Sunday read-day #1

Non so di preciso cosa ci faccio qui, se non provare a seguire un consiglio di quella che spero che a partire dal mese prossimo sia la professoressa di uno dei corsi che ho tutta l’intenzione di seguire durante la magistrale che ho a lungo cercato e infine trovato, ma so che quest’anno i libri mi hanno salvata, da me stessa, da quello che mi è vomitato addosso, da quello che non riuscivo a capire o accettare. Da un po’ tutto e forse fondamentalmente da niente, ma di sicuro sono tornati ad essere il porto sicuro che erano sempre stati, quelle isole fantastiche in cui mi nascondevo ogni volta che ne sentivo il bisogno, quando le parole degli altri erano di troppo e i miei pensieri troppo pesanti per poter essere sopportati. Loro c’erano, ci sono stati e ci sono ancora. Mi offrono tutto quel supporto di cui un’assetata di avventure, voci e immagini come me ha bisogno senza chiedere niente in cambio, ché poi non avrei molto da offrire, se non l’ascolto. Quello sì, penso di esser brava a sentire, oltre che ad ascoltare, e allora, beh, eccomi qui. L’ennesimo blog sui libri, già lo so, un banalissimo blog di recensioni di libri in una marea di blog bellissimi sui libri, so anche questo, ma io non voglio essere speciale, solo ritagliarmi il mio angolino di quiete e magari fondere e rendere inscindibili l’utile e il dilettevole, perché questo sogno di fare nella vita, un po’ da sempre, un po’ da quando i miei desideri si sono scontrati contro il muro della realtà e sono scoppiati come bolle di sapone bruciandomi gli occhi. Gira e rigira tutto mi riporta ai libri, così come mi riporta a Siena, e allora forse sono io che non ho capito quale fosse la strada più giusta e naturale da seguire, impuntandomi prima di accorgermi che la risposta era lì che mi aspettava ma io ero troppo fissata su altro per coglierla. Non ho pretese, se non quella di impormi aggiornamenti precisi e puntuali perché pigrizia è l’anagramma del mio nome e devo pur combatterla in qualche modo, aggiornamenti che chiunque sia interessato può trovare elencati qui e che si possono vedere, ogni mese, nel widget qui di fianco. Inizia oggi un mio ennesimo blog, ho perso il conto di quanti ne ho creati – ed abbandonati, chiusi, lasciati andare -, con una rubrica che ha il solo scopo di ricordarmi cosa devo fare, gli appuntamenti da non perdere e quel che mi propongo di leggere da qui a un mese, le letture che mi sono state consigliate e quel che ho sul comodino in attesa di aprirmi il proprio mondo.
1704270_0Da una settimana ho la scrivania letteralmente disseminata di libri che mi sono arrivati, gentili omaggi di personcine amabili sparse qua e là per l’Italia che altrimenti li avrebbero lanciati nel fuoco o nella pattumiera, e la cartella di ebook che non fa che crescere col diminuire esponenzialmente del mio tempo libero a disposizione perciò conto di riuscire a leggere Shiver, di Maggie Stiefvater, il primo di una saga di cui ho sentito e letto pareri così dissonanti tra loro da dover per forza cimentarmi e crearmene uno personale, ché tanto non son capace di credere ciecamente a quel che dicono gli altri, perché siam persone differenti, non ho la presunzione di poter dare giudizi inattaccabili e validi per tutti e quindi, per estensione, non credo lo siano neanche quelli altrui.
goddess 3giugnoVisto che tra i libri che mi son stati regalati in questi giorni c’è la saga di Josephine Angelini e ho letteralmente fatto fuori in due giorni i primi due, mi sembra giusto concludere col terzo, Goddess, che si annuncia tutto fuochi d’artificio e battaglie mitologiche, parte di una serie su cui ho già intenzione di scriver qualcosa e che spero proprio non mi deluderà con l’ultimo capitolo perché è quel mix giusto di fantasy e young adult che per ora mi piace e mi affascina. Insomma, come rimanere indifferenti di fronte all’eventualità che dei semidei vivano tra noi e siano la sola chiave che permette agli dei dell’Olimpo di non aprire la porta che li separa dal nostro mondo e schiacciare l’umanità come fosse fatta di inutili insetti? Eh, EH? Non si può, io certamente non posso.
downloadPoi, poi, POI! La rivelazione, la cui copertina è brutta che più brutta non si può, ma che segna la conclusione di una trilogia al cardiopalma, in cui i colpi di scena erano dietro l’angolo ma nessuno se li aspettava tanto bastardi e il cui primo libro rimarrà per sempre tra i migliori di libri in serie, fondamentalmente perché l’ho letto con delle cocchine stupende (e che dovete assolutamente seguire sui loro profili goodreads: la Chiù [e se non seguite il suo blog vi perdete le vere recensioni], la Fede, la Sil e la Vero) e il nostro club del libro è diventato la cosa migliore del lunedì mattina come mai niente prima, ma anche perché la scrittura di James Dashner, così febbrile ed elettrizzante, è geniale sotto ogni punto di vista, sa trascinarti nell’universo che ha creato e lanciarti sperduto e senza alcun indizio in mezzo ad una radura, a due passi da un labirinto che è l’unica via di fuga ma che nasconde insidie così paurose che ancora me le sogno la notte. Non vedo l’ora di metterci gli occhi sopra con le pupattole!
978-88-541-7029-2E poi un libro di cui avevo letto qualche stralcio in inglese tempo fa, che mi aveva incuriosita, perché le storie piene di angst sembrano attirarmi più del miele con le api e non posso certo dire di no, vi pare? Primo volume della trilogia Fall awayMai per amore di Penelope Douglas vede come protagonisti due ragazzi che un tempo erano migliori amici ma che crescendo si sono allontanati, come capita a tante amicizie, se non che improvvisamente Tate è diventata lo sfogo preferito di Jared, quel pungiball contro il quale sfogare tutta quella rabbia che d’un colpo l’ha posseduto. Finché Tate non ne può più di nascondersi da lui, di essere diventata tutto a un tratto il bersaglio di ogni sua battuta ed essere umiliata dalle sue parole; per il suo ultimo anno al liceo, ha tutta l’intenzione di smetterla di scappare, alzare la testa e impedirgli di rovinarle la vita. Oltre che capire cosa lo spinga ad odiarla così. Bullo e vittima, amicizia e odio, ho come l’impressione si tratti di una storia piena di sentimenti così contrastanti da stridere se avvicinati e io devo leggerla. Se verrò delusa  e si cadrà nei soliti cliché della vittima che pende dalle labbra del suo carnefice, quasi fosse affetta dalla sindrome di Stoccolma… Sarete i primi a saperlo.
straniera teaInfine, La straniera, di Diana Gabaldon, perché ormai sono entrata nel tunnel che è Outlander e non credo di uscirne tanto facilmente. La domenica è diventata improvvisamente uno dei miei giorni preferiti e come posso esimermi dallo scoprire se quel popò di telefilm che prende spunto da questo libro sia la realizzazione perfetta sotto ogni punto di vista di quello che sulla carta sembra un romanzo avvincente e intrigante o sia semplicemente il riadattamento di uno scrittore geniale che ha saputo tirar fuori da una storiella una meraviglia che vede la Scozia non solo come sfondo perfetto ma come protagonista a tutti gli effetti con l’incontaminatezza delle sue terre? Dopotutto lo scorso anno sono rimasta così delusa dalla serie The white queen di Philippa Gregory da aver abbandonato il primo volume a metà e da aver visto ed amato tutta la serie senza spoilerarmi con cronache orribili e noiose quella meraviglia che mischiava magia, storia e romance come poche altre volte e che aveva per protagonista quel Max Irons il cui accento valeva le tre di notte che ci ho fatto per vedere le ultime due puntate una sera afosissima di agosto. Perciò, insomma, ho un attimo di terrore, le recensioni propendono per il no ma una possibilità bisogna pur dargliela, giusto? Viaggiare nel tempo con Claire Randall in fondo non deve essere poi male, specie se di là ad attenderti ci trovi Jamie Fraser, la bellezza maestosa della Scozia settecentesca e il suo gaelico scozzese. Lingua sulla quale ho sbavato ettolitri di saliva per qualche corso seguito in facoltà anni fa ma che decisamente ho intenzione di approfondire ulteriormente, perché, sapete, in caso Jamie (ma mi saprei anche accontentare del suo bel faccino Sam Heughan) mi spuntasse in sogno e mi dicesse Tha gaol agam ort devo pur rispondergli.
E bon, questo è tutto per ora e a domani per la prima recensione!

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