “Non è estate senza te”, “Per noi sarà sempre estate”, di Jenny Han

D’estate, si sa, si ha voglia di leggere qualcosa di leggero, solare e spensierato, che sappia intrattenere sotto l’ombrellone o nella calura della città ma che non richieda troppo impegno, ché per quello c’è sempre tempo una volta che l’autunno sarà arrivato. Così quando mi è capitata tra le mani la trilogia di Janny Han, che la Piemme ha stampato un volume via l’altro, potevo forse farmela scappare? La risposta è ovvia, quel che un po’ lo era meno era l’irritazione che mi avrebbe colta fin dalle prime righe e mi avrebbe accompagnata fino alla sua conclusione. Sì, perché sono così masochista da non riuscire ad abbandonare un libro, neanche se mi sta uccidendo i neuroni, come in questo caso; e allora l’ho letta, e, fatemelo dire, NO.

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Titolo: L’estate nei tuoi occhi [TO The summer I turned pretty]
Serie: The Summer trilogy #1
Autrice: Jenny Han
Traduttore: Annalisa Biasci
Editore: Piemme
Anno: 2014
Pagine: 315

Belly misura il tempo in estati. Tutto ciò che di bello e magico è successo nella sua vita, è successo fra giugno e agosto. L’inverno è solo il periodo che la divide dalla prossima estate, dalla casa sulla spiaggia e da Susannah che, oltre a essere la migliore amica di sua mamma, è anche la madre di Jeremiah e Conrad. Loro sono gli amici con i quali è cresciuta: uno è il ragazzo su cui contare, l’altro è quello che ti fa battere il cuore. Questa estate però sarà un’estate speciale, perché sta per accadere quello che Belly sogna da sempre, e che sembrava non sarebbe mai accaduto…

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Titolo: Non è estate senza te [TO It’s not summer without you]
Serie: The summer trilogy #2
Autrice: Jenny Han
Traduttore: Annalisa Biasci
Editore: Piemme
Anno: 2014
Pagine: 322

Belly ha sempre contato ogni singolo giorno che la separa dall’estate, cioè da Conrad e Jeremiah. Ma non quest’anno. Perché la madre dei ragazzi, Susannah, è di nuovo molto malata. Perché Conrad ha smesso di curarsene. E perché tutto quello che era buono nella sua vita sta crollando a pezzi. Per la prima volta, Belly vuole solo che quell’inverno non finisca mai. E invece, quando Jeremiah telefona per dirle che Conrad è sparito, Belly capisce che quella è l’occasione per rimettere le cose a posto.

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Titolo: Per noi sarà sempre estate [TO We’ll always have summer]
Serie: The summer trilogy #3
Autrice: Jenny Han
Traduttore: Annalisa Biasci
Editore: Piemme
Anno: 2014
Pagine: 350

Sono già passati due anni da quando Conrad ha detto a Belly di mettersi con suo fratello. Da allora, lei e Jeremiah sono stati inseparabili. La loro storia però non è felice come dovrebbe. Così, quando Jeremiah commette il peggior errore che un ragazzo può commettere, Belly è costretta a chiedersi se Jeremiah sia davvero il grande amore e se davvero ha smesso di amare Conrad.

Non ho ancora ben capito se a me piaccia vestire i panni del bastian contrario o abbia gusti così dissimili dalle persone che mi hanno consigliato questa trilogia, fatto sta che ho odiato la Summer trilogy della Han a tal punto da non aver voglia di inserire tre recensioni distinte per ogni capitolo e abbia quindi deciso di dare il via alla rubrica Thank God it’s over, in cui mi limiterò a spendere poche parole per quei libri che mi hanno lasciato poco o per quelli che non hanno bisogno di grandi discorsi per poter essere consigliati. In questo caso, il poco che mi è stato lasciato ha iniziato a rasentare il nulla man mano che le pagine si seguivano e la protagonista di questa saga ha cominciato a darmi sui nervi come poche altre.
Come ho già detto, L’estate nei tuoi occhi e i suoi due sequel sembravano essere la classica lettura frivola e senza troppe pretese perfetta per l’estate, i cui personaggi sono macchiette che strappano qualche sospiro e un paio di sorrisi, un tiepido ricordo che non differisce poi molto da quello di una vacanza ormai agli sgoccioli. Quel che invece mi sono ritrovata tra le mani, invece, era la storia di una ragazzina petulante e immatura, così concentrata su se stessa da meritare un paio di schiaffoni di quelli dati bene e incapace di guardare oltre il proprio naso per capire di star pestando i sentimenti di tutti quelli che la circondano e, inspiegabilmente, le vogliono bene. Belly, sedici anni, da sempre lascia trascorrere gli inverni senza particolare attenzione, fremente di attesa per quei mesi di estate che passerà nella casa al mare dei fratelli Jeremiah e Conrad, i classici stereotipi dei bei ragazzi diametralmente opposti: il primo, il simpatico migliore amico, innamorato di lei, ma votato al silenzio per salvaguardare l’amicizia; il secondo, il bad boy che fa cadere ai propri piedi ogni ragazza con uno sguardo, a sprazzi capace di una dolcezza inenarrabile, ma generalmente duro e schivo. Facile immaginare il dipanarsi della trama, e altrettanto intuibile il finale alla Dawson’s creek, qualcosa sopra al quale, in virtù del suo essere una lettura da ombrellone, si è disposti a passar sopra. Se non che lo stile dell’autrice sia così scarno e vuoto, incapace di suscitare una seppur flebile fiammella di emozione, alla quale aggrapparsi per sopportare tutto il resto. A ciò non giova che sia narrato in prima persona da Belly e che seguire il flusso dei suoi pensieri sia frustrante e irritante così come il vederla oscillare, ad un ritmo di venti pagine, tra Jeremiah e Conrad, i quali, davvero, non capisco cosa trovino in lei.
Mi voglio male, li ho letti tutti di fila, senza pause, perché do a tutti una seconda – terza, quarta ed ennesima – possibilità ma, giuro, ne avrei fatto a meno. Una lettura che non consiglio a nessuno e che non lascia niente se non voglia di lanciare i libri nel falò di fine estate in spiaggia.

Voto: ❤

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